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L’incubo dei calci di rigore.

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Italia-Spagnadi Gianluca Colasanti

IQ. 28/06/2103 – Ancora una volta, dopo gli ultimi europei e dopo quelli del 2008, la Spagna riesce ad avere la meglio dell’Italia, guadagnandosi l’accesso alla finale di Confederations Cup.

Nonostante ciò gli azzurri danno degli ottimi segnali in vista dei prossimi mondiali giocando alla pari con la squadra campione del mondo e d’Europa in carica.

Nella prima frazione di gioco l’Italia, priva di Mario Balotelli, stravolge quella che a detta di tutti sarebbe stata l’impostazione tattica della partita cercando di non lasciar fraseggiare gli spagnoli nel loro “tiki-taka” e riuscendo ad impegnare Casillas in piu’ occasioni grazie soprattutto al grande lavoro degli esterni Maggio e Giaccherini .

Alla fine dei primi 45 minuti di gioco il risultato è ancora inchiodato sullo 0 a 0 ma l’Italia da l’impressione di avere qualcosa in piu’ rispetto alla disastrosa finale di Kiev degli scorsi europei, nonostante le assenze importanti. Al ritorno in campo la Spagna sembra leggermente più reattiva ma la contesa resta in sostanziale equilibrio anche nel secondo tempo che si chiude con lo stesso risultato della prima parte di gara spalancando le porte ai tempi supplementari.

Nell’overtime l’Italia prova immediatamente ad aggredire la Roja con le ultime energie ma è sfortunata al minuto 93 quando Giaccherini colpisce un palo clamoroso a portiere battuto. Dal canto suo la Spagna chiude in crescendo vista la possibilità di schierare due giocatori del calibro di Navas e Mata negli ultimi minuti dei tempi regolamentari , riuscendo a dare più velocità alla manovra e mettendo in difficoltà la ormai sfinita retroguardia azzurra negli ultimi minuti con un tiro di Xavi che finisce sul palo dopo il tocco di Buffon e con Pique che spedisce alto da due passi a pochissimo dalla fine.

L’incubo dei calci di rigore si trasforma in realtà al fischio dell’inglese Webb con le due squadre ancora,dopo il 2008, costrette a decidere il proprio destino dagli undici metri. La contesa sembra equilibrata anche in questo contesto con entrambe le compagini che realizzano i primi cinque rigori, si va ad oltranza. Per l’Italia Montolivo segna il sesto rigore a cui risponde con freddezza Sergio Busquets, tocca quindi a Bonucci che dimostra di non essere uno specialista tirando alto e mettendo sui piedi del neo acquisto del Manchester City Jesus Navas la palla che porta a Rio. Lo spagnolo non perdona regalando la finale contro il Brasile alla sua nazionale e condannando l’Italia ad uscire da questa competizione seppur a testa altissima.

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