La Legge di Bilancio rappresenta l’atto conclusivo e più importante del ciclo di finanza pubblica del nostro Paese.
Questo è articolato nelle seguenti quattro “tappe” che si succedono nell’arco dell’intero anno:
1. Il Documento di Finanza Pubblica. Viene presentato al Parlamento con l’obiettivo di illustrare gli indirizzi programmatici di finanza pubblica e permette di conoscere con anticipo le linee di politica economica e finanziaria che il Governo intende attuare.
2. Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica. Viene presentato al Parlamento nel mese di settembre ed aggiorna le previsioni del DFP, in forza di maggiori informazioni a disposizione riguardanti l’andamento della situazione economica del Paese
3. Il Documento Programmatico di Bilancio. È il documento che ogni Stato membro della UE invia alla Commissione Europea e contiene i diversi obiettivi che il Governo si impegna a perseguire: sostanzialmente la proiezione delle entrate e delle uscite.
4. La Legge di Bilancio. Il Disegno di Legge, entro fine ottobre, deve essere approvato dal Consiglio dei Ministri e presentato al Parlamento. Di poi entro il 31 dicembre il testo finale, debitamente emendato, deve essere approvato in via definitiva dal Parlamento.
E’ importante sapere che i primi due documenti governativi che compongono il ciclo di finanza pubblica, il Documento di Finanza Pubblica ed il Documento Programmatico di Finanza Pubblica, dallo scorso anno sono stati sostituiti in Documento di Economia e Finanza (DEF) e nella Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (NADEF), di cui conservano sia gli scopi che le date di presentazione. La nuova denominazione di tali documenti segue le importanti novità nella governance europea riguardante gli obiettivi di finanza pubblica introdotti nel 2024.
Il Disegno di Legge di Bilancio per il 2026 è stato definito in funzione del tasso di crescita della spesa netta concordato dal Governo con le Istituzioni Europee. Il deficit di bilancio sotto il 3% e il contenimento del debito pubblico restano obiettivi importanti ma subordinati al tasso di crescita della spesa netta.
Legge di Bilancio 2026, che introduce importanti novità fiscali, dal taglio IRPEF alla rottamazione quinquies, dalle flat tax per i dipendenti ai bonus casa, sarà di 18,7 miliardi di euro ed è stata arricchita con diversi emendamenti su fisco, lavoro, politiche sociali, previdenziali e sanità.
Analizziamola in sintesi nei diversi 7 punti:
1. IRPEF: diminuisce l’aliquota del secondo scaglione.
La misura più attesa è la riduzione dell’aliquota IRPEF sul secondo scaglione di reddito, compreso tra 28.000 e 50.000 euro, che dal 35% scende al 33%. Questo si traduce in un risparmio fiscale che varia in base al reddito ed orientativamente ci si attesterebbe su di un risparmio medio di 240 euro annui su di un reddito di 40.000 euro.
2. Rottamazione quinquies: nuova pace fiscale.
Questa misura consente di estinguere i debiti fiscali pagando esclusivamente la quota capitale, con l’eliminazione completa di sanzioni ed interessi di mora. La definizione agevolata copre tutti i carichi dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, un arco temporale molto ampio che include anche i debiti maturati durante la pandemia. Potranno rientrare anche tributi locali come multe, IMU, TARI e bollo auto.
3. Flat tax sui premi di produttività: aliquota all’1%.
Una delle novità più significative per i lavoratori dipendenti riguarda la tassazione dei premi di risultato.
L’imposta sostitutiva sui premi di produttività viene ulteriormente ridotta, passando dal 5% all’1%. In pratica un premio di 5.000 euro verrà tassato solo con 50 euro di imposta invece di 250 euro, come prevedeva l’aliquota precedente.
4. Flat tax al 15% su straordinari, notturni e festivi
Per chi lavora nel settore privato e svolge turni notturni, lavoro festivo o straordinari, nel 2026 ci sarà una tassa fissa al 15% invece dell’IRPEF ordinaria.
Il risparmio può essere significativo: chi oggi paga il 33% o più su queste somme vedrà più che dimezzata la tassazione.
5. Tassazione agevolata sugli aumenti contrattuali
La Legge di Bilancio introduce una flat tax al 5% sugli aumenti retributivi legati ai rinnovi dei contratti collettivi firmati nel biennio 2025-2026. L’agevolazione, destinata ai lavoratori del settore privato con redditi sotto i 28.000 euro, riguarda una platea stimata in 3,33 milioni di persone, con un beneficio medio di circa 142 euro.
