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L’Economia Sociale.

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BattagliaDi Pietro Bardoscia

IQ.07/02/2013 – L’Economia Sociale.

Il 6 Febbraio 2013 si è tenuto presso la Sala Fellini all’interno degli studi di Cinecittà di Roma un incontro-evento organizzato da Augusto Battaglia sull’Economia Sociale con la partecipazione dell’On.Stefano Fassina.

Ha introdotto Augusto Battaglia parlando di economia sociale che in Italia è rappresentata prevalentemente dalle Cooperative sociali di tipo A e B.

“Stiamo vivendo un momento difficile che nel mondo dell’economia non ha precedenti; ci sono effetti negativi di lunga durata che producono ripercussioni sullo sviluppo economico dei vari paesi e soprattutto sull’occupazione” – ha proseguito Battaglia.

Ed Ancora: “Vogliamo sottolineare che la crisi è figlia della speculazione finanziaria, degli squilibri generati e di una economia che si è allontanata dalla realtà. A questo si deve aggiungere una carenza di strumenti atti a disposizione dei vari Governi atti a controllare ed intervenire sugli effetti dell’economia globale. Cosa si intende per Economia sociale? E’ quel sistema di imprese solidali, una rete di imprese partecipate dei cittadini e lavoratori. Non è un caso che questo è l unico settore che ha retto sul piano occupazionale. E’ un sistema di imprese legato al territorio, occupandosi del terziario, del sociale, del socio sanitario e cosi via. L’economia sociale sia in Italia che in Europa rappresenta un pezzo importante dell’economia. In Europa il 10% delle imprese è inquadrata nell’economia sociale.

In Italia gli occupati sono 400.000 molti dei quali sono soggetti svantaggiati che hanno avuto la possibilità di accedere nel mondo del lavoro. L’Italia si è dotata di una normativa che alla luce degli studi effettuati non ha prodotto ancora i risultati attesi; non è un caso che un anno fa circa 240 economisti di tutta Europa hanno portato a Bruxelles un appello: “Dalle parole ai fatti” , ossia cè un grande potenziale come l’economia sociale ma non sempre nei paesi membri dell’Europa si sono messe in campo iniziative volte ad incentivarle”.

“Nell’economia sociale vi è il mix Economia di Mercato/Bisogni Sociali; nella prossima legislatura occorrerà potenziare questa realtà, a partire dall’applicazione delle clausole sociali nei vari Bandi pubblici” –ha concluso Battaglia.

Si sono susseguiti interventi dei rappresentanti del mondo della cooperazione, dal Presidente della Cooperativa Capodarco Maurizio Marotta, al Responsabile Welfare CoopSociali Lazio Pino Buongiorno, a Mario Monge presidente Consorzio Sol.Co. Roma.

Successivamente è intervenuto l’On. Stefano Fassina che ha ringraziato gli organizzatori dell’evento Augusto Battaglia e Massimo De Simoni. “ C’è qualcosa che definisce il quadro dentro il quale ci muoviamo. Ma ce bisogno di risposte urgenti che non possono aspettare la maturazione di prospettive che richiedono più tempo. L’aspetto più preoccupante di questa fase è lo scarto tra la radicalità dei problemi che abbiamo e la ritualità delle risposte nelle quali tentiamo di affrontarli. Siamo al quinto anno di crisi; un punto di fondo riguarda la logica di funzionamento che non và. Questa idea, che tutti voi criticare, è di un sistema economico che va per la sua strada e il fare qualcosa per chi rimane indietro. E’ una logica che non condividiamo e non funziona. Per trent’anni c’è stato ripetuto che la disuguaglianza fosse motore di crescita. Invece noi dobbiamo puntare sulla coesione come modello di sviluppo capace di valorizzare la persona. Ha ragione Augusto quando dice che non è possibile considerare il Terzo Settore come fanalino di coda dopo il pubblico e privato.

Non siamo di fronte ad una situazione funzionante; la traiettoria economica che stiamo seguendo non funziona. Il debito pubblico aumenta, abbiamo problemi di fondo che vengono messi sotto il tappeto. Le difficoltà nel terzo settore è dovuto ad un problema di insostenibilità della rotta che stiamo adottando.

I debiti delle pubbliche amministrazioni sono debiti noti a tutti; per ragioni di contabilità europea non sono classificati come debito pubblico. Occorre evitare che questo debito soffochi i tanti creditori che rappresentano la parte attiva del sistema. I servizi minimali, anche nei comuni medi piccoli stanno scomparendo e le vittime di questo sono i cittadini e le imprese sociali che offrono questi servizi. Si può prevedere un piano in cui si preveda un fondo per le politiche sociali per riattivare quei servizi che sono essenziali per la vita delle persone”.

Ed ancora: “ Dobbiamo intervenire per bloccare l’ipotesi di un aumento dell’IVA dal 4 al 10% nei confronti delle cooperative sociali perché le conseguenze ricadranno sul piano occupazionale; faremo battaglia a Bruxelles per fermare questo, spiegando che in Italia esiste un settore vitale per la nostra economia, ossia il Terzo Settore”

 

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