Allontanata perché in dolce attesa.
La denuncia di Asja Cogliandro, pallavolista di Perugia, con le sue parole riporta a galla un problema spesso al centro delle cronache del Paese: ovvero la maternità intesa come un ostacolo, soprattutto nel caso di sportive non professioniste. Ma secondo il club umbro la ricostruzione fornita dall’atleta sarebbe “capziosa e priva di fondamento”, perché non ci sarebbe stato alcun licenziamento.
Anzi. “E’ stata tutelata”, dice il club, Black Angels Perugia, che augura il meglio alla sua ex atleta e soprattutto auspica che la vicenda serva “ad accendere i riflettori sulla necessità di introdurre una disciplina che regoli con maggiore chiarezza il percorso della maternità, a tutela sì delle società ma soprattutto delle stesse atlete”.
Il caso, cominciato a detta della Cogliandro a fine gennaio ed evidentemente trascinatosi per mesi, emerge da un’intervista a La Stampa della pallavolista nel giorno in cui si celebra la nazionale italiana femminile per il successo Nations League, e a un anno dalla scelta di Arianna Errigo – mamma-atleta – come portabandiera azzurra a Parigi 2024.
Cogliandro non usa mezzi termini. “Sono stati lapidari, volevano proprio che mi levassi di mezzo – racconta la pallavolista – Ho proposto di aiutarli a gestire i social o di darmi un lavoro d’ufficio per i mesi che mancavano, purtroppo il loro unico intento era sbarazzarsi di me”.
Dichiarazioni alle quali hanno fatto seguito quelle di Perugia, la cui ricostruzione è ben distante dalla versione fornita da Asja. Il club specifica come “la maternità sia sta tutelata” e che “non ci sia stato alcun licenziamento”, spiegando che appresa la notizia lo scorso 20 gennaio, la società ha provveduto a fermare l’attività di Cogliandro per la “salvaguardia della madre e del nascituro”, mentre una volta arrivato il certificato di accertata maternità avrebbe avviato le interlocuzioni con il procuratore dell’atleta per la gestione del contratto che andava in scadenza a fine stagione.
“La proposta della società – si legge nella nota di Perugia – è stata quella di riconoscere all’atleta l’80% degli emolumenti dovuti, con il restante importo integrato dal fondo di gravidanza previsto dall’Inps e dalla Fipav”. Un’offerta, secondo il club, rifiutata da Cogliandro che denunciava anche di esser stata obbligata dalla società “a lasciare l’alloggio messole a disposizione, restituendo anche le mensilità già pagate”. Fatto, anche questo, smentito da Perugia.
Sulla questione vuole vederci chiaro anche il ministro per lo sport e per i giovani Andrea Abodi che in mattinata ha prima parlato con i vertici della pallavolo, federazione e Lega femminile. “Ma il professionismo non può essere l’unico elemento che garantisca diritti e tutele perché non tutte le discipline possono permettersi certi costi”, le dichiarazioni all’ANSA di Abodi. Per questo il ministro parla di “rivedere insieme al mondo dello sport l’efficacia delle regole”.
“Perché non è possibile che si viva solo grazie a sussidi pubblici e generosità delle società, dobbiamo valutare insieme se ci sono altre forme che garantiscano tutele senza incidere sulla sostenibilità economica – aggiunge ancora Abodi – Ragionamento che va fatto perché la ricerca delle pari opportunità, passa attraverso collaborazione continua”.
La senatrice di Italia Viva, Daniela Sbrollini, dopo aver manifestato solidarietà alla giocatrice, ha annunciato che presenterà “su questo una interrogazione parlamentare al ministro Abodi”.
E se l’associazione italiana pallavolisti si appella a Fipav e Lega affinché “non solo intervengano per fare chiarezza su quanto accaduto e si adoperino per prevenire simili episodi”, ma “si apra al più presto un tavolo tecnico di confronto”, Federazione e Lega promettono di approfondire la vicenda parlando della maternità come “mai di una colpa” e di un “diritto da tutelare”.
Manfredi: ‘La maternità non può mai essere una colpa’
“La maternità non può mai essere vista come una colpa, né tantomeno come un ostacolo alla carriera di una sportiva”. Sono le parole di Giuseppe Manfredi, presidente Fipav, in una nota dopo aver letto del caso Asia Cogliandro, la pallavolista licenziata da Perugia perché rimasta incinta. “Ad Asia la mia piena solidarietà personale e quella di tutta la Federazione Italiana Pallavolo”, ha aggiunto.
“Come Federazione qualche anno fa, abbiamo voluto dare un segnale concreto, istituendo “La maternità è di tutti” – ricorda Manfredi – un fondo dedicato alle atlete che diventeranno madri, in maniera da accompagnarle e sostenerle in un momento così importante della loro vita. Dall’attivazione del fondo abbiamo già sostenuto molte atlete che ne hanno fatto richiesta”. Manfredi ha poi concluso: “Posso garantire che la Fipav continuerà ad essere in prima linea su questo tema, oltre a vigilare affinché episodi di questo tipo non trovino spazio nel nostro movimento. Allo stesso tempo per correttezza, mi riservo di approfondire la vicenda con la società coinvolta, così da avere più elementi a disposizione.”
Fonte: ansa.it
