Il carico del lavoro di cura tutto sulle spalle delle donne, la disparità economica con gli uomini e le ricadute che tutto questo ha sul piano psicologico: sono i temi al centro di una ricerca presentata presso la School of Gender Economics dell’Università Unitelma Sapienza dal titolo “Determinanti strutturali e meccanismi di riproduzione delle diseguaglianze di genere.
Carico di cura, segregazione orizzontale e vulnerabilità economica”.
I primi venti anni di carriera, sottolinea lo studio dell’economista Azzurra Rinaldi, di Claudia Pitteo e di Dawid Dawidowicz, “sono cruciali per l’aumento dei salari, ma per molte donne coincidono con i periodi di congedo o riduzione dell’attività lavorativa”: e così si arriva a lasciare il lavoro con una pensione inferiore a quella degli uomini del 37%, secondo dati Inps. Una forbice di disparità che non si chiude mai.
Se non si è tra quelle donne (1 su 5) che lasciano il lavoro dopo la nascita dei figli, la ricerca evidenzia i successivi “ritardi nelle promozioni” rispetto alle carriere maschili, che risultano in generale meno frammentate per la minore frequenza di part-time (quasi sempre involontari) e congedi.
Tra l’81% e l’83% delle duemila donne intervistate, nella fascia tra 25 e 45 anni, ha dichiarato stanchezza a causa del carico di cura che svolgono da sole, a tal punto da non avere spesso neanche un’ora di tempo per sé da ritagliarsi nella giornata.
Le slide della presentazione del report dell’Università Unitelma sul lavoro di cura
Il report esamina anche le tante forme di violenza economica, trasversale nella società, che colpisce anche professioniste e imprenditrici. Un esempio la “teoria del contraccolpo maschile”, evidenziata nello studio: in alcuni contesti patriarcali una carriera della donna, con l’aumento dell’autonomia economica, può innescare un tentativo violento di ripristinare l’ordine di genere. Per contrastare tutto questo, sottolinea Azzurra Rinaldi, direttrice della School of Gender Economics, “occorre quel cambiamento culturale che prevede educazione affettiva nelle scuole, così come educazione finanziaria e formazione a tappeto nella società”. Il report viene presentato oggi anche in Senato.
