Agli inizi della loro carriera, Mick Jagger disse: “Sono due anni che facciamo questa cosa della musica e non pensavamo di durare così a lungo, forse continueremo un altro anno”. Non avevano pubblicato neanche Satisfaction i Rolling Stones quando il loro Frontman pronunciava queste parole, sembrava accontentarsi del discreto successo che aveva riscontrato al Marquee, lo storico club di Londra e in alcuni piccoli concerti degli inizi. Da quelle dichiarazioni sono passati sessant’anni e gli Stones sono ancora oggi dei simboli del rock e delle icone nella storia della musica. Allo stesso modo in Veneto al PalaVerde di Treviso casa dell’Imoco Conegliano nessuno si aspettava che nel 2016 sarebbe iniziato un dominio decennale, arginato solamente da Novara nel 2017. Questa sera le Pantere hanno vinto il nono titolo nel campionato italiano di volley, il sesto consecutivo, ottavo se non si considera il 2020 quando il campionato non venne assegnato per il Covid, un anno nel quale stava comunque guidando incontrastata la classifica. Cade di nuovo la Vero Volley e poco importa se non sarà cinquina perché Milano ha vinto al Sueprcoppa a inzio stagione, poco importa se non sarà neanche un poker perché Scandicci ha vinto il mondiale a dicembre, le ragazze di Santarelli quantomeno si sono aggiudicate le doppietta Campionato-Coppa Italia in attesa della Champions dove troveranno Vakifbank in semifinale e inc caso una tra Eczacibasi e Scandicci in finale. Contro tutti i deboli segnali negativi di inizio stagione, l’anno del volley italiano si chiude come ci si aspettava, con il nono titolo dell’Imoco Conegliano che rispetta ancora i pronostici, supera Bergamo (quota 8 scudetti) e compie un altro passo verso quel record della nobile decaduta Ravenna ancora da sola davanti a tutti con undici titoli.

Conegliano forza 9: Santarelli guida le ragazze che sanno anche perdere
Queste ragazze hanno imparato anche a perdere e rialzarsi. Faceva strano guardare quella classifica di inizio stagione, del 6 ottobre 2025,il giorno in cui Conegliano non si trovò al primo posto in classifica, non accadeva dal 26 ottobre 2022. Non era stata una sconfitta a togliergli il primato, ma una vittoria mutilata come quella con Busto Arsizio, al tie break alla prima di campionato. Nulla di grave apparentemente tant’è che poi sono arrivate le vittorie nette con Cuneo e San Giovanni, ma quel cambiamento effimero della classifica aveva lasciato alcune scorie psicologiche che sono emerse come macigni dodici giorni dopo al Pala Trieste nel corso della Sueprcoppa. Vinse Milano al tie break, era una rivincita dopo le tante sconfitte, di coloro che hanno perso scudetti, Champions League e mondiali affrontando le Pantere e si sono finalmente prese un piccolo trofeo che lasciava sognare una grande stagione, lasciava pensare che questa potesse essere la stagione giusta per portare all’ombra del Duomo quello scudetto nel volley mai vinto ne al femminile ne al maschile. Effettivamente Conegliano perde colpi come non accadeva da diverso tempo, va al tie break di nuovo contro Busto Arsizio, perde il mondiale per Club contro Scandicci e dopo aver vinto all’andata inciampa con la Vero Volley anche in campionato. Persino Chieri rischia di vincere con le campionesse di tutto trascinandole al quinto set, ma poi a fine gennaio Santarelli rimette la squadra sul giusto binario senza aver mai pronunciato la parola crisi o calo di rendimento: in coppa Italia Haak e compagne sono inarrestabili e si aggiudicano l’ottavo titolo, non perdono nella competizione dal 2020. Arrivate ai playoff eliminano prima Busto Arsizio (stavolta niente tie break neanche una volta) e poi Novara con un unico brivido in gara 1, e in finale le raggiungono le rivali di sempre, la classica contro Milano del Volley femminile negli anni DuemilaVenti va di nuovo in scena per la quarta volta negli ultimi cinque anni. Si scontrano le due ex compagne di squadra, Gabi vs Egonu con la campionessa del mondo che aveva realizzato 151 punti nelle precedenti 6 gare di playoff. La Vero Volley ci arriva ferita, fuori dalla Coppa Italia e dalla Cheampions ai quarti, ma la vittoria in semifinale da sfavorita contro le campionesse del mondo di Scandicci è stata un’iniezione di fiducia. In molti pensavano a una Milano restaurata e quindi meno letale degli altri anni, senza più Orro, Sylla e neanche Daalderop andata alla diretta concorrenza, invece si sono trovate di nuovo li con un trofeo in mano, la supercoppa, e una finale scudetto da giocare.
Come a inizio stagione il sentore di un possibile cambiamento si percepiva già da gara uno, che infatti, per la quanta volta negli ultimi sei anni, è andata al tie break. La protagonista inattesa è subito Piva, colei che ha sostituito Sylla e che ha approfittato, davanti al sold out del PalaVerde, della serata no di Wolosz, ma Milano è anche sfortunata. Nel momento decisivo, con la Vero Volley avanti 2-1 e 7-6 proprio Egonu, proprio il faro dell’attacco di Lavarini viene colpita dai crampi, viene sostituita da Akimova e quando rientra non riesce a determinare le sorti della partita tant’è che l’Imoco rimonta anche nel tie break da 9-6 sotto al successo 15-13. Il contraccolpo psicologico è pesante, gara 2 a Milano è a senso unico, è un dominio per le Pantere molto simile a quelli ai quali ci ha abituato nel corso di questi anni e la festa in gara tre sembra solo una formalità, invece in Veneto torna in cattedra Paola, da campionessa del mondo, da campionessa olimpica. Il PalaVerde era pronto per festeggiare davanti a 5344 spettatori tra cui anche Alex Nikolov e Mattia Boninfante e invece Milano questa volta non inciampa nello stesso copione di gara 1 e riesce a chiudere senza tremare con un 55% realizzato di Piva, 50% di Lainer, i volti nuovi della stagione, arrivate dopo gli addii di Sylla e Daalderop (e Orro sostituita da Bosio). Decisivi i 5 vincenti a muro di Kurtagic che per una sera ha dato una lezione sotto rete a Gabi e Zhu Ting, ma decisivi anche 8 errori in battuta nel primo set dell’Imoco. Nel 2004 Bergamo era risucita a rimontare la serie scudetto da uno svantaggio di 0-2, una Egonu da 34 punti rendeva possibile qualsiasi scenario in gara 4; peccato non aver potuto giocare al Forum di Assago occupato dal concerto di Tommaso Paradiso. La Vero Volley, invece, non entra mai in partita ed è un errore della stessa Egonu a mandare l’Imoco al Championship point, poi capitalizzato da Isabelle Haak. Mentre Milano si appresta quindi a una nuova rivoluzione in vista della prossima stagione (Carlo Bonati andrà a Verona maschile e il vice di Lavarini andrà in Ungheria al Vasas), Conegliano festeggia (curiosamente di nuovo il 22 aprile come lo scorso anno) il 31esimo titolo della sua storia iniziata nel 2012, 31 vittorie nelle quali è sempre stata presente Moki De Gennaro, il marito Daniele Santarelli era sulla panchina in otto scudetti su nove, come Joanna Wolosz. Una squadra per la verità giovane, che ha rilevato la licenza del Parma nel 2012 e da li non ha mai fatto peggio delle semifinali ai playoff vincendo 9 scudetti, 3 champions League, 3 mondiali, così si costruisce un’icona.
