Ferdinandi, femminicidio sintomo di male antico e profondo.

'E' nostra responsabilità affrontarlo' dice la sindaca di Perugia.

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Vittoria Ferdinandi.

Per la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, delegata Anci alle Pari opportunità, “Martina non è morta per fatalità ma è stata assassinata per mano di chi non accettava il suo rifiuto, è stata assassinata da una cultura che confonde il possesso con l’amore, il controllo con il rispetto, l’egoismo con l’affetto.

È il sintomo di un male strutturale, antico, profondo.

Ed è nostra responsabilità affrontarlo come tale”. Lo ha detto commentando l’omicidio ad Afragola di Martina Carbonaro. “Come donna, come sindaca, come cittadina – continua – provo un dolore immenso. Ma sento soprattutto la responsabilità di trasformare questo dolore in azione. Ogni istituzione, a partire dai Comuni, deve assumersi il compito di prevenire. Serve una rivoluzione culturale che parta dall’educazione all’affettività e al rispetto, fin dall’infanzia. Serve una scuola che insegni il consenso, la libertà, l’uguaglianza tra i generi. Serve formazione permanente per docenti, famiglie, operatori. Serve soprattutto la volontà politica di mettere la vita e la libertà delle donne al centro delle politiche pubbliche”. La delegata Anci ribadisce: “non possiamo accettare che l’età delle vittime e degli autori di violenza continui ad abbassarsi, mentre tutto intorno rimane immobile. Non possiamo lasciare soli i centri antiviolenza, né le comunità che ogni giorno si trovano ad affrontare il lutto e lo sgomento. A nome della città di Perugia e dell’Anci, esprimo vicinanza e cordoglio alla famiglia di Martina. E rinnovo l’impegno, fermo e concreto, per un futuro in cui nessuna ragazza debba più temere per la propria vita solo per aver detto ‘no’. Per Martina e per tutte le altre. Nessuna esclusa”, conclude.

Fonte: ansa.it