Corinaldo: evaso dopo la laurea, Andrea Cavallari fermato a Barcellona.

La fuga è durata due settimane. Il 3 luglio ha avuto un permesso per la tesi, da lì è sparito. E' stato bloccato in un hotel a Lloret del Mar con documenti e soldi falsi.

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Cavallari fermato in hotel, aveva documenti falsi.

E’ finita in Spagna, a Lloret de Mar, dove viveva come un turista, dopo l’evasione del 3 luglio scorso durante un permesso per la laurea, la fuga di Andrea Cavallari, componente della banda dello spray, condannato per la strage nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona) avvenuta nel 2018 dove morirono nella calca cinque minorenni e una madre 39enne.

La polizia spagnola lo ha catturato, in un’indagine sinergica dei carabinieri e della Penitenziaria, mentre stava per andarsene da un albergo: al momento dell’arresto indossava un maglietta bianca sportiva con macchie nere e occhiali da sole.

Cavallari non aveva armi con sé e non ha opposto resistenza.

Il giovane, che aveva fatto perdere le proprie tracce da quasi due settimane, utilizzava un nome falso per cui aveva documenti contraffatti e intestata una carta di pagamento elettronico che è stata tracciata nei vari spostamenti in Spagna fino alla cattura. Lo hanno spiegato gli investigatori e il procuratore generale di Ancona Roberto Rossi, nel corso di una conferenza stampa presso il Comando provinciale dei carabinieri di Ancona: “non ci siamo dimenticati delle vittime di Corinaldo”, è stato sottolineato, oltre alla sinergia tra gli investigatori di Ancona e Bologna e alla cooperazione internazionale intervenuta nelle indagini.

Si è trattato di “una fuga programmata” da parte di un soggetto “non certo sprovveduto”, ha sottolineato il pg Rossi, glissando sulle indagini in corso, di competenza dei magistrati bolognesi, sulle circostanze dell’evasione e sulle complicità che hanno agevolato la fuga, ora interrotta. “Dopo sei anni scontati in carcere, con altri cinque da scontare, una fuga di questo tipo dimostra che non ha recepito l’opportunità che il sistema concede”, la riflessione degli inquirenti.

Da Bologna, dove si era dileguato, Cavallari si era rifugiato in Spagna, passando la frontiera via terra, per non essere fermato a controlli di polizia. Dopo un passaggio nella città di Gaudì e in alcune zone della provincia di Barcellona, dove aveva lasciato tracce seguite intensamente dagli inquirenti nello scorso fine settimana, si era spostato a Lloret del Mar. Lì aveva trovato alloggio sotto falso nome e con documenti falsi in un hotel. Stamattina, intorno alle 10, si apprestava a lasciare l’albergo, quando polizia e carabinieri hanno fatto scattare il blitz per le manette. Cavallari è stato sorpreso mentre faceva il check-out e, al momento del fermo è stato colto di sorpresa dagli agenti. Aveva in tasca numerose banconote false, circa 800 euro, delle quali attualmente si sta investigando la provenienza.

La polizia di Barcellona evidenzia l’importante collaborazione con le forze dell’ordine italiane che ha consentito il fermo del latitante, grazie all’efficace azione dell’ufficiale di collegamento per la cooperazione fra le autorità giudiziarie dei due Paesi. Domani l’ormai ex latitante sarà messo a disposizione del magistrato dell’ufficio giudiziario centrale n.3 del tribunale dell’Audiencia Nacional, che dovrà decretarne la custodia cautelare in carcere in attesa delle procedure di estradizione in Italia, che potrebbero arrivare fra i 10 e i 30 giorni. A breve, ha annunciato il pg di Ancona, verranno avviate le procedure per l’estradizione per “riportare Cavallari dove doveva stare, un carcere italiano”. In questo periodo, il fuggitivo ha fatto una vita da turista, con buone disponibilità economiche, spendendo in varie città della Spagna con la carta di pagamento elettronica che, insieme all’esame di altri dispositivi elettronici come telefoni e immagini di videosorveglianza, ha portato gli investigatori sulle sue tracce.

Fonte: ansa.it