Intervista a Sua Eccellenza Reverendissima Monsignore Fabio Fabene.

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S.E.R. Mons. Fabio Fabene.

Eccellenza, è un onore poterla intervistare in occasione di questa quinta edizione del Festival dell’Ecologia Integrale, un evento che illumina Montefiascone e il Giubileo con una luce di speranza e responsabilità.

Radici Spirituali: Il Festival dell’Ecologia Integrale affonda le sue radici nell’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco, un testo che invita a una profonda riflessione sul nostro rapporto con il creato. Come, secondo la sua visione, l’impegno per l’ecologia integrale si radica nella tradizione spirituale cristiana e si traduce in un’azione concreta per la cura del creato?

Papa Francesco con l’enciclica Laudato Sì ha voluto risvegliare la coscienza di tutta l’umanità sulla cura della casa comune che è la Terra.  Noi credenti troviamo le radici dell’ecologia nella Bibbia, dove nel libro della Genesi leggiamo che Dio ha creato il Cielo e la Terra e nella professione di Fede affermiamo di credere in Dio Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra. La creazione è opera di Dio che riflette la sua stessa bellezza. L’uomo creato a immagine  e somiglianza di Dio, vive in profonda relazione con tutti gli esseri viventi ed è chiamato a custodire e a coltivare il giardino, la nostra casa comune, non come padrone della terra ma come custode. Questa grande responsabilità riguarda tutti e tutti ci dobbiamo prendere cura del nostro pianeta rispondendo così alla nostra vocazione di vivere in comunione con Dio attraverso l’opera delle sue mani.

Dialogo Fede e Scienza: Il Festival si propone come un crocevia di saperi, un luogo di incontro tra scienza, etica e spiritualità. In che modo, a suo avviso, la fede può illuminare la ricerca scientifica e guidare le scelte politiche ed economiche verso un futuro più sostenibile?

Ogni anno al Festival sono stati presenti acccademici che hanno affrontato il tema della manifestazione. Quest’anno i professori Novelli e Vaia  ,insieme  al dott. Cricco, medico locale, ci hanno illuminati sulla cura della vita e sulle conquiste della medicina, nonché sull’importanza della prevenzione e sugli stili di vita da adottare per vivere in salute. In particolare ci si è soffermati sulla necessità di tutelare le persone sofferenti e di quella sanità territoriale che spesso salva la vita delle persone. Dal Festival è uscito un messaggio molto forte e cioè che i politici devono effettuare scelte destinando più fondi alla ricerca scientifica, alla medicina e alla sanità pubblica perché oggi ci sono i cosiddetti “farmaci gioiello” molto efficaci, ma anche molto costosi che salvano la vita delle persone, ridanno la salute fino a far camminare persone inabili. Si dovrebbe allora spendere molto meno per le armi e molto di più per la medicina e per la ricerca .Al riguardo non possiamo non pensare ai paesi più poveri, a tante persone che non hanno le cure necessarie. La vita è un bene che dobbiamo sempre tutelare e deve essere al centro di tutta l’azione politica.. Ogni anno il Festival ha aperto un dialogo tra scienza e fede. Tra questi due ambiti non c’è contrapposizione c’ è complementarietà in quanto la scienza è chiamata ad indagare sul come mentre la fede risponde al perché, portandoci alle radici profonde della realtà. La fede ci offre una risposta che viene da Dio e ci porta a cogliere il fine e l’origine di tutte le cose.

Custode di Bellezza: Montefiascone, con la sua storia millenaria e il suo patrimonio artistico e paesaggistico, è una cornice ideale per un evento dedicato all’ecologia integrale. Quali sono, secondo lei, le peculiarità di questa città che la rendono particolarmente adatta a promuovere un messaggio di armonia tra uomo e natura?

Quando ho pensato ad un Festival dell’ecologia integrale, sono stato mosso proprio dalla bellezza paesaggistica di Montefiascone che è posto sul colle più alto dei Monti Volsini, dove si può contemplare la bellezza del creato. Infatti, con uno sguardo dall’alto della Rocca dei Papi si abbraccia il lago di Bolsena, si allarga fino al mar Tirreno con il Monte Argentario e le isole toscane, vediamo ancora gli Appennini sullo sfondo del Monte Terminillo, non mancano le valli che da una parte scendono sino al lago di Bolsena, sovrastato dal Monte Amiata e dall’altra parte fino a Viterbo con il Monte Cimino, non manca il fiume Marta, emissario del lago che sfocia nel mar Tirreno. Questo panorama  potremmo dire offre una sintesi della bellezza del Creato, ancora intatto, nonostante anche qui la cementificazione ha fatto i suoi danni. Questa è la cornice ideale per poter parlare dell’ecologia integrale. Papa Francesco alla crisi ecologica ha risposto con l’ecologia integrale perché tutto è connesso, tutto è in relazione. Come insegna l’enciclica l’ecologia è anche culturale e in questo territorio c’è una cultura profonda, una cultura che viene dagli etruschi, e ancor prima da quella villanoviana che ha lasciato tracce nel lago di Bolsena, al Gran Carro. Non parliamo poi della cultura romana con la Via Cassia e quella cristiana che ha segnato l’intero territorio. Il susseguirsi e l’intrecciarsi di civiltà e di culture ha forgiato l’animo della popolazione, che deve saper apprezzare il luogo dove vive e deve saperlo valorizzare.

Giubileo della Speranza: Il Giubileo 2025 è un’occasione per rinnovare il nostro impegno per la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato. Come può, a suo avviso, questo Anno Santo ispirare un cambiamento di mentalità e un’azione concreta per la cura della casa comune?

