Ciclismo, Riapri le ali Johnny: Milan campione del mondo nell’Inseguimento individuale.

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Jonathan Milan

“De remi facemmo ali al folle volo” scrisse Dante nella divina commedia per definire il momento in cui Ulisse scelse di oltrepassare le colonne d’Ercole per andare oltre il limite della conoscenza umana. Arrivare dove nessuno era riuscito prima, un po è la missione che si era posto anche Jonathan Milan ai mondiali di ciclismo su pista di Shangai, capitale economica della Cina detta anche la Parigi d’oriente, ed è un obiettivo che oggi ha raggiunto nel velodromo inaugurato nel 2023. La mattina il record del mondo e la sera il titolo iridato, il secondo della sua carriera per dare un seguito alla tradizione italica che in questa specialità ha visto il tricolore sventolare in maniera incessante sul podio dal 2016 (eccezion fatta per il 2025 quando non c’erano le nostre punte di diamante). Ne aveva bisogno dopo un anno difficile in cui ha perso la maglia ciclamino al Giro d’Italia pur tagliando per primo il traguardo nell’ultima volata di Roma. La classifica a punti di un grande giro era costantemente sulle sue spalle dal 2023, due volte quella del Giro D’Italia e una del Tour de France, ma nel 2026 la delusione è arrivata in contemporanea con la rivelazione al mondo del ciclismo dell’altro fenomeno di Francia (il primo, qualora ve lo steste chiedendo è Paul Seixas), Paul Magnier. E quindi Johnny ha iniziato a pensare a questi campionati, ai mondiali su pista di Shangai che chiudono la stagione delle ruote veloci. A Santiago del Cile, nel 2025 mentre Elia Viviani diceva addio al ciclismo, lui e Filippo Ganna rinunciavano alla competizione, saltavano la lunga trasferta e quindi abdicavano dopo anni di podi e di scontri diretti anche interni. Dopo un anno si ritrovano invece insieme sul podio, primo e terzo come era accaduto a parti invertite nel 2023, come era accaduto -addirittura fu una doppietta- in Francia nel 2022.

Tadej Pogacar Jonathan Milan,

Milan supersonico, il secondo titolo mondiale lo vince in Cina

Record del mondo e maglia iridata, nessuno aveva stabilito un tempo come il suo nella mattinata prima d’ora e la diretta conseguenza è stata la vittoria della medaglia d’oro ai mondiali di Shangai, la prima per l’italia in questa rassegna, la seconda per lui dopo l’argento nel quartetto. Rivincita completata contro la Danimarca dopo la sconfitta nella gara a squadre, prima Pippo Ganna e poi Johnny rispettivamente contro Rasmus Pedersen e Frederik Madsen si prendono le medaglie nella gara regina di questa manifestazione. Per Milan è la seconda vittoria della carriera nell’inseguimento individuale e non poteva chiudersi con un risultato diverso la sua giornata iniziata diventando il primo uomo a scendere sotto il tempo di 3’59”, appunto le colonne d’Ercole fino a quel momento. E’ tornato a vincere il titolo dopo due anni dominando Madsen e chiudendo con 4’00″769 e in questa gara è per la quinta volta in carriera sul podio mondiale, un vero peccato che non sia disciplina olimpica. Insegue Filippo Ganna che è a quota 9 podi e 6 titoli mondiali (primatista assoluto), per ora ha eguagliato Fausto Coppi con due medaglie d’oro e anche Antonio Bevilacqua, superato Moser fermo ad 1 titolo, mentre a tre ci sono Guido Messina e Leandro Faggin. La stagione diventa improvvisamente positiva, si chiude con un oro che va ad aggiungersi alle comunque prestigiose 12 vittorie in strada tra cui Roma e il titolo italiano. Semplicemente imprendibile per chiunque il gabbiano Jonathan che è tornato a volare; Supersonic come canterebbero gli Oasis, inarrivabile anche per i danesi che insieme ai Paesi Bassi e Regno Unito sono i padroni di quest’era dei mondiali di ciclismo su pista. L’Italia si difende con quest’oro e i due argenti negli inseguimenti a squadre, difficile pensare di stabilire un record considerando che senza Viviani ritirato e con le ragazze del quartetto già sconfitte le carte da medaglia sono riposte solamente nell’Americana e nell inseguimento femminile, difficile replicare quanto fatto nel 2024 in Francia, ma pensiamo anche che nel 2014 l’Italia chiuse il mondiale senza podi. Nel 2031 la competizione arriverà a Trento, è li che bisongna essere pronti, quando Milan avrà 31 anni, ma la sua voglia di volare oltre i limiti dei record non sarà mai sopita.