IQ. 12/03/2013 – Le proposte di Grillo, Bersani e Berlusconi per uscire dallo stallo hanno tutte le caratteristiche dei proclami elettorali, in primo luogo la loro manifesta irrealizzabilità.
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Mentre assistiamo a questo balletto le forze più responsabili presenti in Parlamento devono riprendere l’iniziativa e presentare una proposta credibile al Paese.
L’unica strada è un “governo di scopo”, per realizzare pochi punti prima di ritornare a votare. Ci vuole un’agenda di buon senso, che non si ponga obiettivi irrealistici.
I punti fondamentali potrebbero essere i seguenti:
1) riforma della legge elettorale con il doppio turno di collegio se si può, con un decorso proporzionale se si deve;
2) taglio dei Parlamentari e cambiamento del ruolo del Senato;
3) rifinanziamento (se necessario) degli ammortizzatori sociali che tutti vorremmo cambiare, ma che oggi dobbiamo accontentarci di sostenere;
4) pagamento immediato di una parte dei debiti della pubblica amministrazione, con ogni mezzo possibile.
Su questi quattro punti le principali forze politiche, e forse persino Grillo, potrebbero convergere. Se poi si riuscirà ad arricchire l’agenda in itinere tanto meglio.
Occorre far presto. Oltre il rischio dello spread e quello della possibile vittoria alle prossime elezioni di movimenti antieuropei, la minaccia più immediata è la deindustrializzazione del Paese. Il declassamento dei titoli italiani chiuderà definitivamente i rubinetti delle banche verso il sistema produttivo, mentre le prospettive d’instabilità politica già bloccano ogni investimento, italiano e straniero.