Ddl dei riformisti dem sull’antisemitismo, scontro nel Pd.

Avs: "Sconcertante". Boccia: "Da Delrio una proposta personale"

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Graziano Delrio ANSA/FABIO FRUSTACI

Scintille nel Pd sul disegno di legge a prima firma di Graziano Delrio sul contrasto all’antisemitismo. Il testo, cofirmato da un folto gruppo di riformisti dem, è stato assegnato martedì alla commissione Affari costituzionali del Senato. E ora, ad accendere la miccia, ci pensa il leader di Avs Angelo Bonelli. Che parla di un ddl “sconcertante”. “La proposta – affonda – adotta la definizione di antisemitismo scritta dall’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), che qualifica come antisemita ogni critica radicale contro Israele”.

Attacco dal lato sinistro del ‘campo largo’ che genera non poche tensioni tra i dem, con i riformisti che alzano gli scudi. “Critiche strumentali che sanno di giustificazionismo e ipocrisia dai soliti inquinatori di pozzi”, è la difesa dell’eurodeputata Pina Picierno. Ma la controffensiva di chi è più vicino all’area della segretaria Elly Schlein non si fa attendere.

“Consiglierei vivamente di non legiferare su questioni delicatissime”, dichiara il deputato Arturo Scotto in un convegno organizzato dai deputati del Pd dove vengono espresse posizioni critiche sul piano Trump. Al suo fianco, il responsabile Esteri Peppe Provenzano parla di “antisemitismo da respingere con forza, ma con un’azione politica coerente”.

A margine, preferisce non esplicitare la posizione della segreteria sul ddl. E neppure Schlein entra nel merito. Ma è il capogruppo al Senato Francesco Boccia a perfezionare un contrattacco che sconfessa di fatto il disegno di legge. “Il senatore Delrio – afferma – ha depositato, a titolo personale, il ddl che non rappresenta la posizione del gruppo né quella del partito”.

Parole dure che sembrano non attenuare lo scontro in vista dei lavori nelle commissioni parlamentari. Tra Camera e Senato, infatti, sono ben sei le proposte depositate che insistono sulla definizione di antisemitismo e sulle strategie di contrasto al fenomeno. Ma è soprattutto la definizione di antisemitismo dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto, che si ritrova in tutte e sei le proposte, a scatenare la polemica. I più critici puntano il dito non tanto sulla definizione in sé, di poche righe, ma su alcuni esempi che vengono forniti dall’IHRA. Tra questi, “fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella dei Nazisti”, “negare agli ebrei il diritto dell’autodeterminazione, per esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è una espressione di razzismo”, “applicare due pesi e due misure nei confronti di Israele richiedendo un comportamento non atteso da o non richiesto a nessun altro stato democratico”.

Ma la definizione di antisemitismo non è il solo aspetto del ddl Delrio a non convincere la sinistra del partito e della coalizione. Il ddl – incalza Bonelli – “delega il governo Meloni a varare uno o più decreti legislativi ‘in materia di prevenzione, segnalazione, rimozione e sanzione dei contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme online di servizi digitali in lingua italiana’. Gli articoli 3 e 4 prevedono che ogni università nomini una sorta di controllore che vigili su eventuali attività interne, anche didattiche, considerate illegittime”. “Non si possono colpire e perseguire le opinioni di chi critica Israele”, aggiunge il leader di Avs.

“L’antisemitismo esiste ed è un cancro della società italiana, eviterei di equipararlo con la critica legittima alla deriva antidemocratica di uno Stato”, scandisce Scotto. Tra i cofirmatari del ddl ci sono i riformisti dem Simona Malpezzi, Alessandro Alfieri, Alfredo Bazoli, Pier Ferdinando Casini, Tatjana Rojc, Filippo Sensi, Walter Verini, Sandra Zampa, Andrea Martella e Beatrice Lorenzin. Ma è soprattutto il primo proponente Delrio a replicare. “La definizione di antisemitismo è usata perché assunta dal Parlamento Europeo nel 2017 e dal governo Conte nel 2020, peraltro non le diamo forza di legge, a differenza degli altri progetti, proprio perché molto discussa sia da chi la giudica debole e da chi la giudica eccessiva”. dichiara. “Rafforziamo gli strumenti esistenti”, precisa la dem Simona Malpezzi.

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