Flydubai, cosa sappiamo finora sul volo Dubai-Tel Aviv: “Evitato un altro 11 settembre”.

Mentre il premier Benjamin Netanyahu elogia "gli eroi" a bordo dell'aereo che ieri hanno evitato la strage, sui social si diffondono a macchia d'olio le teorie complottiste

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Momenti della colluttazione sul volo Dubai-Tel Aviv

“Hanno evitato una catastrofe dalle conseguenze globali”: così ha definito il premier israeliano Benjamin Netanyahu quanto successo sul volo Dubai-Tel Aviv della compagnia FlyDubai, a bordo del quale c’erano oltre 150 passeggeri. Alcuni di questi sono riusciti a fermare il tentativo di dirottamento da parte di uno dei due piloti, proveniente dall’Oman, entrando nella cabina di pilotaggio e riprendendo il controllo del velivolo che aveva perso oltre quattromila metri di quota in soli 29 secondi. L’aereo è poi atterrato a Tabuk, in Arabia Saudita, ed infine nelle scorse ore i passeggeri sono arrivati sani e salvi a Tel Aviv. Ecco tutto quello che sappiamo finora.

Il racconto di passeggero: “Così ho evitato la strage”

A raccontare cosa è successo a bordo dell’aereo è stato uno dei passeggeri durante l’incontro avvenuto oggi all’aeroporto Ben Gurion con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il primo ad aver fatto irruzione nella cabina di pilotaggio dell’aereo che stava precipitato dopo che il pilota era stato ferito. “Quando sono entrato ho visto il terrorista che era ai comandi, tra i due sedili, non c’erano piloti seduti, ho afferrato il terrorista, l’ho bloccato ed ho iniziato a trascinarlo fuori”.

Secondo quanto riporta Times of Israel, il premier allora gli chiesto cosa stava facendo l’aggressore: “Stava cercando di distruggere i comandi per poter disabilitare l’aereo”, ha risposto il passeggero, spiegando di aver chiesto poi ad altri israeliani a bordo dell’aereo di aiutarlo a bloccare l’uomo per tornare nella cabina di pilotaggio, mentre l’aereo si stava inclinando bruscamente. “Sono rientrato ed ho afferrato i comandi ed ho iniziato a tirarlo”, ha detto ancora, aggiungendo di aver imparato a farlo grazie “I watch Mayday”, un documentario sui disastri aerei. “L’aereo ha iniziato a raddrizzarsi un po’ ed a questo punto il pilota mi ha detto che avrebbe preso il controllo da quel momento in poi”, ha concluso.

Gli “eroi” del volo Flydubai

I passeggeri e il copilota hanno evitato una catastrofe che avrebbe potuto assumere proporzioni “globali”, ha detto nelle scorse ore Netanyahu. “Hanno impedito una catastrofe che avrebbe potuto avere conseguenze globali”. Il premier ha definito le azioni dei passeggeri, che hanno contribuito a fermare il pilota attentatore e a stabilizzare l’aereo, insieme al secondo pilota “un atto di grande coraggio che ha impedito il ripetersi dell’11 settembre”. E poi, in una successiva intervista a Fox News ha continuato: “È Hollywood all’ennesima potenza. Non si può inventare una cosa del genere. È difficile credere che possa accadere davvero nella vita reale, e invece è successo. I passeggeri passano attraverso un metal detector, ma non sono sicuro che i piloti lo facciano sempre. Quindi potrebbe aver portato con sé un coltello o un’ascia”.

Chi è il pilota attentatore

Sul pilota che ha tentato l’attentato, il premier israeliano ha detto che “è ovvio che odiava gli israeliani. Si tratta di fanatismo e odio di un livello incalcolabile”, aggiungendo, a proposito di un possibile coinvolgimento dell’Iran nell’attacco, che “è troppo presto per dirlo”. “Il pilota responsabile dell’attacco è ora sotto inchiesta in Arabia Saudita. Credo che verrà estradato negli Emirati Arabi Uniti, da dove proviene, o almeno da dove è partito”, ha dichiarato. “Seguiremo da vicino le indagini e, se possibile, vi parteciperemo”.

