Green pass, mascherine, tamponi: come si tornerà a scuola il 13 settembre nel Lazio e in altre nove regioni italiane.

Con l'apertura del nuovo anno scolastico entrano in vigore le nuove indicazioni per la prevenzione del virus.

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Lunedì 13 settembre sarà il turno del Lazio, insieme ad altre nove regioni ovvero Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Trentino, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, di tornare a scuola. Anche quest’anno studenti e personale scolastico dovranno fare i conti con la gestione dell’epidemia e al riguardo è stato messo a punto dall’Inail insieme all’Istituto Superioe di sanità, ai Ministeri della Salute e dell’Istruzione e alla Fondazione Bruno Kessler, in collaborazione con il Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid-19, un documento strategico che fornisce agli istituti scolastici una serie di indicazioni relative alla prevenzione e al controllo della diffusione del virus nella classi. La pubblicazione è scaricabile gratuitamente dal Portale www.inail.it attraverso la sezione comunicazione: https://www.inail.it/cs/comunicazione/generale/pubbl-documento-tecnico-covid-ambito-scolastico-2021-22.html

Per info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

Le linee guida del documento.

Green pass

Obbligatorio per gli studenti universitari e per il personale scolastico, il controllo è affidato ai dirigenti scolastici o a loro delegati. Dal 10 settembre il decreto approvato dal governo ha ampliato ulteriormente l’utilizzo della certificazione verde negli istituti e chiunque acceda a tutte le strutture scolastiche, educative e formative è tenuto a possedere il Green pass.

Mascherine

L’uso della mascherina preferibilmente di tipo chirurgico o di comunità (solo di tipo chirurgico se non è possibile rispettare il distanziamento) è obbligatorio dai sei anni in su, anche al banco. Le eccezioni a tale obbligo riguardano i bambini di età inferiore ai 6 anni, i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso di questa e i soggetti impegnati nelle attività sportive (con almeno due metri di distanza) . Si potrà abbandonare l’uso della mascherina se le classi sono composte tutte da studenti che abbiano completato il ciclo vaccinale o che abbiano un certificato di guarigione in corso di validità.

Distanza di sicurezza

Resta confermata la necessità della distanza minima di sicurezza di un metro salvo che le condizioni strutturali-logistiche degli edifici non lo consentano. Qualora non sia possibile mantenere il distanziamento fisico resta fondamentale mantenere rigorosamente le altre misure non farmacologiche di prevenzione e in particolare l’uso della mascherina.

Temperatura

La temperatura corporea di chi accede nelle scuole non deve superare i 37.5° C e deve essere misurata a casa. All’ingresso della scuola non è necessaria la rilevazione della temperatura corporea e pertanto si rimanda alla responsabilità individuale rispetto allo stato di salute proprio o dei minori affidati alla responsabilità genitoriale.

Finestre

Le finestre dovranno restare aperte per garantire un continuo ricambio d’aria. In ogni modo il protocollo di sicurezza prevede che questa misura può raggiungere “la massima efficienza se le finestre, i balconi e le porte si trovano su entrambi i lati dell’aula (ventilazione incrociata) e dovrà essere adottata limitando, allo stesso tempo, l’impatto delle condizioni meteo esterne”.

Didattica a distanza

Le lezioni dovranno svolgersi tutte in presenza. La misura è derogabile con provvedimenti dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome esclusivamente nelle zone arancioni e rosse, solo in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità e per singole istituzioni scolastiche o per quelle presenti in specifiche aree territoriali. Lo strumento della Dad potrà tornare utile nel caso di studenti posti in isolamento preventivo in caso di focolai.

Tamponi

Il Miur ha predisposto un piano di tamponi salivari a campione ogni 15 giorni che partirà a metà settembre e coinvolgerà mensilmente circa 110mila studenti delle classi elementari e medie facenti parte delle cosiddette “scuole sentinella” precedentemente indicate dalle autorità sanitarie regionali in collaborazione con gli uffici scolastici.

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