La tavola rotonda, ospitata nella Sala stampa della Camera dei Deputati su iniziativa dell’onorevole Pino Bicchielli, ha avviato un percorso di confronto sulle implicazioni dell’intelligenza artificiale per la psicoterapia, la tutela delle persone e le competenze degli enti del Terzo Settore, in vista di un convegno all’inizio del 2027.
I lavori sono stati presieduti da Roberta Costantini, psicoterapeuta e psicologa giuridica. Massimo Maria de Meo, presidente di CONFASSOCIAZIONI Salute e Terzo Settore, ha introdotto e moderato il confronto, promosso insieme al CDTI ETS, presieduto da Maria Pia Giovannini.

Saluto istituzionale di Pino Bicchielli
L’onorevole Pino Bicchielli ha aperto l’incontro con un saluto istituzionale, ringraziando CONFASSOCIAZIONI Salute e Terzo Settore, CDTI ETS, Roberta Costantini, Massimo Maria de Meo e tutti i relatori. Ha dichiarato di aver sostenuto volentieri l’iniziativa e la richiesta di ospitarla alla Camera dei deputati.
L’intelligenza artificiale, in relazione alla psicoterapia, pone domande che riguardano direttamente la salute e la tutela delle persone. Quando qualcuno affida a un assistente digitale, a una piattaforma o a un’applicazione sullo smartphone una richiesta di aiuto psicologico o relazionale, soprattutto se minorenne o fragile, servono responsabilità chiare.
A tale proposito, Bicchielli ha sostenuto la possibilità di dare seguito all’incontro con altre iniziative di approfondimento, eventualmente attraverso un convegno più articolato all’inizio del 2027, in una sede istituzionale, possibilmente ancora alla Camera. Ha sottolineato l’importanza di coinvolgere gli Ordini professionali, gli altri professionisti della salute e gli esperti del mondo dell’IA per valutare eventuali iniziative istituzionali, ad esempio linee guida da elaborare con gli organismi competenti.
Bicchielli ha ricordato che la finalità prioritaria è tutelare i pazienti in tutte le sedi rispetto a un uso dell’IA particolarmente delicato in questo settore, che deve essere verificabile e sottoposto a supervisione professionale. Ha richiamato inoltre la necessità di regole più stringenti per le piattaforme che ricevono richieste di aiuto da minori o persone vulnerabili. Nelle situazioni più delicate occorre prevedere procedure di massima tutela e accesso tempestivo a un sostegno umano qualificato. Ha concluso augurando a tutti buon lavoro e un confronto capace di tradursi in proposte concrete.
Introduzione ai lavori di Massimo Maria de Meo

Massimo Maria de Meo ha presentato l’incontro come l’avvio di un lavoro comune e una prima occasione per delineare contenuti e promotori del convegno dell’inizio del 2027. Ha descritto l’appuntamento come una breve conferenza stampa in forma di tavola rotonda, nella quale i relatori avrebbero presentato i principali temi da sviluppare nella successiva iniziativa.
La domanda iniziale del presidente de Meo ha collegato innovazione e servizio alle persone: «Se una tecnologia consente di guadagnare un’ora, a chi vogliamo restituire quell’ora?» Per il volontariato e per il mondo dei genitori adottivi, dai quali de Meo proviene, il tempo recuperato può significare seguire meglio una famiglia, raggiungere un’altra persona o accogliere un nuovo volontario. Anche l’uso del tempo e delle risorse affidate alle organizzazioni ha una dimensione etica.
Da qui il richiamo agli enti appena iscritti al RUNTS e al bisogno di interlocutori competenti per sperimentare l’IA. La «rete delle reti» promossa da CONFASSOCIAZIONI può mettere in circolo conoscenze fra associazioni, professionisti e territori. De Meo ha richiamato l’impegno della Confederazione e del presidente Angelo Deiana, da sempre attento a questi temi, insieme alle competenze tecnologiche del Club Dirigenti Tecnologie dell’Informazione ETS.
Sul versante della salute mentale, de Meo ha ricordato le richieste di famiglie, scuole e volontariato per riconoscere il disagio dei minori e affrontare le dipendenze tecnologiche, con particolare attenzione al passaggio dalla preadolescenza all’adolescenza. Ha inoltre richiamato la collaborazione al progetto «Essere genitori oggi», ispirato al lavoro di Maria Rita Parsi e sviluppato con l’APS Bambini & Genitori di Bologna, per offrire ai genitori orientamento e formazione online.
Il confronto con i relatori è stato introdotto attraverso alcune domande da sviluppare nel percorso successivo:
- Come rendere chatbot e assistenti virtuali utili alle persone, attraverso progettazione e supervisione adeguate?
- Come tutelare i diritti dei minori e dare spazio alla loro voce nelle decisioni che li riguardano?
- Quali opportunità e quali rischi può introdurre l’IA per i lavoratori più fragili?
- Come possono le associazioni aiutare gli utenti a valutare le promesse di un servizio e a individuare le tutele disponibili?
- Quando è utile adottare sistemi di IA e quali condizioni occorrono perché chi li utilizza possa verificarne i risultati?
In vista del convegno, il presidente di CONFASSOCIAZIONI Salute e Terzo Settore ha proposto di ampliare il comitato promotore con altri rappresentanti della psicoterapia, delle nuove tecnologie, dell’associazionismo professionale e del volontariato. Ha segnalato, tra le prime adesioni, quella del professor Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, presidente dell’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, non presente all’incontro per impegni pregressi. Ha inoltre richiamato l’audizione di Cantelmi del 27 ottobre al Senato, dedicata alle implicazioni dell’IA per la protezione del diritto alla salute, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla tutela dei diritti umani.
Il lavoro proposto al comitato consiste nel confrontarsi con le migliori esperienze italiane e internazionali nel campo delle applicazioni tecnologiche, raccogliendo proposte formative e buone prassi. De Meo ne ha paragonato la fase iniziale a quella di una piccola startup innovativa: una collaborazione operativa capace di trasformare competenze e idee in opportunità accessibili anche alle organizzazioni con risorse limitate.
Contributi dei relatori