Poi, in una intervista a Fox News, sempre Netanyahu ha affermato: “Sappiamo che il pilota responsabile dell’attacco aveva subito un indottrinamento radicale islamista”, aggiungendo che le autorità israeliane prevedono di poter stabilire entro pochi giorni se il copilota avesse legami con l’Iran. Israele chiederà la sua estradizione. “Chi ha pianificato di far precipitare un aereo e uccidere 180 israeliani deve essere estradato in Israele e pagare qui il prezzo più alto”, ha dichiarato il ministro israeliano per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, secondo quanto riporta il Times of Israel.

Stando a quanto ha riferito al Times of Israel un funzionario israeliano, il copilota omanita del volo Flydubai avrebbe parlato sui social network dell’uccisione di ebrei. “Si è trattato di una persona che era disposta a suicidarsi”, ha dichiarato il funzionario, spiegando che i suoi account sui social media hanno mostrato “chiaramente che è stato radicalizzato verso un’ideologia jihadista” e che “parla di uccidere ebrei”. “Non possiamo dirlo con certezza fino alla conclusione dell’indagine”, ha aggiunto, “ma certamente sembra che sia stato un attentatore suicida che probabilmente avrebbe cercato di far precipitare quell’aereo”.

L’Arabia Saudita ha aperto un’inchiesta

Il procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato l’apertura di un’inchiesta sull’incidente. “La squadra investigativa ha avviato i propri lavori sull’incidente, in coordinamento con l’Autorità generale dell’aviazione civile e gli organismi competenti”, ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale emiratina Wam, citando il procuratore generale. L’indagine dovrà stabilire “in quale misura esso sia legato a un’attività o a un’intenzione terroristica”.

Le teorie complottiste sulla vicenda Flydubai

Dopo il lieto fine per la strage evitata, restano comunque una serie di punti interrogativi rispetto al tentato attacco terroristico di ieri. Tante sono anche le teorie complottiste che hanno cominciato a diffondersi sui social network. Come riferisce Times of Israel, l’Antisemitism Research Center (ARC) del Combat Antisemitism Movement (CAM) afferma di aver individuato, in un arco di 12 ore di monitoraggio, 2.963 post su X che attribuivano l’incidente a Israele, al Mossad, al Primo Ministro Benjamin Netanyahu, ai sionisti o agli ebrei. La prima accusa di questo tipo è apparsa 67 minuti dopo che l’aereo aveva trasmesso il segnale di emergenza iniziale.

Dubbi, in particolare, sulla ricostruzione che il presidente americano Donald Trump ha proposto dopo un colloquio con Netanyahu: “La storia è questa, forse è vera: un idraulico, tra i passeggeri, è entrato in cabina e ha trascinato via il copilota che è stato bloccato. Poi l’idraulico, che non aveva praticamente mai volato, si è messo ai comandi e ha evitato che l’aereo precipitasse. Ha imparato guardando un programma tv…”, le parole del presidente americano rimbalzate sui social e travolte da un’ondata di post a dir poco scettici.

“Ciò che colpisce non è solo il volume, ma la velocità con cui post del genere hanno cominciato a diffondersi”, afferma Oliver Marks, ricercatore associato dell’ARC, aggiungendo che l’incidente è diventato rapidamente “terreno fertile per i complottisti antisemiti” nel giro di un’ora. Anche CyberWell, un’organizzazione no-profit che combatte l’antisemitismo sui social media, segnala la rapida diffusione di affermazioni secondo cui si trattava di una “false flag”, sostenendo che fossero stati gli israeliani a dirottare l’aereo o a inscenare l’attacco. L’organizzazione ha dichiarato che tali affermazioni riflettevano una più ampia teoria complottista antisemita, la quale dipinge ebrei o israeliani come artefici di attacchi contro se stessi.

Ida Artiaco

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