I figli, come i libri, sono viaggi all’interno di noi stessi affermava Isabel Allende. Per Elina Svitolina quel viaggio in se stessa arriva nel momento più difficile per lei e per la sua nazione, arriva nell’ottobre del 2022 quando l’Ucraina era nel pieno della guerra che ancora oggi affligge il suo popolo. Proprio per quel motivo decise di ritirarsi momentaneamente dalle scene, demoralizzata, sconfortata, la sua carriera sembrava sul punto di interrompersi, con una bacheca colma di trofei certo, una medaglia olimpica, ma nessuno slam. Poi la svolta di vita, semrpe in quell’anno, la nascita di Skai che porta il cognome del padre, Monfils, come Gael il tennista giochista, capace di strappare applausi, ma nato troppo a ridosso dell’Era dei big three per sognare slam, Finals e Olimpiadi. Tra quella bacheca della Svitolina c’erano già due trofei degli Internazionali d’Italia, vinti un anno dopo l’altro nel 2017 e 2018 e adesso, ad otto anni di distanza, a quasi quattro anni dalla nascita di Skai Elina ne ha aggiunto un terzo al pari i Iga Swiatek, Margaret Smith e Maria Sharapova. La campionessa è tornata, si è ripresa il suo trono, il suo Impero che è sempre stato il Foro Italico e lo sarà di nuovo perchè questa vittoria la rilancia tra le migliori giocatrici del mondo, le permette di tornare a respirare l’aria rarefatta dell’alta classifica e lo fa battendo tre giocatrici top 10 una dopo l’altra, Elena Rybakina, Iga Swiatek e Coco Gauff. Ancora una volta il sogno slam è più vicino, e questa volta con una tifosa in più, la piccola Skai che potrebbe diventare la motivazione e l’orgoglio aggiuntivi necessari per arrivare in finale slam e magari vincerla.

Svitolina, Gauff ko dopo una finale bellissima
Ce ne sono state tante di serate, di nottate entusiasmanti in questi Internazionali 2026 come quella di Medvedev e Landaluce o quella tra Darderi e Jodar e ora anche questa si aggiunge alle partite da ricordare del torneo. La finale inizia con un discreto ritardo, ancora una volta la pioggia fa saltare i piani e i programmi, dopo la conclusione del match tra Sinner e Medvedev un nuovo diluvio si abbatte sul Foro Italico e le giocatrici giocano il primo punto alle 18:10.Per questo diciamo nottata, il freddo, l’umidità e il buio di una serata nuvolosa hanno fatto festeggiare la Svitolina con il sole tramontato già da tempo. Passano due ore e 49 minuti dall’inizio ed è in quel momento che Elina lancia la racchetta dalla gioia, dopo aver vinto una partita sofferta che testimoniava la volontà di Coco di riscattare la sconfitta del 2025 contro Jasmine Paolini. Per la terza volta nel 2026 l’ucraina batte la giocatrice campionessa Slam, per la quarta in carriera al fronte di due sconfitte. La volontà di rivalsa di Coco si vede fin da subito perché parte forte, 4-2 e ha anche tre palle del doppio break, ma è li che inizia la rimonta alla quale Gauff contribuisce con due doppi falli sul 4-3 e 40-0 che si trasformano anche per meriti dell’avversaria in un controbreak. A consegnare il primo parziale all’Ucraina è un dritto lungolinea accoloto da un boato del centrale che fino a quel momento era ancora quasi pieno anche dopo l’uscita dal campo di Sinner. Mentre piano piano il pubblico si arrende al freddo e sente il richiamo dell’orario che si avvicina a quello della cena e quindi inizia ad abbandonare il campo, chi non ha intenzione di arrendersi è l’americana che salva diverse palle break e allunga all’11esimo game andando 6-5 nel secondo. Tutto inutile perchè Elina piazza subito il controbreak e arriva al tie break dove dal 3-2 non fa più un punto e Coco la porta la terzo. Sulla distanza sembrava Svitolina destinata a soffrire maggiormente, ma il suo llungolinea di dritto funziona ancora e permette di annullare la palla break dell’avversaria, e li si chiude la partita perchè Gauff non farà più un game, senza nessun’altra speranza di riprendere il servizio. Elina vince il terzo titolo romano, sceglie la fontana di Trevi come set fotografico insieme al trofeo nella nottata della Capitale, la sua città preferita nel circuito. Per lei è soddisfatta la richiesta di Achille Lauro, “Abbracciami Roma prima di addormentarci stasera”.

