La tutela del porto di Civitavecchia

0
177

Civitavecchia Da comunicato stampa

IQ. 08/07/2013 – Il porto di Civitavecchia torna sotto la lente del Consiglio Regionale per la tutela dell’ambiente e del mare. Collegamenti elettrici in banchina per eliminare durante la sosta delle navi le emissioni di Co2 prodotte dal funzionamento dei generatori presenti a bordo e un piano di monitoraggio per il controllo della qualità dell’aria.

È quanto chiede con una mozione il consigliere Piero Petrassi (CD), presidente della Commissione Affari Europei della Pisana, perché la Regione Lazio si attivi presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e si attuino le disposizioni previste dal Decreto VIA n. 2935/97 e dal decreto VIA 6923/2002 e successive normative.

Due decreti che, peraltro, vanno incontro alla raccomandazione della Commissione Europea con atto 2006/33, che consiglia agli Stati membri la possibilità di installare sistemi di erogazione di elettricità dalle reti terrestri per le navi ormeggiate nei porti e valutare la possibilità di offrire incentivi economici agli operatori proprio per l’utilizzo di elettricità erogata da terra.
Il Consiglio dell’Unione Europea in tal senso ha recentemente autorizzato Svezia e Germania ad applicare all’elettricità fornita alle navi ormeggiate in porto una diminuzione della aliquota della tariffa elettrica in conformità alla direttiva 2003/96CE: HVSC, acronimo di High-Voltage Shore Connection. Una tecnologia questa che permette la fornitura di energia elettrica direttamente dalla banchina alla nave per il funzionamento dei suoi macchinari e impianti, consentendo così l’arresto dei motori diesel finora usati per alimentare i generatori elettrici di bordo. Una soluzione guardata con favore dalle gestioni portuali di tutto il mondo, in quanto consente di migliorare la qualità dell’aria nelle zone portuali.
“Oltre a tenere sotto monitoraggio la qualità dell’aria del primo porto del Mediterraneo – dichiara il consigliere Piero Petrassi – la mozione pone l’accento anche sull’annosa questione del risparmio energetico: basti pensare che una grande nave da crociera come quelle che attraccano a Civitavecchia, ferma in porto per 10 ore, se alimentata da terra evita di bruciare fino a 20 tonnellate metriche di carburante, equivalenti a 60 tonnellate metriche di anidride carbonica non emesse in atmosfera, ovvero le emissioni annue di 25 automobili europee. In Svezia ad esempio, secondo l’Istituto di ricerca ambientale (IVL), l’alimentazione delle navi da terra ha ridotto le emissioni di Co2 nei porti di Göteborg, Stoccolma, Helsingborg e Piteå di 6000 tonnellate metriche l’anno”.