Home Senza categoria GIOVANI E ALCOL: I RISCHI DEL BINGE DRINKING

GIOVANI E ALCOL: I RISCHI DEL BINGE DRINKING

0

L’ANGOLO DELLA PSICOLOGA CON LA NOSTRA DOTT.SSA MARISA  NICOLINI

GIOVANI E ALCOL: I RISCHI DEL BINGE DRINKING

“Il binge drinking è una modalità di bere (importata dal Nord Europa) che implica il consumo di numerose unità di alcol in un breve lasso di tempo. Questo nuovo modo si sballarsi si è ormai diffuso stabilmente anche nel nostro Paese, con un costante aumento di ‘adepti’ in entrambi i sessi, sempre più tra gli adolescenti e in particolare tra i maschi”

Nel 2012 i binge drinkers rappresentavano il 7% della popolazione di 11 anni e più (l’11,1% tra i maschi e il 3,1% tra le femmine), ma oggi tra i giovani maschi di 18-24 anni il fenomeno interessa oltre il 20%. Le ricerche evidenziano anche nei giovani di entrambi i sessi la correlazione esistente tra binge drinking e assidua frequentazione di discoteche, soprattutto nella fascia di età 18-24 anni.

Che cos’è il Binge Drinking

Binge drinking letteralmente significa abbuffata alcolica, e consiste nell’assunzione di 5 o più bevande alcoliche al di fuori dei pasti in un breve arco di tempo, con gravi rischi per la salute e la sicurezza. Nel Binge drinking la persona ingerisce volutamente quantità ripetute di alcol in misura maggiore rispetto alle sue capacità psicologiche e fisiologiche e al contesto nel quale si trova; lo scopo patologico di queste abbuffate alcoliche è quello di provare ebbrezza fino ad arrivare alla ubriacatura completa con perdita di controllo e intossicazione. Il punto critico può essere raggiunto dopo molte ore o anche diversi giorni di assunzione.

Gli episodi di Binge drinking sono contraddistinti da:

  • eccessivo consumo di alcol;
  • assunzione di alcol rapidamente in un breve arco di tempo;
  • bere fino ad ubriacarsi e a sentirsi male;
  • bere in compagnia in particolari eventi.

Si arguisce che esso è più probabile in situazioni sociali, anziché quando l’individuo è solo. I Binge drinker bevono maggiormente cocktail, birra e vino mentre in misura minore i liquori. Sono particolarmente attratti  dalla moda dell’”happy hour” proposta dai locali.

Disagi e rischi per la salute

Nelle abbuffate alcoliche esiste sia il pericolo derivante dalla quantità eccessiva di alcool, sia quello derivante dalla modalità di ingestione, la quale amplifica l’impatto negativo sulle capacità e sulla salute psicologica, cognitiva e organica.

Va sottolineato che le ripetute bevute possono avere carattere occasionale, ma purtroppo spesso si trasformano in un atteggiamento frequente e poi in vera e propria patologia sia fisica che psichica, ovvero si instaura una dipendenza da alcool, con i possibili, concomitanti sintomi di astinenza quali: depressione, disturbi del sonno, disturbi sessuali, irritabilità, problemi di performance cognitive (problemi di concentrazione, apprendimento e memoria, sia a lungo, che a breve termine), con pericolosi sbandamenti dell’attenzione e vuoti mnemonici non solo nelle attività scolastiche o lavorative, ma anche nelle attività routinarie di tutti i giorni.

Il Binge drinking comporta, infatti, problemi nelle attività quotidiane, nelle amicizie, nei rapporti affettivi, nelle dinamiche familiari, nelle aree sociali, personali, sessuali: l’individuo ha quasi sempre difficoltà a gestirsi dato lo stato di alterazione in cui si trova dopo un abbuffata alcolica.

Oltre la sfera interpersonale, lavorativa, familiare, affettiva, vengono messe in serio pericolo la propria vita e la stessa salute con gravissimi rischi: incidenti, violenza, atti di vandalismo, rapporti sessuali non protetti con predisposizione al contagio di malattie virali e gravidanze indesiderate. A causa degli effetti a lungo termine sulla salute fisica con problemi e danni al sistema cardiaco, ormonale, neurologico, gastrointestinale, ematico, immunitario, muscolo- scheletrico, a livello fetale nelle donne in gravidanza, nell’attività circadiana, e sulla salute mentale con la riduzione della capacità di attenzione, concentrazione e possibile stato confusionale, il Binge drinking è considerato uno dei più grandi problemi di salute al giorno d’oggi.

Le motivazioni che spingono i giovani ad avvicinarsi all’alcol possono essere: uniformarsi al gruppo; desiderio di provare sensazioni nuove e piacevoli; la solitudine; evadere dai problemi, dal senso di vuoto; curarsi dalla depressione; alcuni giovani lo fanno per disinibirsi prima di un rapporto sessuale.

