Presenti da tempo nelle aule delle scuole di ogni ordine e grado, gli alunni di origine non italiana, soprattutto di recente ingresso in Italia (NAI), comunitari o non, contribuiscono a creare un clima scolastico ricco di nuove esperienze, origini e veicolo di lingue e culture differenti. L’apprendimento della lingua italiana e la conoscenza della cultura di base del Paese ospitante risultano pertanto di grande importanza per favorire lo scambio, un rapido adattamento nella fase iniziale e una possibile integrazione a seguire. Per ovviare alle naturali difficoltà di gestione degli alunni non italofoni in classe, le scuole si avvalgono di insegnanti di lingua L2, se recentemente formati e presenti nel complesso scolastico, oppure ricorrono ai volontari di associazioni che da decenni operano nel territorio italiano a supporto degli alunni stranieri, dei loro familiari e dell’intera comunità.
La presenza nel territorio italiano di alunni con cittadinanza non italiana (CNI) costituisce un fenomeno consolidato e in crescita, pur se caratterizzato da una composizione interna profondamente differente da quella del passato a causa, soprattutto, della trasformazione del panorama immigratorio mondiale. Secondo i dati della Fondazione ISMU, riferita alla distribuzione per cicli scolastici, la quota più alta si registra nella scuola primaria, con il 12,7%, di alunni di seconda generazione, seguita dalla scuola per l’infanzia, dalla secondaria di I grado e infine dalla secondaria di II grado. Gli alunni nati in Italia da genitori stranieri (seconde o terze generazioni) sono ormai la maggioranza. Addirittura il 65,2 % degli studenti è nato nel nostro territorio, quindi conoscono la lingua italiana, in molti casi al pari della lingua madre e sono pertanto esenti da difficoltà o barriere linguistiche di integrazione.

I neo arrivati, definiti NAI, sono bambini o ragazzi arrivati in Italia attraverso i flussi migratori più recenti e sono sprovvisti il più delle volte anche solo dei rudimenti della nostra lingua nazionale.
Inutile dire che la maggiore concentrazione di presenze si riscontra nelle regioni del nord Italia (circa il 60%) a causa della massima concentrazione industriale e conseguenti migliori possibilità occupazionali per i loro genitori.
Le Nuove Normative e l’integrazione Linguistica
In Italia, la normativa sugli studenti stranieri garantisce il diritto allo studio per tutti i minori presenti nel territorio, senza distinzione alcuna e fa riferimento agli articoli 3 e 34 della Costituzione, al Testo Unico sull’Immigrazione, D.Lgs 286/1988 e DPR 39471999 nonché il Decreto Scuola DL 170/2026.
Le Linee guida ministeriali per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri, risalenti all’ormai lontano 2014, indicano ai dirigenti e docenti di tutte le scuole italiane le linee essenziali di accoglienza per poi addentrarsi, nella II parte, ad elencare le linee operative da attuare per favorire l’inserimento nelle classi, l’apprendimento della lingua e della cultura italiana.

Le associazioni di volontariato che operano a supporto della scuola
Il sostegno scolastico agli alunni stranieri e ai loro genitori viene erogato a partire da una prima scolarizzazione di base in situazioni correnti, sia all’interno della scuola che presso i servizi più prossimi ad essa collegati. Più Culture, presente sul territorio da diversi anni, svolge un valido sostegno linguistico di italiano per i familiari, nonché un supporto di qualità all’inserimento scolastico dei bambini e dei ragazzi. Il giornale on line, ormai letto da un gran numero di persone, pubblica articoli, inchieste e storie e prevede traduzioni in diverse lingue consentendo una diffusione di ampio raggio.
La sezione Dialogo e Culture organizza incontri interculturali e interreligiosi, gratuiti e aperti a tutti, ed eventi con artisti stranieri e campagne sui diritti di cittadinanza.
Sul territorio italiano operano inoltre, con grande attività comunitaria, molti enti che forniscono sostegno scolastico ad alunni stranieri per favorire l’apprendimento della lingua italiana anche ai genitori e familiari più stretti. Lo scopo è senz’altro quello di facilitare l’inserimento a scuola e la comprensione generale di prima necessità.
Ricordiamo che con la stessa finalità forniscono aiuto e sostegno anche numerose altre associazioni e organizzazioni di volontariato a Roma e in genere in Italia. Citiamo a scopo di esempio la Comunità di Sant’Egidio (ACAP APS), la Caritas Italiana, l’ETS Save the Children Italia e Sport senza frontiere.
La scuola affronta le criticità
Il grande impegno che la scuola affronta nell’integrazione degli alunni di origine non italiana e degli Alunni Nuovi Arrivati (NAI), soprattutto nell’acquisizione della lingua italiana in classi a maggioranza stranieri, i progetti didattici, attivati in sinergia con il territorio, forniscono quanto inizialmente di bisogno.
Di grande importanza risulta essere il forte incoraggiamento da fornire ai genitori, soprattutto madri, che necessitano di intrattenere relazioni linguistiche e culturali con il territorio nel quale dimorano.
I progetti di Scuola Aperta e di inclusione per alunni NAI si propongono come obiettivi principali il raggiungimento del benessere iniziale, del piacere di stare in classe e di conoscere i loro coetanei italiani, l’alfabetizzazione d’emergenza (L2), utile per fornire competenze linguistico-comunicative di base da utilizzare nel quotidiano, dentro e fuori la scuola, lo sviluppo della lingua dello studio per acquisire le competenze di apprendimento dei saperi e, infine, la valorizzazione del bilinguismo, utile per tutti gli alunni della classe.
