Prof. Mauro Norton Rosati di Monteprandone De Filippis Delfico
Full Professor “Diritto del Trust”
Albany international School (UK)
L’utilizzo del trust nel settore sportivo rappresenta una delle applicazioni più interessanti dell’istituto, soprattutto in ambito di tutela patrimoniale, passaggio generazionale, gestione di diritti economici e finalità filantropiche.
1. Il trust nello sport nel Regno Unito
Nel sistema britannico il trust trova applicazione consolidata da oltre un secolo.
Particolarmente diffusi sono:
Supporters’ Trust
Sono trust costituiti dai tifosi per acquisire partecipazioni nelle società sportive e garantire una gestione partecipata. Esempi noti:
- AFC Wimbledon
- Exeter City F.C.
- Portsmouth F.C.
Attraverso tali strutture i tifosi possono detenere quote del club mediante un trustee indipendente.
Athlete Asset Protection Trust
Molti sportivi professionisti utilizzano trust per:
- protezione del patrimonio;
- pianificazione successoria;
- tutela da pretese creditorie;
- gestione dei diritti di immagine;
- amministrazione di royalties e sponsorizzazioni.
Tra gli asset frequentemente conferiti:
- immobili;
- quote societarie;
- marchi personali;
- diritti d’immagine;
- investimenti finanziari.
Charitable Sports Trust
Molte fondazioni sportive inglesi operano tramite charitable trust registrati presso la Charity Commission for England and Wales. Le finalità comprendono:
- inclusione sociale;
- sport giovanile;
- contrasto alla dispersione scolastica;
- sport per persone con disabilità;
- rigenerazione urbana.
2. Il trust nello sport in Italia
In Italia il trust è riconosciuto tramite la Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985, ratificata con Legge n. 364/1989.
L’utilizzo sportivo è ancora limitato ma in forte crescita.
A) Protezione del patrimonio degli atleti
Professionisti e imprenditori sportivi possono segregare:
- immobili;
- partecipazioni societarie;
- marchi;
- diritti economici.
La segregazione patrimoniale consente una separazione tra patrimonio personale e beni destinati a specifiche finalità.
B) Passaggio generazionale delle società sportive
Molte società sportive dilettantistiche e professionistiche sono legate alla figura del fondatore. Il trust può:
- garantire continuità gestionale;
- evitare conflitti ereditari;
- disciplinare il subentro degli eredi;
- assicurare la conservazione del progetto sportivo.
C) Gestione di impianti sportivi
È possibile conferire:
- centri sportivi;
- palestre;
- campi da tennis;
- piscine;
- strutture polifunzionali.
Il trustee amministra i beni secondo un programma prestabilito a favore della comunità sportiva.
D) Trust per giovani talenti
Sempre più interessante risulta il trust destinato al finanziamento della crescita sportiva di giovani atleti. Il fondo può coprire:
- formazione;
- trasferte;
- preparazione atletica;
- assistenza medica;
- attività universitaria.
3. Trust e diritti di immagine
Uno dei settori più innovativi riguarda la gestione dei diritti di immagine. Il trust può detenere:
- marchi personali;
- loghi;
- nomi commerciali;
- archivi fotografici;
- contenuti digitali.
In UK tali strutture sono utilizzate da numerosi atleti professionisti per la gestione centralizzata dei ricavi derivanti da sponsorizzazioni e licensing. Occorre tuttavia valutare attentamente la disciplina fiscale applicabile nel Paese di residenza dell’atleta.
4. Trust e società calcistiche
In linea teorica il trust può detenere partecipazioni in:
- società calcistiche;
- società sportive professionistiche;
- holding sportive.
Occorre però rispettare:
- normativa federale;
- requisiti di trasparenza;
- disciplina antiriciclaggio;
- regolamenti delle leghe sportive.
In Italia assumono rilievo le norme della Federazione Italiana Giuoco Calcio e della Lega Nazionale Professionisti Serie A per i club professionistici.
5. Trust filantropici e sport
Particolarmente interessante è il modello del “Sports Charitable Trust”. Finalità:
- sostegno agli sport minori;
- inclusione dei disabili;
- borse di studio sportive;
- recupero dei giovani a rischio;
- promozione dello sport femminile.
Un trust di questo tipo potrebbe essere istituito anche in Italia, eventualmente con legge regolatrice inglese o di Jersey, per finanziare attività sportive di interesse sociale.
Conclusioni
Nel Regno Unito il trust è ormai uno strumento ordinario di governance sportiva, protezione patrimoniale e filantropia. In Italia il suo utilizzo è ancora limitato, ma offre importanti opportunità per:
- atleti professionisti;
- società sportive;
- federazioni;
- fondazioni sportive;
- investitori;
- proprietari di impianti sportivi.
Particolarmente promettente appare la creazione di Sports Trust dedicati alla tutela dei giovani talenti, alla gestione delle infrastrutture sportive e alla conservazione nel tempo dei valori e della storia delle società sportive, secondo modelli già ampiamente sperimentati nel Regno Unito.
