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IL LUNGO SONNO DELL’OCCIDENTE

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di Cristiano Ottaviani (*)

Gli attentati di Parigi ci riportano ad una tragica verità:l’Occidente sta morendo. Non la forza dell’Islam è il problema, ma la nostra debolezza. I popoli vecchi, in forte crisi di identità sono destinati ad essere spazzati via da quelli prolifici e convinti di sé. Si tratta di una legge storica oltre che biologica.

In agonia è l’Occidente laicista, che ha smarrito il suo senso d’onore e il suo desiderio di vivere nell’ ordine. E’ malata di astrazione una democrazia convinta che la modernità implichi tabù verso ogni richiamo a Dio, alla Patria e alla Famiglia. Questo trittico, deformato in caricatura grazie ai fascisti e alla destra , spesso becera e bigotta, ha un suo valore “sacro” e naturale presso tutte le culture civili,ed è impossibile da sopprimere senza pagarne conseguenze.

Gli occidentali hanno finito per illudersi che la libertà, la giustizia sociale e la stessa ragione, siano legate ai moderni sviluppi della scienza e dell’economia e non al rivoluzionario messaggio di chi ha distinto Cesare dalle fede, ha insegnato la forza dell’amore per il prossimo e ha “santificato” attraverso Pietro, Paolo e Giovanni la tradizione elleno/ romana e la “legge ” di cui si fece testimone “Mosè”.

Non occorre fede, ma la semplice capacità di sapersi connettere alla forza dei simboli e alle idee che portano con sè’. Da questa ispirazione: l’umanesimo, Lutero, il Concilio di Trento e poi ancora la “cristiana” filosofia dei lumi e le rivoluzioni dei popoli di lingua inglese, basate sui diritti naturali e sulla dignità dell’uomo.

Fu in Francia, con la statolatria e la ghigliottina che portò a morte il proprio piissimo Re, che si iniziò a pensare ad un Occidente nuovo. Con laRivoluzione del 1789, libertà, democrazia e ragione divennero fini, non mezzi capaci di legarsi, oltre ogni materialità, alla trascendenza numinosa del “Bene”. Così si è sviluppata la nostra cultura prometeica, causticamente distruttiva verso tutto ciò che cio’ ricorda ciò che è in “Cielo” e ha riflesso in “terra”.

Da allora, pur crescendo in tecnologia e benessere, ci siamo esposti agli “idoli” e al loro demoniaco potere disorientante.

Questa inquieta febbre, che ha portato forzature anche in senso opposto grazie all’ autoritarismo dei nuovi farisei ,è il male d’Occidente, una sofferenza, prima ancora che sociale e psicologica, spirituale.Da qui, quella miscellanea zuccherosa, funzionale al potere degli oligarchi della società disorientata, che prende il nome di buonismo e il razzismo, suo indegno e becero contraltare; tutti inganni emotivi, concepiti per deviare l’istintiva umanità, in manipolabili umori plebei.

Fino a pochi anni fa, avremo detto di vivere in un mondo di gran lunga migliore, rispetto a quello che ci ha preceduto perché obiettivamente più ricco e civile. Oggi la crisi mette in discussione questa certezza.

La nostra civiltà però ancora non e’ morta.L’antica sfida dei popoli liberi,che con la ragione vogliono edificare sull’amore un mondo migliore, non è perduta. Disconoscere i nostri progressi, il tanto lavoro che è stato fatto dalle altre generazioni e non saper cogliere i frutti di quello che abbiamo realizzato è, prima ancora che ingratitudine, tradimento verso chi ci ha preceduto.

Il “cattivo” laicismo con cui ci siamo illusi di edificare una nuova Europa,slegata dalle sue radici, è morto. E’finito il multiculturalismo e la sua assurda convinzione, che la democrazia non sia frutto delle culture, ma forza in sé capace di determinarle. Torna prepotente e drammatico, oltre ogni senso comune, il peso di chi sa combattere per ciò in cui crede.

E’ ingiusto ridurre una grande religione, come quella islamica che si appresta a edificare pazientemente l’Eurabia con la demografia, al terrorismo di fanatici idioti, probabilmente strumentalizzati da qualche potente. Ma si abbia consapevolezza: il Profeta non separa le cose degli uomini da quelle di Dio e considera eretico il primato dell’amore che redime l’adultera.

Piaccia o no, sono gli antichi archetipi a dare senso all’uomo. Ecco perché se ci salveremo, ciò avverrà solo quando torneremo ad ispirarci al “Cielo”.

(*) Giornalista Pubblicista – Vicecaporedattore IQ

http://cristianottaviani.tumblr.com/post/107722949713/il-lungo-sonno-delloccidente

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