In crescita gli investimenti delle imprese italiane nel campo dell’Intelligenza Artificiale.

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Francesco Megna

Negli ultimi mesi è emersa una crescita sostenuta degli investimenti delle imprese italiane nel campo dell’intelligenza artificiale. Secondo il rapporto Assintel/Confcommercio, il mercato ICT – che comprende anche componenti IA  in Italia nel 2025 è stimato in circa 45 mld di euro, con un incremento del +4,5% rispetto all’anno precedente. Un ulteriore studio, realizzato da Confindustria, evidenzia come l’IA sia sempre più integrata in una serie di settori chiave (produzione, sanità, mobilità, turismo) e rappresenti una leva strategica per le imprese.

Tra dati specifici: una ricerca di SD Worx su organizzazioni italiane mostra che 4 professionisti HR su 10 segnalano investimenti in IA nei processi HR (era il 36% nel 2024) nel nostro Paese.
Un’altra indagine, condotta da LHH/The Adecco Group, indica che il 67% delle aziende italiane ha adottato soluzioni IA, ma solo il 15% si considera pienamente pronta per le sfide future.

In termini di imprese quotate, uno studio dell’Osservatorio Artificial Intelligence PoliMi e di IR Top Consulting ha rilevato che, in Italia, 38 società quotate nel segmento EGM sono attive nel settore IA, per una capitalizzazione complessiva di circa 1,46 miliardi di euro. Quali sono le direttrici di investimento e le priorità? Automazione dei processi ripetitivi, analisi predittiva, gestione documentale e customer-experience sono tra i principali ambiti in cui le grandi imprese italiane stanno puntando. In ambito HR, gli investimenti riguardano formazione e sviluppo (22 %), esperienza e coinvolgimento dei dipendenti (20 %) e recruitment/valutazione performance (18 %) in Italia. il potenziale dell’IA nel panorama industriale è enfatizzato da storie come quella della società italiana Aidia, che parla di riduzioni significative degli scarti produttivi grazie all’IA e di ROI elevati nei progetti implementati. Nonostante la crescita, permangono alcune sfide strutturali: Molte imprese restano in fase pilota o sperimentale: ad esempio, solo il 32 % delle organizzazioni italiane investendo in IA a livello HR dichiara di ottenere risultati concreti. Le infrastrutture tecnologiche, la gestione dei dati e le competenze risultano ancora un freno: lo studio “Readiness Report 2025” segnala che molte organizzazioni dispongono degli strumenti ma non del livello di maturità per scalare l’IA. Le piccole e medie imprese (PMI) incontrano difficoltà maggiori nell’adozione rispetto alle grandi aziende: meno risorse, competenze interne più limitate, casi d’uso meno chiari. L’investimento in IA si presenta come un elemento centrale della trasformazione digitale delle imprese italiane e del sistema economico nel suo complesso. Il rapporto con Confindustria sottolinea che l’IA può contribuire non solo a innovare processi aziendali, ma anche a sviluppare filiere più efficienti, servizi al cittadino più avanzati e modelli di business nuovi.Per le imprese, ciò significa che investire in IA non è più soltanto una scelta tecnologica, ma strategica: richiede visione, competenze, un piano integrato di dati-processi-persone e la capacità di misurare il ritorno sull’investimento (ROI). Storie come quella di Aidia lo confermano: l’IA genera valore quando risolve problemi concreti e crea risultati misurabili. 

Sul versante politico e istituzionale, la trasformazione digitale e l’adozione dell’IA sono diventati elementi centrali nei piani di sviluppo, nel quadro europeo e nelle politiche nazionali. In Italia sarà importante sostenere soprattutto le PMI, colmare il gap infrastrutturale, promuovere le competenze e garantire una governance adeguata dei dati e dell’IA.

In sintesi: nel 2025 le aziende italiane stanno investendo sempre più nell’intelligenza artificiale, con segnali positivi di crescita, ma con una doppia sfida: da un lato trasformare gli investimenti in risultati tangibili; dall’altro estendere l’adozione anche alle realtà più piccole. Il percorso è avviato, e chi saprà combinare tecnologia, strategia e cultura digitale avrà un vantaggio competitivo.

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