Tennis, Bentornato Jannik: Il Foro Italico riapre le porte a Sinner

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Ph. Ascanio Antolini Ossi.

In tempi di Conclave c’è anche chi invoca l’incoronazione divina sul Campo Centrale del Foro Italico urlando un “Sinner subito Papa”. I cardinali pronti a chiudersi in Cappella Sistina proprio il giorno in cui inizierà il torneo maschile si troveranno in una cornice unica, affrescata da Michelangelo che era un noto perfezionista costantemente divorato dalla rabbia alla scoperta di una qualsiasi minima imperfezione nella sua opera, vi ricorda qualcuno? Jannik Sinner è proprio così, cerca la perfezione, non basta essere uno dei migliori al mondo lui vuole e deve essere il migliore in assoluto. Lo è diventato e continua ad esserlo con estrema semplicità. Questo è l’altro fattore del carattere di Sinner che gli ha garantito lo smoderato affetto dei tifosi, questo suo far sembrare tutto facile, come se ogni vittoria fosse scontata quando invece, questi ultimi mesi ci hanno insegnato che non lo è affatto.

ph. Ascanio Antolini Ossi

Ritorno della Sinnermania, ma Jannik è cauto con l’ottimismo

E’ tornata la Sinnermania, oltre cinquemila tifosi sul centrale per quello che ricordiamo è sempre e solo un allenamento, Jannik esordirà sabato nel tabellone principale, ma ovviamente è già al Foro Italico per ricevere e tastare con mano l’affetto del pubblico. Non si era mai visto, tranne in alcune occasioni speciali, tutto questo pubblico sul Centrale nei primissimi giorni di torneo. I primi turni, anche a causa dell’assenza delle teste i serie, non attirano tutte queste persone. Il tennis aveva bisogno di Sinner, noi avevamo bisogno di Jannik dopo questi mesi di astinenza. Il centrale era avvolto da un’atmosfera che a Madrid non è stata percepita a causa del ko di Carlos Alcaraz prima dell’inizio el torneo. L’Invencible Armada spagnola del tennis che dietro a Rafa vedeva i nomi di Ferrer, Almagro, Ferrero, Bautista, Carreno, Lopez, Granollers ecc… è stat sostituita dalla corazzata azzurra, campione di tutto. Entrando poco prima delle 18 sul campo principale del complesso del Foro Italico -che quest’anno è stato ampliato in più punti accogliendo anche un nuovo campo nello stadio dei Marmi- il colpo d’occhio è subito importante, si respira subito l’aria di qualcosa di unico per la festa che di lì a poco prenderà il via. Campeggia a carartteri cubitali sul terreno la scritta che ancora mette i brividi, “WORLD CHAMPIONS 2024” e poi entrano loro, i protagonisti della BJK cup e della Davis al fianco dei nostri due luccicanti trofei conquistati lo scorso novembre a Malaga. Ovazione tutti i protagonisti, non solo per Jannik, anche per Matteo Berrettini, Flavio Cobolli, Sara Errani e Jasmine Paolini. Essa stessa ha più volte ricordato quanto l’effetto Sinner sia stato fondamentale per la crescita del nostro movimento tennistico che ci ha portato le finali slam, i due mondiali nello stesso anno, un bronzo e un oro olimpico. Trascinatore di pubblico e giocatori, ci eri mancato Jan.

Ph. Ascanio Antolini Ossi.