Le contraddizioni dei nostri messaggi

In Italia i bevitori giovani sono aumentati anche se, rispetto agli altri Paesi, la percentuale è minore: ma questo non deve tranquillizzare, il problema esiste comunque ed è grande!!

I giovani sono prematuramente iniziati al consumo di alcolici, anche sotto forma di dolci, con dirette ricadute sulla salute, sull’economia e sul lavoro. Efficaci strategie per ridurre il Binge drinking potrebbero essere, oltre a leggi adeguate sul consumo di alcool, aumentare l’attenzione pubblica, diffondere informazioni sui rischi derivanti dal fenomeno, investire nella ricerca, formare operatori sanitari, comunicare con il pubblico a partire dalle scuole, investire nella formazione dei pre-adolescenti per aumentare la loro autostima e resilienza.

Ma la realtà è ben altra e ben altri sono i messaggi che raggiungono i nostri giovanissimi: pensiamo solo, per un attimo, alla pubblicità.

Senza entrare nel profondo dell’analisi semiotica, già a un primo sguardo possiamo notare come i diversi spot che appaiono in TV presentino la stessa struttura narrativa e valoriale: lo spettatore assiste a un evidente ribaltamento dei tipici comportamenti, riconosciuti anche a livello medico, connessi alla patologia dell’alcolismo. Infatti, non viene mai rappresentato il bevitore solitario, abbandonato dalla moglie e dagli amici, insomma lo ‘sfigato’.  Non viene fatto alcun cenno ai disturbi fisici legati al consumo e alle problematiche familiari e sociali che ne derivano.

Le storie narrate ruotano, invece, attorno a personaggi maschili belli, affascinanti, dominanti e accerchiati da donne disponibili: il figo, insomma.

Nonostante il chiaro e piuttosto banale accostamento alcol-sesso, è però un altro l’elemento centrale che dovrebbe farci riflettere: il giudizio sul consumo di alcolici è sempre positivo, entusiastico, e per di più arriva dagli amici e dall’altro sesso.

La panacea: l’alcol è rappresentato come la chiave d’ingresso al successo e al mondo dei fighi.Stando così le cose, perché un adolescente non dovrebbe ritenere questa pratica come socialmente condivisa, accettata e incoraggiata? Per un ragazzo l’alcol può diventare un vero e proprio oggetto magico che permette di vivere relazioni amorose e sociali appaganti, in una vita altrimenti vissuta a scartamento ridotto.

Simili rappresentazioni costituiscono un vero e proprio inganno, perché sembrano dire “Se berrai il mio cognac (o la mia birra) sarai uno figo e avrai tutte le donne che desideri”. Ecco, forse, perché molti adolescenti continuano a credere che bere dia loro la “competenza” per superare le numerose prove della vita, specialmente in un ambito complesso come quello delle relazioni sociali e affettive. Ed ecco, forse, anche perché le ragazze, che non vogliono rinunciare a loro volta ad essere ‘fighe’ e di successo, bevono ancora più dei coetanei maschi, riportando danni superiori a questi.

Senza considerare, infine, che l’alcol fa da collante nelle cosiddette polidipendenze, in quanto chi abusa di alcol, in particolare chi pratica il Binge drinking, va incontro più di altri ad altre forme di abuso e dipendenza, quali ad esempio le droghe illegali (marijuana, cocaina, eroina…) e il gioco d’azzardo patologico.

Se vuoi fare un’autovalutazione del tuo rapporto con l’alcol, puoi utilizzare il Test AUDIT (Alcohol Use Disorders Identification Test):

http://www.grinart.it/snc/News/Voci/2009/11/14_Sostanze_psicotrope_e_stupefacenti_files/TEST%20AUDIT.pdf

 Dott.ssa Marisa Nicolini

La Dott.ssa Marisa Nicolini è psicologa e psicoterapeuta, abilitata all’insegnamento della Psicologia Sociale e Consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale di Viterbo.

Collabora, tra l’altro, con la Casa di Cura “Villa Rosa” di Viterbo e con la “Clinica Parioli” di Roma e riceve presso lo Studio di Psicologia Clinica e Giuridica in Via A. Polidori, 5 – Viterbo, cell. 3288727581, e-mail m_nicolini@virgilio.it

Collabora con le Associazioni AIAF (Avvocati di Famiglia e Minori), Donne per la Sicurezza onlus ed è membro del Comitato Scientifico del Centro studi Criminologi, Giuridici e Sociologici di Viterbo.

Potete conoscere meglio le sue attività al seguente link:

www.marisanicolinipsicologaviterbo.freshcreator.com

Inoltre potete seguire le sue attività consultando la pagina Facebook http://www.facebook.com/pages/Studio-di-Psicologia-Clinica-e-Giuridica-Drssa-Marisa-Nicolini/177076385739068?ref=ts&fref=ts

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Exit mobile version