Convention Nazionale Elettiva 2026 di Federodontotecnica, gli interventi del Presidente di Confassociazioni Salute e Terzo Settore Dottor Massimo Maria de Meo e del Presidente Federodontotecnica Gabriele Barbarossa.

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Il Dottor Massimo Maria de Meo, Presidente di Confassociazioni Salute e Terzo Settore.

Cari amici, care amiche, autorità presenti, rappresentanti del mondo professionale e associativo, un saluto molto cordiale a tutti voi.

Desidero innanzitutto ringraziare FEDERODONTOTECNICA per l’invito e per il lavoro che il PRESIDENTE BARBAROSSA E GLI ORGANISMI DIRIGENTI ED I DIPARTIMENTI stanno portando avanti con serietà, continuità e visione. Non è un lavoro semplice, perché significa rappresentare una categoria che vive una fase decisiva: una fase in cui non basta più difendere il presente, ma bisogna contribuire a costruire il futuro. NON IN MODO RETORICO MA CONCRETO!

E io credo che oggi siamo esattamente dentro questo passaggio.

Il mio intervento vuole essere, rispetto al 7 marzo scorso, un aggiornamento ma anche una conferma. Un aggiornamento sul piano istituzionale, e una conferma sul piano politico-associativo.

L’aggiornamento è questo: la consultazione pubblica sulla legge annuale di semplificazione normativa 2026, alla quale ha partecipato anche FEDERODONTOTECNICA con sue proposte ed altre Organizzazione di settore in sintonia sui principali contenuti, si è conclusa il 31 marzo; la piattaforma ParteciPa indica sessanta risposte raccolte; la fase successiva era dedicata all’analisi dei contributi e alla pubblicazione del report finale entro il 16 aprile.

Alla data odierna, però, il report finale non risulta ancora pubblicamente disponibile e non risultano resi pubblici gli esiti delle singole proposte.

Questo significa che la partita è ancora aperta.
E quando una partita è aperta, le parole contano, ma contano ancora di più la lucidità, la coerenza e la capacità di stare dentro il processo con una proposta seria.

Noi siamo convinti che la proposta sostenuta da FEDERODONTOTECNICA vada esattamente in questa direzione.

Non si tratta di chiedere scorciatoie. O  di rivendicare privilegi. Si tratta di chiedere una cosa molto lineare: che il quadro normativo dell’attività odontotecnica venga finalmente armonizzato con la realtà di oggi.

Perché il punto è tutto qui.

Da una parte, resta una disciplina statale di impianto storico, figlia di un’epoca lontana, costruita in un altro contesto tecnico, organizzativo e culturale. Dall’altra, abbiamo una realtà completamente diversa: processi digitali, nuove tecnologie, filiere articolate, responsabilità documentali, dispositivi medici su misura, innovazione continua, standard europei sempre più rilevanti e destinati a evolvere ulteriormente.

Tra questi due mondi, il vecchio e il nuovo, si è aperto un divario. E quel divario produce incertezza. Incertezza per chi opera, nei controlli, nei confini tra responsabilità, competenze e funzioni. Incertezza, in definitiva, sul profilo professionale e sul suo sviluppo futuro. Ecco perché il tema della semplificazione, per noi, non è uno slogan burocratico. È un tema di qualità dell’ordinamento.

Semplificare significa rendere le regole più chiare, più coerenti, più leggibili, più applicabili. Significa ridurre le aree grigie. Significa dare certezza agli operatori e alle istituzioni. Significa permettere al settore di crescere senza essere frenato da un disallineamento normativo ormai evidente.

Su questo punto CONFASSOCIAZIONI Salute e Terzo Settore vuole essere molto chiara: la nostra alleanza con FEDERODONTOTECNICA è piena, convinta, strategica. La condividiamo perché vediamo nella battaglia di questa federazione una battaglia che riguarda non solo una categoria, ma il modo in cui il Paese affronta il rapporto tra professioni tecniche, innovazione e regolazione pubblica.

Noi condividiamo l’obiettivo di una nuova disciplina all’altezza dei tempi, delle tecnologie e delle normative europee. Una disciplina che sappia fare chiarezza sul ruolo tecnico degli studi e dei laboratori odontotecnici; che definisca con maggiore nettezza le competenze tecnico-professionali; che chiarisca il rapporto con gli odontoiatri nel rispetto delle reciproche funzioni; che dia certezza al futuro del profilo professionale.

