di Mauro Norton Rosati di Monteprandone
Quando si parla di trust in Europa, l’attenzione si concentra generalmente sul Regno Unito, su Jersey, Guernsey, l’Isola di Man o altre giurisdizioni di common law. Pochi sanno, invece, che i Paesi Bassi rappresentano uno dei più interessanti laboratori giuridici per l’utilizzo dei trust internazionali pur non possedendo una legge nazionale sul trust.
L’Olanda costituisce infatti un curioso esempio di Paese che, pur appartenendo alla tradizione di civil law, riconosce pienamente gli effetti dei trust stranieri e ne consente l’operatività sul proprio territorio. Tale situazione è stata resa possibile dall’adesione alla Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985 sulla legge applicabile ai trust e sul loro riconoscimento, uno strumento internazionale che ha consentito ai trust istituiti secondo una legge straniera di produrre effetti anche all’interno di ordinamenti privi di una disciplina interna specifica. A differenza di altre giurisdizioni europee, i Paesi Bassi non hanno mai introdotto un vero e proprio “Dutch Trust”. Il diritto olandese continua a fondarsi sugli istituti tradizionali del diritto civile continentale e non conosce il concetto di segregazione patrimoniale tipico del trust anglosassone nella sua formulazione classica.
Ciò non significa, tuttavia, che il trust sia sconosciuto alla pratica professionale olandese. Al contrario, professionisti, consulenti patrimoniali, avvocati e fiscalisti utilizzano frequentemente trust costituiti secondo le leggi di:
• Jersey;
• Guernsey;
• Inghilterra e Galles;
• Isola di Man;
• Nevis;
• Bahamas;
• Cayman Islands.
I trust così costituiti vengono normalmente riconosciuti dalle autorità olandesi nei limiti previsti dalla Convenzione dell’Aja. Se il trust non esiste come istituto nazionale, l’Olanda ha sviluppato uno strumento che in molti casi svolge funzioni analoghe: la Stichting. La Stichting è una fondazione dotata di personalità giuridica autonoma che può detenere patrimoni, partecipazioni societarie e beni destinati a specifiche finalità. Essa viene frequentemente utilizzata per:
• protezione patrimoniale;
• governance aziendale;
• gestione di partecipazioni;
• pianificazione successoria;
• finalità filantropiche;
• operazioni di holding.
Molti esperti considerano la Stichting una delle più efficaci alternative europee al trust tradizionale. L’Olanda è storicamente uno dei principali centri europei per le holding internazionali. Numerosi gruppi multinazionali hanno utilizzato strutture fondate sul diritto olandese per la gestione delle partecipazioni societarie. In questo contesto, trust stranieri e Stichting possono essere combinati per creare strutture di governance particolarmente sofisticate. Gli obiettivi possono includere:
• protezione del controllo familiare;
• successione generazionale;
• stabilità dell’assetto proprietario;
• prevenzione di acquisizioni ostili;
• gestione di patrimoni complessi.
Uno degli ambiti più interessanti riguarda la successione patrimoniale. Molte famiglie internazionali residenti nei Paesi Bassi utilizzano trust esteri per:
• disciplinare il passaggio generazionale;
• proteggere beneficiari vulnerabili;
• gestire patrimoni immobiliari internazionali;
• assicurare continuità imprenditoriale.
La flessibilità del trust consente di realizzare programmi successori difficilmente ottenibili mediante gli strumenti tradizionali del diritto civile. La fiscalità dei trust nei Paesi Bassi richiede un’analisi particolarmente attenta. L’amministrazione fiscale olandese tende a valutare la sostanza economica delle operazioni piuttosto che la mera forma giuridica adottata. La qualificazione fiscale di un trust dipende da numerosi fattori:
• poteri del disponente;
• effettiva autonomia del trustee;
• diritti dei beneficiari;
• natura dei beni conferiti;
• legge regolatrice applicabile.
Per questo motivo ogni struttura necessita di una progettazione accurata e di una preventiva valutazione degli effetti tributari. I Paesi Bassi occupano una posizione particolarmente interessante nel panorama europeo. Pur non essendo una giurisdizione tradizionalmente legata al trust, hanno sviluppato un ambiente giuridico e professionale altamente sofisticato, capace di dialogare efficacemente sia con il mondo della civil law sia con quello della common law. Questa caratteristica rende l’Olanda un importante punto di incontro tra differenti tradizioni giuridiche e un centro privilegiato per la pianificazione patrimoniale internazionale. L’incremento della mobilità internazionale delle persone e dei patrimoni sta aumentando l’interesse verso strumenti capaci di garantire protezione, continuità e flessibilità. In questo scenario, il ruolo dei trust stranieri riconosciuti nei Paesi Bassi e delle fondazioni olandesi è destinato a crescere.
L’esperienza olandese dimostra come un ordinamento possa beneficiare delle potenzialità del trust senza necessariamente adottarne una disciplina nazionale autonoma, creando un sistema ibrido capace di integrare tradizioni giuridiche differenti. L’Olanda non possiede un proprio trust interno, ma rappresenta una delle giurisdizioni europee più evolute nell’accoglienza e nel riconoscimento dei trust stranieri. La combinazione tra la Convenzione dell’Aja, la consolidata esperienza nel diritto societario internazionale e l’utilizzo della Stichting rende i Paesi Bassi un laboratorio giuridico particolarmente interessante per famiglie, imprenditori e investitori internazionali.
In un contesto economico sempre più globale, il modello olandese dimostra come innovazione giuridica e tradizione civilistica possano convivere efficacemente, offrendo nuove opportunità di pianificazione patrimoniale e di protezione degli asset.
