Gasparri ha lasciato la guida dei senatori di Forza Italia, al suo posto Stefania Craxi.

Sprone di Marina Berlusconi al rinnovamento

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Stefania Craxi e Maurizio Gasparri all'evento "Forza Italia. La casa dei riformisti" a Rho (Milano), 3 febbraio 2024. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Esce Maurizio Gasparri, entra Stefania Craxi. Un avvicendamento consacrato ieri da un’assemblea di Forza Italia di 20 minuti e un voto per acclamazione, che predecessore e successore spiegano come “normale”, deciso in autonomia (aggiunge l’uscente) e in cantiere già prima del voto referendario.

Insomma, la sconfitta del sì alla riforma della giustizia c’entra ma non troppo, dice Craxi. Per il segretario nazionale Antonio Tajani, la novità è soprattutto il segno che “Forza Italia è un partito vivo”, che “non abbiamo paura della democrazia e del confronto con il popolo”, ha scritto su X anticipando di un’ora il sì ufficiale alla figlia di Bettino Craxi. Convinto qui che il movimento “nel solco e nell’eredità di Silvio Berlusconi, non perderà mai la sua rotta”.

Eppure dietro l’operazione, c’è anche la spinta – sostenuta dalla famiglia Berlusconi – ad allargare il perimetro della classe dirigente, in prospettiva. La primogenita Marina lo sostiene da sempre e il messaggio riemerge nel giorno del restyling deciso a Palazzo Madama e derubricato a un’iniziativa del gruppo parlamentare azzurro. Un’operazione che – secondo fonti vicine al partito – punterebbe a consolidare un nucleo di forzisti vicini ai valori del Cavaliere e della sua famiglia, che possa competere alle prossime Politiche. Da parte di Marina però restano “immutati” la stima e il sostegno nei confronti di Tajani, come filtra da ambienti vicini alla presidente Fininvest. Più tranchant la lettura di un decano del partito: l’avvicendamento è una sorta di avviso ai naviganti mandato all’attuale leadership azzurra per modificare la rotta. A partire dalla presidenza di Gasparri. L’uomo, fedelissimo a Tajani e al partito (come gli riconosce il segretario in un tweet) fa le spese del pressing per il rinnovamento e si trova contro un gruppo di ‘dissidenti’.

Sono i 14 senatori su 20 (tra cui i ministri Paolo Zangrillo ed Elisabetta Casellati) che, a quanto si apprende, hanno firmato una lettera per dire, nero su bianco, che – per l’unità del partito – è opportuno sostituire il presidente del gruppo. Tra loro ci sarebbe anche Claudio Lotito, descritto dai suoi colleghi come polemico con il partito, per il sostegno percepito da lui come tiepido alle sue iniziative e proposte. Una mossa cha ha spiazzato Gasparri, irritandolo non poco e dandogli poche ore per gestire la via d’uscita. Ma al di là del bersaglio, la raccolta firme sarebbe stata una mossa di reazione. Innescata – secondo alcuni forzisti presenti, mercoledì, alla riunione post voto convocata da Tajani – dalla proposta del segretario di puntare sui congressi regionali, come arma per il rilancio azzurro. Un’idea contestata apertamente dalla ministra Casellati e dalla senatrice Licia Ronzulli perché considerata non innovativa. Meglio puntare sui temi, anziché su tessere e territori, è stata la replica, e anche alla luce della vittoria del ‘no’ al referendum nelle regioni governate da FI. Sono emersi così malumori e distinguo, fino alla richiesta di un cambio di passo evidente. Che non dovrebbe esserci alla Camera. Anche – secondo quanto si racconta in ambienti del partito – per la ferma opposizione del leader. Pronto a fare lui personalmente un passo indietro qualora la spinta al cambiamento avesse toccato l’altro fedelissimo alla guida degli azzurri di Montecitorio. Intanto al Senato, appena eletta è stata Stefania Craxi a stemperare gli animi. Accerchiata dai giornalisti, ha nega più volte ogni “frattura” e glissato così sulle firme anti Gasparri: “Gasparri ha rassegnato le sue dimissioni e il gruppo mi ha eletto”. Ha aggiunto ironica che il cambio serviva perché “fare il capogruppo è logorante”. Poi è tornata seria e ha risposto alla “grande stima” che Marina Berlusconi le rivolge, ricambiandola e ricordando che è lo stesso sentimento “che nutrivano i nostri genitori l’uno con l’altro”. A 65 anni ha spiegato di non essere “un’appassionata giovanilista” ma è convinta dell’importanza delle “quote grigie”. Alla fine si è liberata dalla cerchia e ha torivela ridendo: “La mia prima vera necessità è trovare un parrucchiere”.

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