Milano-Cortina 2026, Record su record: Italia da sei medaglie in un giorno.

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Matteo Rizzo

Sono passati solamente sedici anni da Vancouver 2010, effettivamente una carriera sportiva per intero, un totale ricambio generazionale, ma alcuni degli atleti di Milano Cortina erano presenti anche in Canada. Quelle furono le peggiori olimpiadi invernali della nostra storia recente, una disfatta con il diciassettesimo posto nel medagliere alle spalle della Slovacchia e salvati da un minaccioso 0 nel conto degli ori solo l’ultimo giorno di gare con Giuliano Razzoli nello slalom speciale. In totale arrivarono cinque medaglie con appunto Razzoli (sci alpino), Piller Cottrer (sci di fondo), Pittin (combinata nordica), Zoeggler (slittino) e Arianna Fontana la nostra portabandiera a San Siro. Vi chiederete del perchè questo passo indietro nel tempo per ricordare la disfatta di Vancouver, ma a molti è tornata alla mente proprio quell’edizione quando in seconda serata di ieri domenica 9 febbraio Matteo Rizzo ha chiuso il suo programma libero del team event del pattinaggio confermando il bronzo azzurro, la sesta, ripetiamo la sesta medaglia della giornata, la nona in totale in due giorni di gare. Una medaglia in più rispetto a Vancouver in un solo giorno. Per essere esatti con un argento e cinque bronzi abbiamo superato per numero il bottino di tutte le Olimpiadi invernali disputatati fino a Calgary 1988 e anche Vancouver. Dopo i primi due giorni di Milano Cortina l’obiettivo che il CONI si era posto, ossia di superare il primato delle venti medaglie di Lillehammer sembra non solo alla portata, ma solamente una formalità: questa spedizione potrebbe distruggere quel precedente record anche se nella giornata con il maggior numero di podi della storia è mancata la medaglia più prestigiosa che è comunque arrivata il giorno prima con Francesca Lollobrigida. In due giorni inoltre abbiamo già migliorato il risultato di Sochi 2014 e basta una medaglia per eguagliare quello di Pyeongchang 2018, anche questa è una giornata da ricordare.

Sofia Goggia

Le sei medaglie della domenica più vincente italiana

Siamo passati da puri gregari, ad outsider, a nazione da battere nella storia delle olimpiadi invernali. Possiamo ora avvertire la paura negli occhi dei nostri nemici, per rirpendere i Coldplay in Viva la Vida perchè adesso dove c’è la bandiera italiana il più delle volte ci si deve aspettare un atleta competitivo, un po come accade con Norvegia e Stati Uniti, le uniche che ci precedono nel medagliere, ma non nel numero di podi conquistai, in quello non ci passa nessuno per ora. Gli Scandinavi hanno tre ori e si lanciano già verso il successo nella classifica che da un peso maggiore alle medaglie più prestigiose (3 ori, 1 argento, 2 bronzi), i nordamericani invece hanno festeggiato poco ma senza sbagliare mai: solo due podi entrambi d’oro con il team event del pattinaggio trascinati da Ilia Malinin e da Breezy Joohnson campionessa della discesa libera femminile. Ed è proprio da questa disciplina che lo sport italiano ha visto un nuova pagina della sua storia. Nella prima giornata di olimpiadi Franzoni e Paris si sono assestati alle spalle dello svizzero Von Allmen, oggi invece sull’Olympia delle Tofane, la pista per la quale Sofia Goggia potrebbe spendere le parole di Catullo odi et amo considerando le quattro vittorie e l’infortunio del 2022, proprio l’ultima tedofora di Cortina ha ottenuto la sua terza medaglia in tre edizioni consecutive nella discesa libera, non era mai successo neanche alle più grandi Moser Proll, Seizinger e Vonn. A proposito di Lindsay, se da una parte la giornata americana è stata di festa per Breezy Johnson e per il pattinaggio, -ma anche e soprattuto perchè in Nord America si gioca il Super Bowl, una giornata che esprime al massimo la tradizione e il sentimento del popolo statunitense- lei la regina delle nevi che ha investito sul suo fisico per tornare competitiva sulla pista dove ha vinto 12 volte ha resisto per soli dodici secondi sull’Olympia delle Tofane prima di subire una compressione ed esplodere in aria in una nuvola di neve, gelando il pubblico delle alpi sprofondate nel silenzio, rotto solamente dalle sue urla di dolore. Un enorme dispiacere per lei che pur di tornare a 41 anni ai giochi olimpici aveva deciso di partecipare nonostante il crociato rotto a Crans Montana alcuni giorni fa.

