Caporalato anche con minori, tre arresti in provincia di Brescia.

Per evadere il fisco utilizzavano un sistema di aziende 'apri e chiudi'

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Sfruttamento del lavoro anche di minorenni irregolari, alloggi degradanti ricavati dentro la fabbrica e un sistema di imprese ‘apri e chiudi’ per evadere il fisco.

È quanto hanno scoperto carabinieri e Guardia di Finanza nel Bresciano, dove sono stati arrestati tre romeni, uno in carcere e due ai domiciliari.
L’indagine riguarda lo sfruttamento di 14 lavoratori moldavi, tra cui tre minorenni, tutti irregolari sul territorio nazionale, oltre al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per 15 moldavi, dei quali otto minorenni.

L’inchiesta è partita l’11 febbraio scorso da un controllo dei carabinieri in una ditta di Palazzolo sull’Oglio, attiva nella lavorazione di prodotti in gomma per conto terzi.

Le verifiche con il Nucleo ispettorato del lavoro hanno fatto emergere paghe sotto i minimi contrattuali, violazioni su orari e riposi, carenze sulla sicurezza e condizioni abitative degradanti ricavate negli stessi locali di lavoro.
Gli accertamenti economico-finanziari hanno inoltre ricostruito un presunto sistema di ditte individuali intestate a prestanome, utilizzate negli anni nello stesso stabilimento per eludere controlli fiscali e contributivi. Una delle imprese, chiusa d’ufficio nel dicembre 2025, avrebbe evaso imposte per oltre 670mila euro in due anni, mentre un’altra sarebbe stata aperta nel gennaio 2026 come prosecuzione delle attività precedenti.
Secondo gli investigatori, il meccanismo delle imprese ‘apri e chiudi’, insieme allo sfruttamento della manodopera irregolare, ha consentito alle società coinvolte di offrire servizi a prezzi altamente concorrenziali sul mercato.

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