Oggi per la nostra rubrica riportiamo le interviste condotte da Laura Diomede per la Web Radio TV FINCOPP alla dott.ssa Roberta Costantini, psicoterapeuta e psicologa giuridica tra i coordinatori del convegno del 13/2 all’ Università Cusano, e al Dottor Massimo Maria de Meo, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Salute e Terzo Settore la quale patrocina il convegno e che interverrà tra i saluti istituzionali.
INTERVISTA ALLA DOTT.SSA ROBERTA COSTANTINI
Domanda 1
Dottoressa Costantini, lei presenterà e modererà l’evento “Genitori al bivio, figli in cammino”. Un titolo molto evocativo: cosa rappresenta questo “bivio” e perché oggi è così urgente fermarsi a riflettere sull’adolescenza?
Risposta – Roberta Costantini
Il bivio rappresenta quel momento in cui molti genitori si sentono disorientati, incerti su quale direzione prendere nel rapporto con i propri figli adolescenti. L’adolescenza è sempre stata una fase complessa, ma oggi lo è ancora di più per la velocità dei cambiamenti, per il peso del mondo digitale e per la fragilità emotiva che spesso i ragazzi vivono. Riflettere su questo passaggio significa aiutare gli adulti a non sentirsi soli e a comprendere che accompagnare un figlio non vuol dire controllarlo, ma camminare accanto a lui, con ascolto e consapevolezza.
Domanda 2
Durante l’incontro verranno affrontati temi molto attuali: il rapporto con il digitale, le difficoltà familiari, i fattori di rischio e di protezione nell’adolescenza. Che tipo di lettura emerge da questi contributi e quale messaggio comune unisce i diversi interventi?

Risposta – Roberta Costantini
Dai contributi dei relatori emerge una visione molto chiara: l’adolescente di oggi è immerso in una realtà complessa, fatta di opportunità ma anche di nuove vulnerabilità. Il digitale, ad esempio, è uno strumento potente, ma può diventare un luogo di isolamento se non accompagnato da una relazione educativa solida. Le difficoltà familiari, se non riconosciute, rischiano di amplificare il disagio, mentre la presenza di adulti attenti e coerenti rappresenta un forte fattore di protezione. Il messaggio comune è che la prevenzione passa sempre dalla relazione e dalla qualità del dialogo tra genitori e figli.
Domanda 3
Nel suo ruolo di moderatrice, quale messaggio principale vorrebbe arrivasse a genitori, educatori e professionisti che parteciperanno a questo incontro?
Risposta – Roberta Costantini
Vorrei arrivasse un messaggio di fiducia e di responsabilità condivisa. Non esistono ricette semplici, ma esiste la possibilità di costruire relazioni più autentiche, basate sull’ascolto e sulla presenza. I genitori non devono sentirsi inadeguati se incontrano difficoltà: l’adolescenza è un passaggio critico, ma anche ricco di potenzialità. Questo evento vuole offrire strumenti, riflessioni e soprattutto la consapevolezza che crescere insieme, genitori e figli, è possibile”.
INTERVISTA AL DOTTOR MASSIMO MARIA DE MEO.
d1) Presidente De Meo, perché Confassociazioni Salute e Terzo Settore sostiene questo convegno? Qual è l’urgenza oggi di cui si parla nel comunicato di lancio dell’evento?
Risposta:
Sosteniamo questo convegno perché la condizione dei giovani, e in particolare degli adolescenti, è diventata una priorità civile oltre che educativa, e sanitaria.
La scuola, le famiglie e i servizi sociali registrano segnali che non possiamo minimizzare: ansia, ritiro sociale, conflittualità, AGGRESSIVITA’ talvolta comportamenti autolesionistici.
Il punto non è “allarmare”, ma attivare rete e prevenzione che è la filosofia associativa anche della nostra Confederazione CONFASSOCIAZIONI. Il coordinamento nazionale di Confassociazioni Salute e Terzo Settore è qui per promuovere un patto tra scuola, enti del terzo settore, università e famiglie: in sintesi più strumenti, più ascolto, più alleanze.