Lisa Vittozzi

Mentre Goggia a Cortina festeggiava il suo primato e completava la collezione di colori dopo l’oro di Pyeongchang e l’argento di Pechino ad Antersevla nel biathlon andava in scena una della gare potenzialmente più affascinanti di quest’Olimpiade, la staffetta mista. Alla fine è stata una vittoria solida e splendente della Francia (arrivata a quota due medaglie) ma dietro a Jeanmonnot, Simon, Fillon Maillet e Perrot ha tagliato il traguardo danzando Lisa Vittozzi per certificare l’argento ottenuto insieme a Dorothea Wierer, Lukas Hofer e Tommaso Giacomel. Anche per Dorothea si tratta di un record, è alla sua quarta medaglia olimpica in quattro edizioni consecutive: Sochi, Pyeongchang, Pechino e questo argento ad Anterselva. Alla fine una medaglia in più rispetto a Lukas Hofer che era presente in quella staffetta mista insieme a lei sia a Sochi che a Pyoengchang, mentre c’era solo in Korea Lisa Vittozzi che è quindi al secondo podio alle Olimapdi. Una prima volta per Tommaso Giacomel che tuttavia, da numero uno della classifica di coppa del mondo avrà la sua occasione nelle gare singole. Quasi in contemporanea intanto la bandiera italiana veniva issata in corrispondenza del terzo gradino del podio anche a Livigno, sede delle gare di snowboard, ma forse in questo caso ci aspettavamo qualcosa di più perché proprio dal gigante parallelo potevamo sognare una medaglia d’oro e invece al maschile sono usciti uno dopo l’altro, prima della semifinale, Felicetti, Fischnaller, March e Bormolini. I quattro avevano vinto sette gare in coppa del mondo e invece ai giochi prosegue la maledizione che ci ha semrpe tenuti lontani dal podio olimpico nel gigante parallelo maschile, una sfortuna che ha colpito anche il capitano Fischnaller, uno dei quattro atleti italiani presenti anche a Torino 2006, ma lui mai a segno con una medaglia neanche al settimo tentativo (era anche a Salt Lake City nel 2002). Riscatto parziale per le ragazze del gigante parallelo che si contendo la finalina per il terzo posto vinta da Lucia Dalmasso contro Elisa Caffont. L’unico oro di questa spedizione è arrivato dal pattinaggio di velocità da una sorpresa, Francesca Lollobrigida, e quella stessa pista con sede a Rho, il luogo dove nel 2015 si accese la magia dell’Expo e che ora ospita il nuovo palaghiaccio, è stata teatro di un’altra inaspettata medaglia. Riccardo Lorello, calasse 2002 nato e cresciuto proprio nella frazione di Milano dove sorge la fiera e il palazzetto delle Olimpiadi. Per un Fischnaller che fallisce ce n’è uno che si conferma: lo slittinista Dominik non è parente dello snowboarder Roland e anche la fortuna olimpica lo testimonia perchè sulla pista di Cortina il classe 1993 nato a Maranza è salito di nuovo sul podio come accaduto nel 2022 a Pechino dove fu bronzo, lo stesso metallo di ieri. Infine abbiamo accennato la grande chiusura, sotto gli occhi di un olimpionico come Novak Djokovic, alle spalle di chi olimpionico molto probabilmente lo sarà presto anche nella gara individuale Ilia Malinin, il team del pattinaggio di figura ripercorre le orme di Fusar Poli-Margaglio e Karolina Kostner ottendo il terzo bronzo della storia alle olimpiadi in questo sport. I nomi che entrano nel medagliere sono questa volta quelli di Guignard/Fabbri, Conti/Macii, Lara Naki Gutmann, Daniel Grassl e Matteo Rizzo, il punto esclamativo in conclusione della giornata del record!