Gli Alberi Sposi.

Rosaria Brocato racconta la faggeta di Fontenova di Leonessa.

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I tanti laboratori tematici dedicati ai più giovani, alle studentesse e agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado favoriscono la conoscenza degli ambienti attraverso passeggiate guidate in montagna lungo sentieri naturalistici ed escursionistici praticabili in primavera, estate e inverno. Il Centro di Educazione Ambientale (CEA), fondato nel 1992, ha sede presso l’Ostello della Gioventù, nel territorio di Fontenova di Leonessa, a 1500 metri di altitudine nel versante nord del Monte Terminillo, in provincia di Rieti. L’organizzazione di eventi di gruppo e la pratica di sport attrattivi quali cicloturismo, canyoning e rafting attraggono gruppi di allievi di varia provenienza e si propongono di avvicinare tutte e tutti, anche con diverse abilità, verso esperienze formative e sociali di grande valore educativo.

Panorama sulla valle.

L’ostello della gioventù dei Padri Scolopi

La struttura ricreativa, ancora attiva a più di trenta anni dalla sua ultima ristrutturazione, è nata dalla felice intuizione di Padre Tolmino Zelli, originario di Leonessa, educatore, docente e appassionato dell’area naturale della Vallonina, nei pressi dell’amata cittadina di nascita. Da subito convinto che i suoi studenti avrebbero tratto giovamento da una didattica integrata della natura, incentrata sull’osservazione, conoscenza e rispetto dei luoghi, Padre Zelli organizzò uno spazio di soggiorno con attività educative e sociali di gruppo legate alla cura del territorio.

Gli ‘Alberi Sposi’ di Fontenova di Leonessa.

In tale contesto di meravigliosa bellezza, passeggiando in solitaria nella faggeta di Fontenova di Leonessa, l’autrice de ‘Gli alberi sposi’ si lascia trasportare dai pensieri, toglie i freni all’immaginazione e racconta la sua personale esperienza. L’intento è quello di condurre i lettori nel profondo delle emozioni universali che attraversano la vita e l’amore e che spesso emergono quando la solitudine incontra la natura. Ecco che il soggiorno nell’ostello della gioventù prende vita, accoglie, semina e trasporta desideri, ricordi e nostalgie.

Gli alberi sposi. La faggeta di Fontenova di Leonessa

Vi ho incontrato la prima volta laggiù, oltre lo stretto curvone in discesa, tra i folti e gli intricati cespugli di rovi, qualche fragola rossa in attesa dei passanti ai margini polverosi della strada, uno squarcio di luce solare catturato tra gli alberi saldi e fitti di una faggeta antica.
Viaggiavo un mattino solitaria alla ricerca di un’emozione, un’immagine autentica da afferrare, un’istantanea eterna da trattenere, qualche cosa di bello da ricordare e il passo stanco e mesto da riposare.


Ho trattenuto a stento lo stupore e ho guardato a lungo i grandi tronchi rugosi affiancati e i vostri tanti rami contorti agganciati, come mano stretta nella mano, la chioma folta dell’uno abbracciata vogliosa a quella fiorente dell’altra.
Ho fermato il pensiero di quell’ attimo, deposto lo zaino e trattenuto il respiro poi, come presa d’istinto all’improvviso da una voglia energica, sono andata da sola un po’ oltre, lungo il percorso arido e caldo di un lungo sentiero in salita.
Il cielo d’un azzurro intenso sopra di me e l’aria afosa di luglio rendevano ai miei occhi scuri sfocata l’immagine lontana di un monte, un pezzo unico di mondo con la cima alta arrotondata e il crinale nudo. Il sole caldo sfumato ha baciato con i suoi raggi infiniti il mio volto dubbioso e l’ampia conca intorno ha abbracciato stretta il mio tronco isolato.


I cespugli intorno, ormai verdi e generosi come nel pieno dell’estate della vita, si affacciavano coraggiosi intorno a voi sposi felici e le pietre numerose dei dintorni, dai bordi bianchi irregolari, segnavano incerte il terreno scosceso ai miei piedi.
Ho marciato più volte sul posto, le mani pronte a stringere un ramo, ruotando di un poco il mio corpo sinuoso e ho percepito gioiosa il crepito delle foglie secche, il rumoroso alternarsi di un piede con l’altro, come in un fantastico e prolungato gioco di bimba.


Nella terra rossa del bosco, tra gli spazi di luce solare a macchie, ho cercato a lungo un pensiero unico d’amore, un gesto di vigore maschile rubato allo svolgersi quotidiano e indifferente della vita. Ho colto furtiva un seme fecondo da accogliere in seno da replicare all’infinito e qualche sasso che rotola lungo la stretta via da trattenere in pugno.
Ho seguito a lungo con le dita il contorno incerto di ogni foglia all’aria, la linea talvolta interrotta di ogni ramo e ho sognato il mio corpo giovane di donna affiancato, stretto abbracciato da lunghe braccia di sposo.


Ho accarezzato timorosa la superficie vitale del vostro manto irregolare, ho sentito intenso il profumo della vostra linfa e seguito con lo sguardo incantato il ramificarsi instancabile verso l’alto della vostra chioma ombreggiante.
Ho chiuso gli occhi e ho sognato a lungo il prolungarsi fantastico della vita, nel ricordo ogni volta rinnovato del vostro esistere, fenomeno naturale solo a me noto, rassicurata dal fermo stabile delle vostre radici nel profondo insondabile della storia.
Ho tratto a me svogliata lo zaino sbiadito dal sole, ho attinto il refrigerio come all’ acqua della fonte di vita nova e ho sorriso alla gioia di un abbraccio sincero che ho cercato e trovato tra i monti brulli in lontananza.


La vita succosa come di fragola di bosco viaggia lontano nel pensiero, rapida e intensa nella direzione ignota, smarrisce spaventata la via maestra e instabile si affanna come a ricercarne il senso. Presa d’ impulso, sempre passa obbligata lungo lo stretto curvone in discesa, tra i folti e gli intricati cespugli di rovi della faggeta antica. Talvolta poggia i piedi sul terreno elastico di un bosco, si arrampica a fatica lungo la superficie irregolare di un tronco, sosta tra i nodi rugosi e le cavità profonde del pensiero maturo e poi, d’ incanto e inaspettata, si fonde con l’altro in un abbraccio fitto d’amore eterno

Rosaria Brocato
Scorcio al tramonto.

Padre Tolmino Zelli

Deceduto a Roma nel 2008, Padre Tolmino Zelli continua a vivere nel ricordo dei suoi studenti e di quanti lo hanno conosciuto e praticato lungo i sentieri in partenza o in transito dall’Ostello della Gioventù di Fontenova di Leonessa. Prato di Sassi, Vetta Sassetelli, Vetta del Terminillo, Fonte Maiolica e Monte di Cambio rappresentano ancora oggi mete frequentate da tanti escursionisti in cerca di emozioni, di panorami spettacolari e di amicizia e affinità. Sperimentando la fatica dell’ascesa e l’accortezza nel procedere lungo sentieri aspri e rocciosi, i gruppi in viaggio si supportano scambievolmente certi che la riuscita delle loro imprese dipende anche dalla condivisione di obiettivi unici e per questo universali.

L’Autrice e la Redazione di Informazione Quotidiana ringraziano Caterina Cecchi Caterina_fotografando per le foto gentilmente messe a disposizione a corredo dell’articolo.