Elina Svitolina, mamma campionessa in difesa della sua Ucraina
E’ cambiato tutto dall’ultima volta, il mondo ha attraversato una pandemia e sta vivendo tre nuove guerre che a loro volta hanno anche stravolto la vita della stessa Svitolina. Elina nasce ad Odessa affacciata sul Mar Nero da un padre Mikhaylo wrestler e la madre Olena professionista nel canottaggio, diventare un’atleta era inevitabile anche se il suo primo sport è stato la ginnastica. Era il fratello Yulian che sembrava portato per il tennis, al punto che la famiglia iniziò a seguire la sua carriera trascurando quella di Elina, e quindi lei per riavvicinarsi ai genitori decise di impugnare la racchetta. La storia ha volto la faccia verso Elina da quel momento, Yulian subì un infortunio alla schiena e appese presto la racchetta al chiodo, il padre iniziò a seguire la figlia e divenne il suo primo allenatore. Il primo dei suoi 20 titoli WTA arriva nel 2013 a Baku quando aveva 19 anni, una predestinata e lo si vedeva chiaramente anche perchè l’anno successivo rivinse a Baku ed eliminò Petra Kvitova da Cincinnati nella prima vittoria contro una Top ten. La ceca si prese una rivincita nel primo WTA 1000 (si chiamavano Premier 5 al tempo) in cui arrivò in semifinale a Whuan. Nei grandi tornei però i risulati faticano ad arrivare fino al 2017, nel mentre vince a Marrakech, Kuala Lumpur e Taipei prima del grande colpo a Dubai 2017 seguito dai primi internazionali, dal Canadian Open e dal numero 3 al mondo. Le manca lo slam e ancora lo insegue, ma riesce a bissare la vittoria negli Emirati e a Roma nel 2018 anno in cui festeggia il successo alle Finals. La sua prima carriera si chiude con il bronzo alle Olimpiadi di Tokyo, ma poi la tranquillità dell’atleta viene spezzata dall’invasione dell’Ucraina, il suo paese, la sua casa. I suoi pensieri sono sempre al popolo che si trova sotto le bombe e scendere in campo diventa complicato, ma tira avanti anche per dare un minimo di orgoglio agli ucraini dando sostegno ai suoi ex colleghi al fronte Stakhovsky e Dolgopolov. Inizia anche a raccogliere fondi per la sua nazione e prende posizione facendosi portavoce della scelta di non stringere la mano a tenniste bielorusse o russe, contro di loro dall’inizio della guerra ha perso solo tre volte su 15. Trova forza nella sua vita privata, sposa il suo ragazzo Gael Monfils nel 2021, tennista francese amatissimo nel circuito dagli appassionati per i suoi colpi che sono accompagnati spesso da applausi scroscianti. Con la nascita di Skai capisce che il tennis non doveva essere il suo mondo in ogni momento, capisce di poter restare una giocatrice ottima senza uno slam e quindi arriva quasi a pensare di smettere, sicuramente si ferma per via della maternità ricaricandosi, cambiando vita per circa due anni e poi si ripresenta sul circuito nel 2023. Il suo ritorno è quasi dirompente, sicuramente degno di nota con i quarti al Roland Garros e la semifinale a Wimbledon. Mentre il marito ha annunciato il ritiro, ha dichiarato che questo 2026 sarà il suo ultimo anno, lei sta vivendo una seconda carriera che è appena iniziata e che la vede da neogenirtice al numero sette del mondo da lunedì. Quest’anno ha perso la finale ad Dubai ed è arrivata in semifinale in Australia, a Roma si è rivista la giocatrice del 2017-18; ha eliminato Rybakina, Swiatek e ha vinto contro Gauff. Ora sogna lo Slam e a Parigi è già rientrata tra le favorite per il titolo.