Quando un ragazzo perde fiducia o si isola, ne risente tutta la comunità: quindi è un tema pubblico, non privato.
d2) Secondo lei qual è la difficoltà principale dei genitori di oggi e cosa servirebbe a loro per migliorare il rapporto con i figli, anche adolescenti?
Risposta:
“Intendo che oggi si chiede molto ai genitori: orientare, proteggere, capire il digitale, gestire conflitti e fragilità emotive.
Ma tutto questo viene chiesto spesso lasciando soli i genitori o meglio senza una bussola. L’idea dell’Holding “del contenere”, che riprendo anche dall’esperienza e dai lavori trentennali di una grande psicoterapeuta ed amica Mazal Pas Bagdadi, che ci ha lasciati ormai da quasi due anni, è proprio questa sorta di bussola, di metodo di comportamento: una presenza che sostiene senza invadere, che resta anche quando la relazione è difficile.
E vale anche al contrario: i genitori hanno bisogno di essere contenuti, cioè supportati da contesti affidabili, scuola, servizi sociali, associazioni, per non trasformare ansia e senso di colpa in ipercontrollo o distanza.
Quando un adulto è sostenuto, riesce a sostenere meglio.
In sintesi la rete sostiene anche la famiglia !”

d3) Questo convegno è stato progettato dalla Fondazione Movimento Bambini Onlus, fondata dalla prof.ssa Maria Rita Parsi scomparsa da pochi giorni, psicologa e psicoterapeuta da sempre impegnata sui temi dell’ascolto e della tutela dei giovani, come si ricollegano gli interventi di oggi con questa ispirazione e cosa i partecipanti possono ricevere da questo evento ?
Risposta:
“L’obiettivo più ambizioso è portare a casa indicazioni pratiche e una lettura più chiara dei segnali. Una riflessione che può essere utile a tutti quindi è quella di evitare due errori tipici: ignorare i segnali o intervenire in modo solo reattivo.
Il programma del convegno, e delle future iniziative e collaborazioni con CONFASSOCIAZIONI SALUTE E TERZO SETTORE per approfondimenti e proposte specifiche, mette insieme competenze ed esperienze diverse al servizio delle famiglie e della comunità, come ha illustrato la coordinatrice del convegno, la psicoterapeuta Roberta Costantini, anticipando i principali argomenti trattati: dal tema del dialogo tra nativi digitali e genitori, all’osservazione delle dinamiche familiari, alla prevenzione del disagio ed alla costruzione dei fattori di protezione.
Naturalmente alcuni relatori si soffermeranno anche sull’illuminante esperienza della psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, che spesso ci ha ricordato che l’abbinamento tra prevenzione e formazione sia l’unica strategia sostenibile.
Penso appunto che il modo più autentico ed efficace di onorare l’eredità culturale e civile della Prof.ssa Maria Rita Parsi sia proprio quello di continuare a costruire, con responsabilità e competenza, percorsi di prevenzione, ascolto e sostegno a favore dei giovani e delle famiglie
Se sosteniamo i genitori e sviluppiamo l’alleanza tra scuola, servizi sociali e terzo settore, possiamo provare a prevenire il disagio e accompagnare ogni adolescente nel suo percorso, valorizzando anche i passi più piccoli.
Un’altra esperienza appresa in campo psicoterapeutico e che talvolta serva anche imparare ad avere aspettative realistiche, quasi minimali, soprattutto quando ci sono fragilità importanti nei nostri figli, così si è più pronti a valorizzare ogni piccolo passo e sostenere un cammino possibile nello studio, nelle relazioni e nel futuro lavorativo.
In conclusione come Confassociazioni Salute e Terzo Settore siamo abituati a sviluppare in tutte le sedi proposte semplici e realizzabili, anche in questo evento proveremo a costruire sui temi affrontati, i percorsi più adatti ad aiutare a comprendere soprattutto una cosa: che i nostri ragazzi e ragazze non hanno bisogno di adulti perfetti, ma di adulti presenti e di una comunità che faccia rete, anche in prossimità.



