Quasi sempre conservate nello scrigno dei ricordi più belli, le gite scolastiche restano ancora oggi, per ognuno di noi, le migliori occasioni per rievocare e consolidare momenti straordinari di incontri, amicizie e libertà. Spesso per la prima volta lontani dalle famiglie, gli alunni e gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado assaporarono in quelle occasioni i rudimenti di una vita autonoma ancora da immaginare. Incitamenti e raccomandazioni, comportamenti corretti da seguire, marachelle e piccoli infortuni hanno aiutato a crescere generazioni di studenti e studentesse.

Ancora oggi al centro del dibattito educativo, le gite scolastiche, le attività extra curricolari e le pratiche sportive esterne restano determinanti per la crescita e la formazione dei giovanissimi e giovani allievi delle scuole. Seppure caricati di lavoro supplementare non adeguatamente riconosciuto e di pesanti responsabilità i docenti, il personale educativo e talvolta i genitori quasi mai si sottraggono a una pratica che resta di spessore, capace di orientare in positivo le giovani menti, favorire lo scambio relazionale, sperimentare l’aiuto reciproco, la solidarietà e la creatività che scaturiscono dall’incontro con l’altro.
L’importanza del confronto tra pari e la crescita globale di tutti gli alunni
Di straordinaria importanza, le uscite didattiche, le gite, i campi scuola e le attività sportive all’aperto potenziano l’inclusione scolastica e sociale di tutte le componenti interessate, evitano l’isolamento da un contesto collettivo, riducono il pericolo dell’abbandono scolastico e favoriscono rapporti interpersonali caratterizzati da amicizia, conoscenza e tolleranza. Ci piace pensare che godere di stimoli sensoriali aggiuntivi, di situazioni motivanti e sperimentare l’autonomia negli spostamenti significhi creare le condizioni ideali per la crescita globale della persona, aumenti il senso di responsabilità individuale e di gruppo con la conseguente crescita del senso civico.
Il ritrovarsi insieme in contesti esterni comporta inoltre, speriamo per tutte e tutti, l’importante opportunità di godere di una crescita globale difficilmente realizzabile con la stessa intensità tra le aule confinate delle scuole.
Diritto di partecipazione alle gite scolastiche e opportunità formative a vantaggio dell’intera comunità scolastica.

Basilica Ulpia, la Colonna Traiana e le Chiese gemelle: Santa Maria di Loreto e la Chiesa del Santissimo Nome di Maria al Foro Traiano. Ph: Caterina Cecchi.
Nonostante le gite e le uscite didattiche siano state riconosciute dalla nota del MIUR n. 645/2002 come un’opportunità formativa per lo sviluppo relazionale degli alunni all’interno del processo inclusivo, non è impossibile imbattersi in esclusioni variamente motivate, soprattutto quando ad essere interessati sono le alunne e gli alunni con disabilità. Complementari al diritto allo studio, le gite di istruzione, nelle situazioni più sopra citate, richiedono “una ponderata valutazione dei competenti organi collegiali al fine di provvedere, in via prioritaria, alla designazione di un qualificato accompagnatore nonché di predisporre ogni altra misura di sostegno commisurata al tipo di disabilità” (MIUR, C.M. n. 291/92 art. 8 comma 2).
L’accessibilità universale dei mezzi di trasporto, necessaria per garantire gli spostamenti, nonché l’adeguatezza delle strutture ricettive di visita e di accoglienza restano punti fermi che la scuola, in fase di programmazione delle gite, ha l’obbligo di garantire per evitare ogni sorta di discriminazione. Per questo motivo, a inizio anno scolastico i docenti sono chiamati a individuare nella sede del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo) destinazioni, modalità, accompagnatori e, qualora necessario, anche la presenza di personale educativo e/o sanitario. L’indicazione di tali misure, riportate nell’apposita sezione del PEI (Piano Educativo Individualizzato) consente di garantire che i servizi predisposti siano adeguati alle necessità presenti nell’intera comunità scolastica, con particolare attenzione agli alunni/studenti con disabilità.
Gli accompagnatori a garanzia del corretto svolgimento dell’attività

Rimane opportuno segnalare, come dalla sopra citata nota del MIUR n. 645/2002, che gli accompagnatori qualificati, necessari per garantire in sicurezza lo svolgimento delle attività didattiche extra curricolari, possono essere individuati all’interno della comunità scolastica. Ci riferiamo ai docenti, non obbligatoriamente al docente di sostegno, al personale ausiliario o educativo e ai genitori qualora disponibili in forma del tutto volontaria. Un compagno maggiorenne che abbia offerto la propria disponibilità può essere parimenti designato come accompagnatore di un compagno con disabilità nella scuola secondaria di II grado. La partecipazione alle attività esterne da parte degli alunni che necessitano, in ipotesi, di assistenza infermieristica o igienico-sanitaria deve essere garantita per tutta la durata del viaggio dalla presenza di personale adeguatamente formato.
Le spese di trasferta dell’accompagnatore e la predisposizione di ogni forma di tutela da destinarsi agli alunni con disabilità non possono in nessun caso essere addebitate alle famiglie perché questo costituirebbe una grave forma di discriminazione diretta, punibile dalla legge n. 104/92, dalla legge 67/2006 e dalla circolare ministeriale n. 291/92.
La speranza è che dopo tanti anni di incontri, verifiche e confronti non sia più necessario intervenire presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito o presso gli Uffici Scolastici Regionali per il rispetto delle leggi vigenti. Privare un’alunna o un alunno con disabilità dell’opportunità di vivere con i compagni un‘esperienza giocosa e formativa fuori dalle aule scolastiche significa, inoltre, sottrarre linfa vitale alla crescita armonica, speriamo per tutti, di un’intera comunità.
Le Direzione e Redazione di Informazione Quotidiana IQ ringraziano la Dottoressa Caterina Cecchi per avere concesso la pubblicazione delle foto a corredo dell’articolo.