6. Bonus casa: confermata la detrazione al 50%
Viene confermata la detrazione del 50% per le spese di recupero edilizio sostenute fino al 31 dicembre 2026, con un tetto massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.
La distinzione importante è tra prima e seconda casa:
Prima casa: detrazione al 50%;
Seconde case e altri immobili: detrazione al 36%.
Viene esteso al 2026 anche il bonus mobili, con un tetto di spesa fissato a 5.000 euro per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici destinati all’immobile ristrutturato.
7. Famiglie: riforma ISEE e bonus rafforzati
Il pacchetto famiglia vale complessivamente circa 3,5 miliardi nel triennio e interviene su più fronti. La franchigia applicata all’abitazione principale sale da 52.500 a 91.500 euro, riducendo significativamente il peso della casa nel calcolo dell’indicatore. A ciò si aggiunge una maggiorazione di 2.500 euro per ogni figlio a partire dal secondo.
Ne consegue un ISEE più basso per una larga fascia di nuclei familiari, anche a parità di reddito e patrimonio, con conseguente accesso a prestazioni agevolate prima precluse.
Ci sarà una stretta fiscale sulle locazioni brevi.
In sostanza dal 1° gennaio chi affitterà immobili con contratti brevi non potrà più dichiarare i redditi da locazione direttamente, se durante l’anno avrà utilizzato agenzie immobiliari o piattaforme digitali per trovare gli inquilini. In questi casi, l’intermediario o il portale dovrà gestire gli adempimenti fiscali. La modifica punta a rafforzare il controllo sulle locazioni turistiche e a evitare dichiarazioni autonome quando intervengono soggetti terzi.
Inoltre ci saranno novità per la cedolare secca in caso di alloggi affittati a scopo turistico: dal 1° gennaio 2026 sul primo immobile locato ai fini turistici continuerà ad applicarsi la cedolare secca al 21%, invece l’aumento al 26% scatterà solo dal secondo appartamento.
Per ciò che riguarda le imprese, il Governo le finanzierà nuovamente con circa 8 miliardi di euro: in primis i contratti di sviluppo, gli accordi per l’innovazione, il Fondo di garanzia per le PMI e le garanzie Green New Deal. Verranno stanziati 50 milioni di euro fino al 2028 per sostenere investimenti privati nelle filiere turistiche e le imprese del settore agricolo continueranno a beneficiare delle agevolazioni fiscali già in atto.
Si investiranno poi 3,5 miliardi di euro in più in spese militari.
Il governo Meloni si è già impegnato a trovarli nel Documento programmatico di finanza pubblica approvato a inizio ottobre. Ne serviranno altrettanti l’anno dopo e poi circa 5 miliardi in più nel 2028. In totale, entro il triennio l’Italia dovrà arrivare a spendere 12 miliardi all’anno in più per la difesa. Questo è l’obiettivo che dovrebbe permettere di restare in linea con gli impegni presi con la Nato (cioè arrivare all’aumento di almeno l’1,5% del Pil nel giro di dieci anni).
Per la sanità si prevede una spesa di circa 2,5 miliardi di euro e per il triennio 2026 – 2028, le risorse aggiuntive complessive destinate al SSN saranno di circa 7,7 miliardi di euro. Le misure riguarderanno assunzioni di nuovo personale, incentivi e retribuzioni aggiuntive, potenziamento dell’assistenza territoriale e domiciliare, investimenti in prevenzione e salute mentale e farmaceutica.
Infine, per il Ministero dell’istruzione e del merito, la Legge finanziaria 2026 mostra un orientamento che privilegia più gli interventi di natura fiscale a sostegno delle famiglie che ad un incremento di risorse dedicate alla scuola pubblica. La totale assenza di nuovi investimenti specifici rappresenta una sfida per il settore dell’istruzione, che potrebbe richiedere future politiche di sostenibilità e innovazione.
Così, solo con la definitiva approvazione della manovra di bilancio 2026 da parte del Parlamento, potremo capire se tutte le misure previste in essa contenute, si tradurranno in aiuto concreto ai cittadini, capaci di incidere realmente sul benessere di vita non solo di questi ultimi, ma anche delle imprese e delle Istituzioni, svolgendo quel ruolo chiave di strumento centrale di crescita e tutela sociale.
