Dante per manager

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Sugli scaffali delle librerie italiane da qualche giorno si trova Dante per manager, un manuale di management pubblicato dal Sole-24 Ore in occasione del settecentesimo anniversario della morte del poeta.

Rivolto a manager, imprenditori e alle persone che lavorano nelle organizzazioni, Dante per manager è scritto con uno stile spumeggiante per analizzare vizi e virtù delle aziende contemporanee. È un testo originale che consente di ripercorrere “quel” viaggio attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso partendo da un punto di vista contemporaneo: quello delle aziende di oggi e in particolare quello dell’amministratore delegato della Divina Commedia Spa. Autore del libro è Enrico Cerni, veneziano, manager della formazione in una Academy aziendale, che aveva già pubblicato vari testi di divulgazione dantesca e il recente saggio Ulisse, parola di leader edito da Marsilio e scritto con il professor Giuseppe Zollo dell’Università Federico II di Napoli.

Cerni sostiene che dietro ogni terzina di versi della Commedia si nasconda uno spunto manageriale. Tutto sta a scoprirlo, con la mente ben aperta e la volontà di ritrovare nelle aziende del XXI secolo il piacere di quel viaggio verso l’alto compiuto sette secoli fa da Dante Alighieri. Ed è così che i lettori possono cogliere suggestioni per una migliore conduzione delle loro imprese.

I pensatori contemporanei delle teorie più avanzate del management fanno capolino accanto a Ulisse, a Paolo e Francesca, al conte Ugolino e ai tanti personaggi che Dante incontra nei tre regni dell’Oltretomba. Ai lettori, indicano sulla mappa dantesca gli itinerari possibili, i luoghi da visitare e l’equipaggiamento utile nel gestire persone e risorse.

La trama del viaggio dantesco s’intreccia così con l’ordito del pensiero manageriale realizzando una tela a maglie fitte che dall’inizio alla fine del manuale tiene il lettore incollato al testo, nel desiderio di scoprire quale sarà la trovata gestionale successiva. Il traghettatore Caronte diventa così metafora del leader dallo stile direttivo e autoritario, Minosse è un arcigno recruiting manager mentre Virgilio e Beatrice vestono i panni del mentor, il Purgatorio si rivela il regno degli interinali, dove le anime “a tempo” scontano le loro pene e dove la superbia diventa autoesaltazione, l’accidia si trasforma in demotivazione e la gola è analizzata come fame di incarichi. Meta finale resta il Paradiso, il regno delle virtù aziendali e delle anime dei beati che sono indicati quali modelli di comportamento, medievale e contemporaneo.

Il filo conduttore dell’intera narrazione è il desiderio di eccellenza, la sbuffante insoddisfazione per lo status quo e al contempo la ricerca costante dell’innovazione, dello sviluppo e del cambiamento, nell’anelito all’amor che move il cielo e l’altre stelle.

Con Dante per manager si aggiunge così un ulteriore tassello alla vasta produzione di testi finalizzati alla divulgazione dell’opera dell’autore fiorentino avvenuta quest’anno in cui si celebra l’anniversario dantesco. Il volume riporta un’introduzione di Fabio Vaccarono, amministratore delegato di Google Italia, e una prefazione del professor Domenico De Martino, docente di Storia della critica letteraria all’Università di Pavia e direttore artistico del Festival Dante 2021 di Ravenna.

Caratteristiche dell’opera

Editore: Il Sole-24 Ore, Milano

Prima edizione: novembre 2021

Pagine: 215

Prezzo: € 14,90

ISBN: 978-88-6345-9081

L’autore

Enrico Cerni è nato a Venezia 52 anni fa. Usa con disciplina il telaio delle sue competenze, intrecciando i risultati di business e il raggiungimento degli obiettivi con le letture dei classici del pensiero manageriale e della letteratura. Ha lavorato in Italia e all’estero assumendo vari incarichi e cambiando spesso mansioni. Dapprima impegnato nell’ambito del giornalismo, dell’informazione e della comunicazione, si è poi appassionato alle risorse umane. Oggi lavora come manager della formazione nella Academy di una multinazionale italiana. Non rinuncia a fare ricerca e a perseguire con determinazione la pluridimensionalità dell’esistenza. Scrive per “Wall Street International Magazine” e collabora assiduamente con il Complexity Institute, think tank di riflessione sui temi della complessità.

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