Ed è importante dirlo bene: la chiarezza fa bene a tutti.
Fa bene agli odontotecnici.
Fa bene agli odontoiatri.
Fa bene alle istituzioni di controllo.
Fa bene ai cittadini.
Fa bene alla qualità complessiva del sistema.

C’è poi un aspetto decisivo che riguarda il riconoscimento pubblico della categoria. Si deve lavorare, e ci saremo anche noi se servirà, ED INVESTIRE perché cresca, nell’opinione pubblica, la consapevolezza del valore reale dell’odontotecnica italiana. E questo valore non si misura soltanto nei materiali o nell’uso delle nuove tecnologie. Si misura nella precisione, nell’affidabilità, nella capacità organizzativa, nella cultura del lavoro ben fatto, nella responsabilità verso il prodotto, nella qualità della rete professionale.

Per questo io credo che il messaggio da lanciare oggi sia anche un messaggio identitario: l’odontotecnica moderna è innovazione con responsabilità. È tecnologia con competenza. È evoluzione con etica.

E qui arriva il tema delle nuove generazioni, che considero decisivo. Se vogliamo davvero definire il futuro del profilo professionale, dobbiamo rendere questo settore attrattivo per i giovani migliori. Dobbiamo fare in modo che i migliori studenti delle scuole riformate del settore odontotecnico vedano in questa professione una prospettiva seria, qualificata, moderna, autorevole. Per farlo, servono soprattutto tre cose.

La prima: regole chiare.

Perché nessun giovane di talento investe volentieri il proprio futuro in un settore percepito come incerto o normativamente ambiguo.

La seconda: percorsi di crescita.

Occorre aprire la strada a nuove forme di specializzazione, di certificazione delle competenze, di valorizzazione delle peculiari professionalità che caratterizzano la produzione di dispositivi medici affidabili e di qualità.

La terza: una rete forte.

Perché il futuro non sarà dei soggetti isolati, ma delle comunità professionali capaci di fare sistema, di condividere standard, di crescere insieme, di offrire qualità riconoscibile e affidabile. Una rete qualificata, responsabile, INCLUSIVA anche eticamente responsabile.

Una Rete che veda finalmente riconosciuto e valorizzato a tutti i livelli della Confederazione anche la competenza ed il protagonismo delle donne professioniste, sperimentando nuove modalità di coinvolgimento, compatibili al carico di doppio lavoro che purtroppo questa società ancora impregnata di valori patriarcali NONOSTANTE PROCLAMI E PROMESSE, scarica ancora sulle loro spalle! Credo che nessuno voglia una categoria che sia percepita come residuale, ma come parte essenziale di una filiera avanzata. Una categoria che non si limiti a resistere, ma che ambisca a guidare l’innovazione del proprio campo. Ecco perché oggi, da questa Convention, il messaggio che deve uscire è forte e unitario.

CONFASSOCIAZIONI e FEDERODONTOTECNICA stanno dalla stessa parte.
Dalla parte di una riforma seria.
Dalla parte di un riordino intelligente.
Dalla parte di una disciplina finalmente coerente con il presente e capace di accompagnare il futuro.

Nelle prossime settimane vedremo se e come il lavoro della consultazione pubblica troverà sbocco nel disegno di legge annuale di semplificazione 2026. Noi continueremo a seguire con attenzione ogni passaggio. Ma, indipendentemente dai tempi della pubblicazione del report finale, il punto politico è già chiaro: il tema è entrato nell’agenda istituzionale, e ora non può più essere archiviato o rinviato.

Per parte nostra, confermiamo un impegno pieno. Sosterremo ogni iniziativa utile a far emergere la qualità della categoria, la sua capacità innovativa, il suo valore tecnico-professionale e la necessità di una cornice normativa chiara.

Concludo con una convinzione semplice: quando una categoria investe in competenza, in innovazione, in etica del lavoro e in rappresentanza, non chiede favori. Chiede solo che le regole la riconoscano per ciò che è diventata. Ed è esattamente questo che oggi dobbiamo ottenere: regole all’altezza della realtà.

