La leggenda di Roger Federer .

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Il Re si ritira, non ci sarà un nuovo Re. Roger Federer ha comunicato attraverso un messaggio su Instagram la sua decisione di non tornare a giocare sui campi del ATP tour, una scelta obbligata poiché a 41 il fisico non gli permette più di competere al livello agonistico. Stiamo parlando del ritiro del più grande atleta di sempre, un tennista svizzero che con le sue gesta e i suoi ormai incalcolabili trionfi si è guadagnato il titolo di Re del Tennis e dello sport mondiale. L’annuncio era atteso ormai da anni, ma quando arriva la notizia la prima emozione a sopraggiungere è la tristezza.

Per elencare tutti titoli di Roger non bastano queste poche righe, ci si potrebbe fermare al nominare gli otto titoli vinti a Wimbledon, nessuno come lui se non Martina Navratilova nel circuito femminile.

C’è senza dubbio chi è riuscito a vincere più di lui, ma il gioco dello svizzero resta inimitabile, nessuno aveva mai visto nulla del genere, una rivoluzione tennistica che non ha avuto un seguito poiché solo Roger era in grado di giocare in quel modo e oggi sembra non essere nato alcun tennista che possa essere accostato a lui, neanche l’attuale numero uno al mondo che con quasi vent’anni di carriera davanti a se può sicuramente aspirare a superare il numero di titoli vinti da Federer, lo spagnolo Carlos Alcaraz potrà dominare la scena tennistica mondiale è sicuramente si riserverà un posto nell’Olimpo scrivendo il suo nome vicino a quello dei più grandi, ma per raggiungere Roger Federer non basterà vincere i trofei. Ci sono stati anche dei giocatori avvistati al Re, viene in mente l’esempio di Grigor Dimitrov, che per movenze e gioco era stato soprannominato baby Federer. Un appellativo scomodo che probabilmente ha contribuito alla parabola discendente di Dimitrov, scomparso dai radar dopo la vittoria alle Finals 2017, e ormai nessuno osa più effettuare un tale paragone.

L’incoronazione di Roger è avvenuta senza dubbi sui campi in erba di Wimbledon. Un’avventura iniziata nel 1998 con la vittoria del torneo juniores e con il mito del sette volte vincitore Pete Sampras. È invece già dal 2001 contro l’americano campione in carica per la settima volta che la storia di Federer ha ufficialmente inizio: 2 luglio 2001, il Times lo definirà: “il giorno in cui tutto è cambiato a Wimbledon”. Il giovane svizzero riesce a prevalere sul suo idolo in cinque set, ha solo 20 anni e ha già preso in mano l futuro del tennis. L’anno successivo il suo talento vacilla per la prima e unica volta in carriera, a sorpresa viene eliminato al primo turno dal giovanissimo croato Mario Ancic, proveniente dalle qualificazioni che con il suo serve and volley in carriera è riuscito a portarsi fino alla settima posizione del ranking nel 2006.

Nel 2003 arriva il primo titolo sconfiggendo Andy Roddick e Mark Philippoussis, e il trofeo alzato sul Centrale con le lacrime agli occhi. Inizia una serie di vittorie consecutive nel torneo londinese incredibile: 2004 sconfitto Roddick in finale dopo una interminabile semi contro Grosjean, in quest’occasione ha trattenuto le lacrime e ha posto l’obiettivo di triplicare il successo nel 2005. Promesssa mantenuta nella replica della finale contro l’americano, tre titoli consecutivi (come Borg e Sampras) e tre vittorie consecutive contro il giocatore dotato del miglior servizio al mondo in quegli anni, ma non aveva nessuna intenzione di fermarsi. Le finali del 2006 e 2007 sono memorabili, entrambe contro Rafa Nadal. Il 9 luglio poche ore prima la vittoria di Lippi ai mondiali in Germania, Roger vince il titolo e definisce quella la sua miglior partita in carriera. L’anno successivo alla presenza di Bjorn Borg che deteneva il record dei 5 titoli consecutivi, va in scena un dei più bei match della storia del torneo e Roger vince il quinto titolo consecutivo. Non il più bel match di sempre di Wimbledon poiché la finale del 2008 è ancora più incredibile; la più bella partita di tennis della storia recente. Il Times la definì la “tempesta perfetta”, due match point annullati da Roger, uno con un passante lungolinea di rovescio da perdere il fiato, probabilmente il più bel punto della sua carriera. Al quinto si va oltre la parità, ma nonostante una prestazione eccezionale di Federer il tennis deve sempre scegliere un vincitore e quel giorno è stata la volta di Rafa. L’anno successivo lo spagnolo salterà Wimbledon, quindi la strada per il sesto titolo sembrava spianta, fino alla finale lascia per strada soltanto un set contro Kohlschreiber, il suo avversario all’ultimo atto è di nuovo Roddick che mai come in quell’occasione ha reso difficile la partita al rivale, ma nonostante tutto riesce a prevalere con un punteggio di 16-14 al quinto set, la finale più lunga della storia fino a quel momento. Sampras aveva vinto 7 volte il torneo dell’All England Club, e nel 2012 Roger raggiunge il record del suo idolo in una partita che gli inglesi difficilmente scorderanno poiché dall’altra parte della rete si trovava Andy Murray, britannico che riuscirà a vincere il torneo nel 2016. Poche settimane dopo sempre sul centrale si disputò la rivincita alle Olimpiadi di Londra2012, ma in quell’occasione Roger arrivò alla finale esausto per l’enorme fatica di dover superare Del Potro in semifinale con un set da 36 game. Il risultato è netto e Andy Murray vinse l’oro olimpico.