Tra segni di speranza indicati dalla bolla di indizione del Giubileo c’è il richiamo al valore della terra, al suo riposo, alla pazienza per saper contemplare la bellezza della creazione, alla cura della casa comune. Il Giubileo che ha una origine biblica è un momento di riposo anche per la terra, che non veniva coltivata proprio per farla riposare. Questo ci deve ispirare non solo a tutelare la terra, ma anche a mettere in atto tutte quelle azioni necessarie perché la terra possa esprimere il meglio di sé stessa, per questo il Festival ha dedicato la giornata del sabato all’agricoltura e ai lavoratori della terra. La Terra è il giardino in cui troviamo tutte le forme della vita, e ciò porta al rispetto che dobbiamo avere per il mondo animale e per quello vegetale. La presenza di Luca Sardella ci ha reso più consapevoli della vitalità delle piante e della loro capacità di comunicazione con il loro peculiare modo  di esprimersi. Il Giubileo ci deve portare a riscoprire e a vivere questo rispetto per la vita. Abbiamo la responsabilità di lasciare un pianeta, una casa, dove le future generazioni possano viverci umanamente in una profonda relazione con il creato, in una fraternità armonica e pacifica con gli altri e con il Creatore .

Educare alla Cura: Il Festival si rivolge a un pubblico ampio e diversificato, con un’attenzione particolare alle giovani generazioni. Come possiamo educare i giovani alla bellezza del creato e alla responsabilità di custodirlo per le future generazioni?

I giovani sono particolarmente sensibili al problema dell’ecologia, consapevoli di ciò dobbiamo educare questo loro sentimento verso il creato sostenendoli e aiutandoli perché insieme, giovani ed adulti si possano intraprendere scelte concrete per la salvaguardia e la tutela del territorio. Come è sempre stato l’educazione e la scuola sono fondamentali. Non posso non richiamare quello che ho detto spesso: Montefiascone ha una vocazione educativa. Alla fine del 1600 vi sono nate le scuole popolari ad opera del Cardinale Barbarigo e di S.Lucia Filippini, fino agli anni novanta c’è stato un Istituto Magistrale nel Monastero delle Benedettine, tra i migliori della Provincia. Il Seminario Barbarigo poi è stato un luogo di cultura umanistica e teologica con docenti che provenivano da tutta Europa.  Quel Seminario fino agli inizi del 2000 ha formato sacerdoti e ragazzi, oggi professionisti, che ricordano come quel luogo gli ha educati alla vita. E ne sono grati. Negli anni 60 poi la Scuola di Arti e Mestieri Card. Salotti, fondata dal Vescovo Mons. Boccadoro ha formato generazioni di giovani al lavoro e alle professioni. Ricordo quanta vivacità e quanta passione educativa vi era!

Il ruolo del Dicastero delle Cause dei Santi: Come Segretario del Dicastero delle Cause dei Santi, Eccellenza, Lei è testimone di storie di fede e di impegno che illuminano il cammino dell’umanità. In che modo, a suo avviso, l’esempio dei santi può ispirare un’azione concreta per la cura del creato e la promozione di un’ecologia integrale?

Parlando di Santi, il pensiero va a San Francesco, il quale nel Cantico delle Creature ha cantato la bellezza della Creazione. Il  Papa ha iniziato l’enciclica proprio con le parole del Cantico: “Laudato sì mi Signore”. San Francesco ci ha insegnato a vivere in un rapporto armonico con tutte  le creature, ma prima e dopo di lui ci sono stati uomini e donne cristiani che hanno vissuto un rapporto con Dio immersi nella natura, pensiamo agli eremiti e a Sant’Antonio Abate o a San Bonaventura da Bagnoregio che ha scritto l’ itinerarium mentis in Deum ,opera teologica-mistica che ripercorre un cammino secondo  i sette giorni della creazione per elevare l’anima a Dio, seguendo le orme di San Francesco. Pensiamo anche ai santi pellegrini che hanno raggiunto la pienezza della vita cristiana camminando da un luogo all’altro nella contemplazione della varietà dei paesaggi. Al fondamento di tutto vi è la Bibbia che ha delle pagine di poesia e profondità teologica, come il libro dei Salmi, che cantano la creazione. Gesù stesso nel Vangelo fa riferimento ai gigli del campo e agli uccelli del cielo.

Un Messaggio di Speranza: Eccellenza, quale messaggio vorrebbe condividere con i partecipanti al Festival, con gli organizzatori e con tutta la comunità di Montefiascone, affinché questo evento possa essere un seme di speranza e di cambiamento duraturo?

Vorrei augurarmi che il popolo di Montefiascone possa prendere sempre più consapevolezza del valore paesaggistico, culturale e artistico del luogo per custodirlo e coltivarlo cioè per promuoverlo adeguatamente, nel rispetto assoluto della sua bellezza naturale del territorio, anche per promuovere un turismo a dimensione umana e famigliare. Questo sarà possibile mediante un’azione congiunta dei Comuni, degli imprenditori locali, del mondo culturale e politico, degli urbanisti. Si deve avere uno sguardo ampio e lungimirante.

L’impegno comune per la crescita della città e del suo territorio lo si deve soprattutto ai ragazzi e ai giovani che sono il presente ed il futuro. Il segno della speranza che vorrei dare a questo nostro territorio è proprio quello di farlo fiorire per un futuro sostenibile ed umano.

Robert Von Sachsen Bellony