Grazie a tutti, buon congresso e buon lavoro.

Discorso di Fine Mandato del Presidente Nazionale di Federodontotecnica

Triennio 2023-2026

Carissimi Soci e Stimati Colleghi,

è con profondo senso di responsabilità e orgoglio che mi rivolgo a voi oggi per tracciare un bilancio del triennio 2023-2026, durante il quale ho avuto l’onore di guidare Federodontotecnica in un percorso di crescita, innovazione e consolidamento. In un contesto professionale in continua evoluzione e dinamico, insieme abbiamo affrontato sfide complesse, ottenuto risultati significativi e gettato fondamenta solide per il futuro della nostra categoria.

Tre anni di sfide e traguardi

Il mandato che volge al termine ha visto Federodontotecnica trasformarsi in un attore protagonista del panorama istituzionale italiano. L’attività politica si è concentrata sin da subito sulla difesa dello spazio professionale, portando la voce degli odontotecnici direttamente ai tavoli del Ministero della Salute e del Ministero dell’Istruzione e del Merito. La nostra azione sindacale ha promosso e salvaguardato l’area di fabbricazione all’interno dei Codici Ateco, risultato frutto di un’intensa collaborazione con altre associazioni. Ci siamo fatti portavoce e abbiamo costituito un tavolo congiunto, dove abbiamo inciso notevolmente nel tavolo unitario per la riforma 4+2 delle scuole tecniche e professionali, presentando con concretezza e determinazione criticità e soluzioni migliorative. Inoltre, abbiamo favorito e contribuito al tavolo unitario con le altre AAOO a Rimini nel maggio scorso, ribadendo la nostra posizione in occasione degli incontri di Rimini. Un altro passaggio importante è stato che, a partire da maggio 2024, Federodontotecnica ha aderito a CONFASSOCIAZIONI.

Parallelamente all’impegno sindacale, l’Associazione, con il supporto di CONFASSOCIAZIONI, ha guidato una vera e propria rivoluzione tecnologica, diventando la prima realtà odontotecnica al mondo ad adottare la tecnologia blockchain per la tracciabilità e la sicurezza dei dati. Questa innovazione, cuore del progetto “Odontotecnici del Futuro”, non è rimasta un esercizio teorico, ma si è tradotta in strumenti pratici come la piattaforma Feder745 2.0 e in nuove tutele, tra cui la prima convenzione assicurativa nazionale dedicata ai rischi dei fabbricanti di dispositivi medici su misura. La crescita è stata sostenuta anche da una profonda riorganizzazione interna, che ha visto il potenziamento della segreteria nazionale e un restyling completo della comunicazione digitale, per essere sempre vicini alle esigenze dei soci.

Il futuro della professione è stato coltivato attraverso una formazione d’eccellenza, con oltre 247 webinar e congressi di alto profilo, tra cui l’emblematico evento presso il Museo Ferrari di Maranello. Con i progetti FederScuolaFO e Minerva, abbiamo gettato un ponte concreto tra il mondo della formazione e quello delle imprese, mentre il programma “Dirigenti inFOrmati” ha preparato una nuova classe dirigente pronta a raccogliere il testimone. Infine, l’anima sociale di Federodontotecnica ha trovato espressione nelle attività di FederSolidale, che ha saputo portare aiuto concreto sia ai colleghi colpiti da calamità naturali, sia a comunità vulnerabili in Burundi e in Africa, dimostrando che la nostra categoria è, prima di tutto, una grande comunità umana.

Conclusioni

Cari Soci e Amici, quanto realizzato nel corso di questo mandato sarebbe stato impensabile senza l’impegno sinergico di tutti voi: soci, collaboratori, dirigenti nazionali e territoriali, partner istituzionali, associativi e tutte le Aziende che ci hanno supportato in questi anni. Il cammino intrapreso da Federodontotecnica negli ultimi tre anni ha consolidato la nostra presenza istituzionale, innovato profondamente i modelli professionali e formativi, e rafforzato il senso di appartenenza a una community dinamica e lungimirante. Sono certo che i progetti avviati, il patrimonio culturale e organizzativo costruito, e soprattutto la qualità umana e professionale della nostra classe dirigente rappresentano una solida base su cui poggerà il futuro di Federodontotecnica.

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