La carriera vincente a Wimbledon dopo quelle sconfitte sembrava chiudersi anche perché Novak Djokovic aveva iniziato a vincere i suoi primi titoli sull’erba dei championship (tre dei quali proprio contro il campione di Basilea). Nel 2017 una serie di ritiri e sconfitte a sorpresa rende Roger il favorito per la storia: Murray eliminato a sorpresa da Querrey nei quarti, Djokovic ritirato contro Berdych e Nadal sorpreso in cinque ore da Gilles Muller. Vendicando la sconfitta contro Raonic di pochi anni prima e quella del 2010 con Berdych, Federer raggiunge la finale dove incontra Marin Cilic, un croato, e nel 2002 proprio contro il croato Mario Ancic arrivò la sconfitta più amara della carriera dello svizzero. Questa volta la partita ha un solo padrone e Roger Federer supera il suo idolo, vincendo il torneo di Wimbledon per l’ottava volta. Un record che è tutt’oggi insediato da Novak Djokovic che all’attivo ha sette titoli e una striscia di quattro vittorie consecutive.

La carriera sembrava chiudersi nel 2018 quando improvvisamente perse un match point che gli avrebbe consentito di rifilare un 3-0 netto a Kevin Anderson, perdendo quel punto invece subì una rimonta incredibile che permise al sudafricano di andare poi a giocarsi la semifinale contro Isner in un’altra maratona conclusasi al quinto sul punteggio di 26-24 in 6 ore e mezza. Quel match convinse l’ATP ad introdurre il tie break al quinto set, ma tutti gli slam presero diverse decisioni a tal proposito. A Londra si decise di giocare il tie break solo sul punteggio di 12 pari, e questo è ciò che avvenne nella partita di tennis più bella degli anni 2010. In finale di Wimbledon del 2019 si affrontano Federer e Djokovic che sconfissero gli spagnoli Bautista e Nadal in semifinale. Roger arriva veramente ad un passo dal vincere il nono titolo, ha ben due match point con il servizio a suo favore sul punteggio di 8-7 nel set decisivo. Djokovic riesce ad annullarli entrambi e quindi la partita prosegue per oltre un’ora diventando la finale più lunga della storia. Al tie break decisivo vince il serbo, quella sarà l’ultima finale slam giocata da Roger in carriera, una sconfitta che brucia ancora dalla quale probabilmente non si è più ripreso nonostante l’ultima vittoria a Basilea e l’ultima partecipazione alle Finals dove ha sconfitto Berrettini e perso in semifinale con Tsitsipas.

Nel 2020 con la pandemia Roger si ferma per oltre un anno decidendo di dedicarsi alla famiglia a seguito della sconfitta con Djokovic in semifinale a Melbourne. Tornerà a giocare nel 2021 perdendo a Doha con Basilashvili, partecipò ad un ultimo torneo in casa, a Ginevra sulla terra rossa dove perse con Andujar al primo turno; partecipò al Roland Garros, vince con Cilic un po’ a sorpresa e poi si ritira prima di affrontare Matteo Berrettini. L’erba doveva essere la sua superficie e sancire il suo ritorno ad alti livelli, invece anche sul verde non è competitivo, perde da Auger Aliassime ad Halle, partecipa un’ultima volta a Wimbledon faticando non poco con Mannarino al primo turno e ai quarti di finale viene annientato da Hurkacz, quella attualmente rimane l’ultima partita della carriera di Re Roger.