Terminata la cerimonia dopo l’inno nazionale cantato dal pubblico, dagli staff tecnici e dai giocatori con la voce ancora rotta dall’emozione, nessuno lascia il proprio posto perché sta per arrivare il loro idolo, il nostro idolo. Striscioni, cori, applausi e una enorme ressa di fan che sperano di raccogliere un autografo e che quando ci riescono festeggiano come e più di Jannik dopo aver vinto l’Australian Open. La Volpe Rossa guarda estasiato, quasi commosso e impressionato dall’amore della sua gente e ancora sorpreso: ” Sono un ragazzo di 23 anni molto semplice, partito da un paesino di duemila persone in montagna. Sono bravo a giocare a tennis, una non cambio il mondo”. L’anno scorso era mancato proprio qui, la tonsillite e il problema all’anca lo avevano obbligato al forfait nel 2024 e quando nel 2023 perse con Cerundolo agli ottavi ancora non era il giocatore dominante di questi tempi. Lui ha cercato di smorzare gli entusiasmi in conferenza stampa facendo calare una certa inquietudine: “ Mi sono allenato in palestra all’inizio e poi sul campo, l’obiettivo è Parigi. Sono qui per passare il primo turno e vediamo che succede” non la prospettiva migliore, cerca di volare basso e di gettare acqua sul fuoco delle aspettative prima di analizzare questi ulitmi mesi di riposa forzato. “Non mi sono sentito quasi con nessuno solo con Jack (Draper) e Sonny (Sonego), non c’è stat nessuna videcchianmtaa con i giocatori. Ho capito che anche non giocando a tennis sono una persona che riceva tante attenzioni” ha specificato la Volpe rossa che per diversi mesi non ha potuto prendere in mano la racchetta, e ha quindi dovuto fare di nuovo i conti con le vesciche alle mani: “Non ci ero più abituato. Ma la cosa più difficile di questi mesi è stata non poter nemmeno andare a vedere uno sport dal vivo. Avrei voluto sostenere i miei amici nelle loro gare di automobilismo (Giovinazzi, ndr) e ciclismo (Ciccone, ndr). Ma mi era proibito andare anche ad una semplice partita allo stadio. Ora siamo qui, sto bene voglio solo ricominciare”. Terminata la conferenza eccolo salutare il pubblico dal ponte sul Foro Italico, entrare al centrale, celebrare le coppe e poi allenarsi con Jiri Lehecka. Non un linguaggio del corpo incoraggiante si è notato in campo, ma è riaffiorata la sua straordinaria dedizione e il suo perfezionismo agonistico che lo ha portato a voler giocare due set , con pubblico e allenatori che tenevano il punteggio. 6-4 e poi 7-4 in un Tie break giocato sul 4-4 entrambi i parziali in favore di Lehecka.

Ph. Ascanio Antolini Ossi.

Sinner, il tabellone al Foro Italico: possibile derby con Cinà poi Cerundolo e Ruud.

Giochi di luce che richiamano cielo, acqua e terra rossa. E’ quanto si può ammirare questi giorni la sera alla Fontana di Trevi, uno spettacolo in onore del tennis e dei campioni giunti a Roma per gli Internazionali d’Italia. E proprio da questo unico palcoscenico che è iniziato ufficialmente il torneo nelle sue fasi cruciali con il sorteggio dei tabelloni. Una sola richiesta quella di Jannik Sinner dopo la squalifica, Bring me to Life come fosse una canzone degli Evanescence, perchè per lui il tennis è quotidianità, è lavoro ma soprattuto è vita. Lo conosciamo è riservato, lo aveva specificato dopo lo scoop della sua relazione con un altra tennista Anna Kalinskaya e continua ad essere ancora oggi in merito alla relazione presunta e smentita da egli stesso con la modella Lara Leito. A Jannik non piace che si entri nella sua sfera privata, sappiamo che non lo vedremo mai in ostentazioni e celebrazioni relazionali come spesso accade nel tennis, proprio perchè vive per la racchetta sperando ci occupare le prime pagine dei giornali sportivi e non quelle del gossip. E quindi a riportarlo alla vita è già il sorteggio, un nuovo derby all’orizzonte, non ne ha ancora mai perso uno, sarà con Federico Cinà semrpe che la giovane promessa batta Mariano Navone, terraiolo argentino. Muri da scalare da subito, deluse le attese di chi si aspettava un rientro morbido e tranquillo perchè se al terzo turno non dovrebbe rappresentare un problema l’imprevedibile Fokina, ritrovarsi in sequenza agli ottavi e ai quarti con Cerundolo e poi con Ruud (sempre che Berrettini non si prenda una rivincita contro il norvegese) su questa superficie suona come un impresa, ma lui è il primo che può compierla e poi anche gli altri dovranno guardarsi dai loro rivali. Evitati i principali nemici per il titolo, Zverev, Alcaraz e Musetti sono dalla parte opposta del tabellone cosa che non farà sorridere all’artista carrarino. Per Musetti si prevedono degli ottavi con Medvedev (campione al Foro nel 2023), i quarti non Zverev (campione in carica) o Tsitsipas e la semifinale con Alcaraz, serve un altro torneo da campione. E’ andata meglio a Jasmine Paolini anche se nel circuito WTA si naviga sempre nel mare dell’incertezza. Agli Ottavi Muchova o Ostapenko, Pegula poi ai quarti e in semifinale una ridimensionata Iga Swiatek, non può l’incontrastata dominatrice della terra rossa degli anni passati, oppure Madison Keys. Dalla parte opposta del tabellone la indiscussa favorita Aryan Sabalenka. Dalla fontana di Trevi al Foro, parola ai campi, Roma cerca un nuovo Re.

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