L’avv. Rosaria Salamone, nel suo intervento ha esaminato la tutela del minore nell’ambiente digitale a partire dal suo riconoscimento come titolare di diritti fondamentali e non soltanto come destinatario di protezione. Al centro dell’analisi vi sono l’interesse superiore del minore, la progressiva autonomia, il diritto alla riservatezza e all’identità, la protezione dei dati personali e la possibilità di partecipare alle decisioni che lo riguardano.
La diffusione delle piattaforme digitali e dei sistemi di intelligenza artificiale pone nuove questioni: profilazione, raccomandazione dei contenuti, uso dei dati, manipolazione dell’immagine e circolazione di contenuti sintetici possono incidere sulla sicurezza, sul benessere e sullo sviluppo della personalità dei minori. L’intervento ha accennato ai principali obblighi europei di tutela, distinguendo le misure applicabili alle piattaforme accessibili ai minori da quelle specifiche per i servizi di dimensioni molto grandi e per i diversi operatori dell’intelligenza artificiale.
Particolare attenzione è stata dedicata dall’avv. Salamone alla responsabilità delle piattaforme per i contenuti illeciti pubblicati dagli utenti: responsabilità da valutare in concreto, senza presumere un obbligo generale di sorveglianza né un’esenzione automatica. La prospettiva conclusiva è quella di una tutela effettiva, capace di coniugare sicurezza, trasparenza e rispetto dei diritti con il riconoscimento della voce e della progressiva autonomia del minore.

Dalila Loiacono Avvocata e segretario nazionale ADICU APS Ha avviato nella sua relazione una riflessione critica, di carattere interdisciplinare, sulle implicazioni giuridiche, cliniche e bioetiche dell’intelligenza artificiale applicata alla salute mentale, individuando nel caso Therapeak del 2026 un significativo banco di prova per la tenuta delle tradizionali categorie della responsabilità e della tutela della persona. L’indagine approfondisce la progressiva erosione dei confini tra interazione algoritmica e prestazione psicoterapeutica, interrogando la capacità dell’ordinamento di qualificare e disciplinare forme di esercizio automatizzato di attività professionalmente riservate.
Attraverso un’interpretazione sistematica e costituzionalmente orientata della normativa nazionale ed europea, sono stati esaminati i profili di responsabilità delle piattaforme digitali, le asimmetrie cognitive ed emotive che caratterizzano il rapporto uomo-macchina e i rischi connessi alla valorizzazione economica delle fragilità psicologiche dell’individuo nell’ambito dei modelli di interazione e delle strategie commerciali delle piattaforme digitali.
In conclusione del suo intervento ha sottolineato la necessità di interrogarsi sull’adeguatezza delle tradizionali categorie di responsabilità e sulla necessità di elaborare criteri di imputazione capaci di ricondurre le conseguenze delle prestazioni automatizzate ai soggetti che ne determinano finalità, funzionamento e condizioni di erogazione, evitando che la complessità dell’architettura tecnologica si traduca in una progressiva attenuazione delle garanzie poste a presidio del diritto fondamentale alla salute.