Quel che ha detto Cassano anni fa sulla rivalità tra lui ed il maiorchino è una definizione perfetta: sono come Ronaldo e Messi; Rafa, come Ronaldo, può avere dei numeri incredibili perfino migliori di quelli del rivale ma Roger, come Messi, non ha bisogno di battere ogni record per essere considerato il più grande di sempre.

La notizia del ritiro è insopportabile, per tutti i tifosi e gli appassionati di sport. È la conferma di ciò che tutti noi sapevamo sarebbe successo a breve, ma al momento dell’annuncio si sono infrante le ultime pochissime speranze di vedere Re Roger tornare per un tour d’addio nel 2023. A Londra al momento del ritiro inevitabilmente scenderanno le lacrime come successo in altre occasioni simili come ad esempio per i ritiri di Totti, Zanetti e Del Piero.

Oltre a quella già citata con Mario Ancic non sono mancate le sconfitte sorprendenti, al seguito delle quali il campione si è sempre ripreso e ha continuato ad alzare trofei. Sono due le sconfitte che vengono facilmente in mente. La prima la ricordano tutti gli appassionati italiani. Sul centrale del Foro Italico nell’edizione 2007 degli Internazionali d’Italia, Roger è la testa di serie numero 1, e non sembra aver rivali per raggiungere la finale con Djokovic o Nadal che sono nello stesso quarto di finale dove si affronteranno e vincerà Nadal. L’esordio per Roger è una facile vittoria con Almagro, intanto il pubblico di Roma spinse agli ottavi di finale Filippo Volandri vincitore contro Richard Gasquet. Il 10 maggio 2007 è il giorno del confronto con l’uomo-leggenda svizzero. La partita inizia inaspettatamente con un doppio break per l’azzurro in apertura, gli vengono annullati due set point in risposta ma al momento di chiudere il primo parziale non sbaglia ed è 6-2. Anche nel secondo incredibilmente Federer regala un break a Volandri sbagliando un dritto che avrebbe trafitto l’avversario che non era tornato a fondo campo dopo una discesa a rete, e quel piccolo vantaggio si protrae fino alla fine della partita, un’italiano elimina il numero 1 del mondo agli ottavi degli internazionali d’Italia. Solo Fernando Gonzalez fermerà Volandri in quell’edizione di Roma.

L’altra sconfitta inaspettata è arrivata all’Australian Open 2019. Agli ottavi il suo avversario è un ventenne che nella stagione precedente aveva impressionato sconfiggendo a Toronto Thiem, Djokovic, Zverev ed Anderson, si tratta di Stefanos Tsitsipas, anche lui con uno splendido rovescio ad una mano come l’idolo svizzero. La partita in Australia è complicatissima per entrambi, il livello di tennis è molto alto e alla fine in quattro set saranno oltre 120 i colpi vincenti complessivi dei due giocatori. Un tie break interminabile se lo aggiudica Federer con il punteggio di 13-11, poi non riesce più a mettere in difficoltà il greco, che annulla quattro set point per po vincere i tre parziali successivi 7-6 7-5 7-6. Tsitsipas perderà con Nadal in semifinale ma oggi a seguito di quella vittoria è stabilmente nelle prime posizioni mondiali e regolarmente rientra nella lista dei favoriti per vincere i tornei più importanti del circuito.

Ormai non vedremo più quello splendido gioco, il suo rovescio è la rappresentazione materiale della perfezione tennistica. Il suo tennis è arte, se dovesse essere paragonato ad un pittore non bisognerebbe avvicinarlo a Picasso o a Dalì, due pittori unici e particolari ma che fanno pensare più a Djokovic e Rafa; il tennis di Roger è apparentemente semplice ma ha la capacità di lasciare il pubblico estasiato e senza parole, le stesse emozioni che può trasmettere un pittore come Caravaggio.

La Laver Cup di Londra riunirà per l’ultima volta i quattro campioni che per oltre 15 anni hanno dominato la scena tennistica, Andy Murray, Novak Djokovic, Rafael Nadal e infine Roger Federer, e sicuramente sarà l’ultima volta che i quattro scenderanno in campo nella stessa settimana in un torneo ufficiale, anche se la Laver cup rimane un’esibizione.

La carriera del più grande sportivo della storia si concluderà a Londra, alla O2Arena, il luogo dove lo svizzero vinse per due volte le ATP Finals, situato a pochi km dall’All England Club, ossia il giardino dove è stato incoronato Re.

1 commento

  1. Complimenti Ascanio !
    Hai fatto un quadro stupendo di questo grandissimo atleta ripercorrendo tutta la sua carriera . Grazie
    Lisa

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