Giro Delle Fiandre, Pogacar non si batte più: terzo successo alla Ronde.

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Tadej Pogacar

Andando ad interpretare il nome in aramaico e scindendolo nelle sue due forme, Taddajja che significa Petto e Libba che significa Cuore, gli evangelisti hanno soprannominato l’apostolo Giuda (non quello del gran tradimento) Taddeo, ossia “grande cuore”. Nella domenica di Pasqua non possiamo parlare nel ciclismo di una resurrezione considerando che il Taddeo dello sport non è mai crollato, anzi è alla terza vittoria su tre gare in questo 2026. Strade Bianche, Sanremo e ora anche il Giro delle Fiandre, una Classica massacrante, un altro monumento in cui questa volta l’élite del ciclismo mondiale ha radunato le insegne dei migliori talenti del mondo per sconfiggere l’invincibile senza successo. Mathieu Van Der Poel, Wout Van Aert, Mads Pedersen ma anche Stuyven e soprattuto l’esordio del bicampione olimpico Remco Evenepoel. Non aveva mai corso la Ronde, ma conosceva bene questi muri e questi pavé essendo lui fiammingo; le decisioni della Quick Step lo hanno sempre portato ad altri lidi, creando anche alcuni attriti, adesso con la nuova squadra, la Red Bull ha potuto cerchiare di rosso questo 5 aprile per fare il suo esordio al Giro delle Fiandre che pianificava in segreto da Dicembre. Questo per dire che la concorrenza per Tadej Pogacar è stata spietata, un parterre di campioni che non è stato in grado neanche di infastidire lo sloveno giunto alla sua terza vittoria ad Oudendaarde, l’unico della storia insieme ad Eddy Merckx a vincere Sanremo e Ronde nello stesso anno. Forse è un Pogacar meno emozionante non tanto per i record che continuano a crollare quanto perché non piace mai a nessuno chi domina in questo modo, ormai senza neanche più alzarsi sui pedali e staccando gli altri in progressione, ma lui domina con il sorriso ed è per questo che il pubblico lo ama ugualmente. E’ il Campionissimo dei tempi moderni, il nuovo Cannibale, solo lui sa cosa si è messo in testa dopo questo tris di successi nel 2026, nessuno nella storia ha mai vinto tutte e cinque le classiche monumento nello stesso anno e domenica prossima ci sarà la prova per lui più difficile, la Parigi-Roubaix, prima del trittico delle Ardenne. Ha pareggiato il conto con VDP, 3-3 in Belgio e nessuno ha mai vinto quattro volte ad Oudendaarde. Per l’esattezza non perde da Settembre, ha messo in fila mondiale, europeo, Tre Valli varesine, Lombardia, Strade Bianche, Sanremo e ora questo, ha domato anche le salite iconiche dell’Oude Kwaremont, Koppenberg, Paterberg e anche stavolta la strategia di Mathieu -che più volte ha funzionato alla Sanremo- ossia di andare a batterlo in volata non ha dato i suoi frutti, anche perchè non c’è stata nessuna volata. Muri, pavé, un milione di persone per le strade fiamminghe ad applaudirlo nella domenica di Pasqua, “Iil migliore di sempre” il nipote di Poulidor suo principale rivale nelle gare di un giorno lo ha già incoronato dopo la Sanremo. Avendo saltato la gara nel 2024 è al terzo successo consecutivo, e aggiugne un altro tassello a quello che è il suo obiettivo di carriera, vincere più monumenti di chiunque altro in passato, presente e futuro. Con oggi arrivano a quota 12, staccato De Vlaeminck e ora a -7 da Eddy Merckx, una volta arrivato a quota 20 nessuno avrà alcun dubbio nel definrlo realmente il migliore di semrpe . Lo scorso anno vinse 3 monumento su 5 e con Liegi e Lombardia ancora da correre la prospettiva di calare il poker non è remota, neanche il Cannibale belga è andato oltre il tris nello stesso anno. Era dal 2012-13 che qualcuno non concedeva il bis in due anni consecutivi, quella volta fu Cancellara, per trovare tre vittorie consecutive bisogna tornare agli inizi degli anni Cinquanta con Fiorenzo Magni, quante storie e record da riscrivere per Tadej.

Tadej Pogacar

Pogacar dominio al Fiandre, Oude Kwaremont sempre la sua salita

Eccoci qua, intratteneteci cantava Kurt Cobain del quale ricorrono oggi i 32 anni dalla morte, sembra chiedere il milione di persone che accompagna con un boato il passaggio dei centauri senza motore ad ogni muro, ad ogni pavé, sotto al sole e sotto la pioggia. Quella che si preannunciava una delle gare più emozionanti dell’anno ha consegnato il verdetto scontato e prevedibile rispettando fedelmente ogni pronostico. Tadej Pogacar difficilmente avrebbe potuto perdere questa gara, neanche il fulmine a ciel sereno della presenza di Remco Evenepoel ha potuto spaventarlo; il belga alla prima partecipazione è stato terzo, ma come tutti resistere alla porgressione e allo scatto dello sloveno è qualcosa che oggi non rientra nelle sue capacità tecniche. Pogacar ha trovato la formula per dominare alla Ronde, nel 2023 era una sorpresa, nel 2025 una dimostrazione di forza, quest’anno è la conferma della strategia vincente: il successo arriva allo stesso modo degli altri due, sull’ultimo attacco dell’Oude Kwaremont a 18 km dal termine, una fotocopia degli ultimi due trionfi. ha vinto la corsa più dura del mondo e forse in tal senso è anche stato aiutato dal suo rivale Van der Poel. Insieme hanno staccato gli altri tre pretendenti, Pedersen, Van Aert e Remco, che da parte sua è risucito a resistere al terzo posto, ma con cambi regolari non gli hanno mai dato l’occasione di rientrare. VDP ha così speso molto, troppo dando il cambio a Tadej e quando si è arrivati ai fatidici 18 km dalla conclusione sul muro simbolo del ciclismo belga, è sembrato impotente, più lucido della Sanremo si, ma comunque privo di ogni armamento per rispondere all’attacco del Campione del mondo che così si è involato verso il terzo successo della Ronde. Aveva vinto le prove generali il figlio di Adrie, ad Harlebeke nella gara definita il piccolo Fiandre, dove però non c’era il nuovo cannibale. E’ dal 2019 che prova a far cadere quel tabù dei tre successi e forse ha inziato troppo a vivere di ricordi, nel 2024 vinse ad Harlebeke ma poi non ebbe le energie sufficienti per prendersi la Gand-Wevelgem prima di trionfare ad Oudendaarde, un copione stracciato e cancellato nel 2026 da Tadej che toglie a Mathieu la vittoria negli anni pari e candida lui per diventare il più vincete della Ronde già dal 2027. La fuga, agevolata dal malinteso della chiusura di un passaggio al livello all’inizo, è stata ripersa ai -77, e dai -55 come lo scorso anno le ruote di Tadej hanno iniziato a mietere vittime illustri: prima il duo Pedersen-Van Aert (quinto e quarto al traguardo) poi anche Evenepoel subito dopo sul Paterberg. Al vecchio Kwaremont anche un campione esperto come VDP che questa gara l’ha corsa 8 volte senza mai finire oltre il quarto posto si è dovuto inchinare stremato e sfiancato, senza neanche la forza di rispondere. Pogacar fa sembrare tutto facile, come se non sentisse i 278 km di gara, Taddeo oltre a un grande cuore ha grandi polmoni.