Alessandro Gioia, Avvocato giuslavorista, presentando i temi della sua ricerca, ha evidenziato che giovani lavoratori e lavoratori disabili sono i soggetti tradizionalmente più fragili del mondo del lavoro. Da qualche anno, con l’IA, le cose si sono ulteriormente complicate. Infatti, se da un lato questa nuova tecnologia offre strumenti di compensazione che ora possono ridurre molto il divario con gli altri lavoratori, dall’altra parte offre il fianco a possibili discriminazioni, quando l’algoritmo è settato per selezionare solo quei lavoratori più esperti o più «skillati». Anche per i giovani lavoratori può esistere questo rischio. La normativa UE si propone di evitare discriminazioni di questo genere.
Ha richiamato inoltre i problemi di privacy e di controllo a distanza dei lavoratori alla luce della legge n. 300 del 1970. In conclusione, ha affermato che queste novità tecnologiche non devono essere demonizzate per evitare pensieri neoluddisti, ma devono essere governate.

Francesco di Nocera Professore associato alla Sapienza Università di Roma, psicologo e psicoterapeuta, ha sintetizzato il suo intervento in alcune slide per illustrare i contenuti del successivo lavoro. Ha iniziato la sua esposizione ricordando che in effetti l’intelligenza artificiale ci pone oggi di fronte a sfide che non sono proprio nuove, ma che riprendono problemi che conosciamo da tempo. L’invito del professor Di Nocera è di considerare l’IA come una forma di automazione, che ripropone problemi oggetto di ricerca da decenni: come la fiducia eccessiva nei sistemi intelligenti o la difficoltà di verificarne le prestazioni. L’IA introduce certamente caratteristiche nuove, ma ripropone interrogativi fondamentali sul rapporto tra esseri umani e tecnologia: quando è opportuno delegare un compito, quanto possiamo fidarci dell’automazione e come possiamo mantenerne il controllo? Ha concluso ribadendo che le risposte non dipendono soltanto dalle capacità dei sistemi, ma anche dalle caratteristiche cognitive degli utenti e dalle condizioni in cui la tecnologia viene utilizzata.

Maria Pia Giovannini Presidente CDTI ETS Dopo aver ringraziato per questo importante confronto su un tema sociale decisivo, legato alla diffusione dell’intelligenza artificiale, ha portato nel dialogo tra psicologi e giuristi lo sguardo di chi le tecnologie le progetta e le governa. Chatbot e «compagni virtuali» sono spesso progettati per trattenere l’utente, e modelli di business fondati sul tempo di permanenza possono alimentare solitudine e dipendenza emotiva, soprattutto in bambini, giovani e persone fragili.
La differenza non la fa l’IA in sé, ma la qualità dei dati, la responsabilità di chi eroga i servizi e la chiarezza della finalità dichiarata, perché l’utente sappia che cosa sta usando.
Dal lavoro dei tavoli del CDTI su IA, Legal AI ed etica, salute e accessibilità nascono quattro proposte che si intendono sviluppare nelle prossime iniziative: alfabetizzazione digitale per famiglie e scuole, validazione clinica degli strumenti di supporto psicologico, trasparenza con un accesso sempre garantito a una persona reale, progettazione condivisa tra tecnologi, psicologi e giuristi.
In sintonia con la Rome Call for AI Ethics, a cui il CDTI ha aderito, la presidente Giovannini ha concluso ricordando che la tecnologia resta un mezzo: il fine sono le persone, consapevoli e capaci di senso critico, e che il CDTI è pronto a collaborare su questi temi.
Chiusura dei lavori di Roberta Costantini

Roberta Costantini, psicologa giuridica e psicoterapeuta, ha concluso l’incontro riconducendo il confronto alla persona che cerca aiuto, soprattutto se minore o fragile, e alla necessità che possa trovare ascolto e comprendere a chi sta affidando la propria fiducia. Ha collegato la qualità della relazione di cura alle responsabilità di chi progetta e offre strumenti digitali.
Ha ricordato inoltre le parole di Maria Rita Parsi, tratte dall’intervista di Alessandra Testa per la rivista dell’APS Bambini & Genitori di Bologna: «Le regole sono indispensabili, come l’ascolto e gli abbracci». Proprio dalla condivisione dell’impegno e del metodo della professoressa Parsi è nata la collaborazione con l’associazione di Bologna per un progetto socioeducativo non profit rivolto ai genitori, che intende offrire online strumenti di orientamento per comprendere e affrontare anche i disagi e le dipendenze dei figli legati ai social e all’IA.
Nel richiamare il carico educativo sostenuto quotidianamente dalle madri, che ha definito ormai «multitasking», Costantini ha sottolineato l’importanza di un coinvolgimento più incisivo anche dei padri, soprattutto durante l’adolescenza, per condividere l’accompagnamento dei figli e affrontare i conflitti che possono emergere in questa fase della crescita.
L’invito conclusivo è stato ad accogliere l’innovazione con curiosità, verificandone benefici e limiti e tutelando l’autonomia delle persone e la qualità della relazione terapeutica. Formazione, validazione degli strumenti, trasparenza verso i pazienti e supervisione professionale sono stati indicati come elementi da approfondire nelle prossime iniziative.

