Proteste Tir al Sud, ministero Interno contro presidi stradali illegali: 1339 identificati e 71 denunciati.

Chiuso nodo A30 Caserta-Salerno, a secco distributori e supermercati. Aeroporti di Crotone e Reggio Calabria senza jet fuel. Impatti anche per pacchi e corrispondenza

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Protesta autotrasportatori - (Ipa)

Continua la protesta di autotrasportatori e agricoltori contro il caro carburanti che ormai da giorni sta paralizzando il Sud Italia. A quanto si apprende il ministero dell’Interno ha avviato un’azione a tappeto per l’identificazione di quanti stanno attuando in forma illegale presidi stradali che intralciano la circolazione, soprattutto in Campania. Sono centinaia i soggetti già controllati: 1339 identificati, 71 denunciati, 242 sanzionati sul piano amministrativo.

Inoltre, il Viminale questa notte ha disposto la scorta di numerosi mezzi di trasporto, 500 soltanto in Campania, garantendo il regolare svolgimento di molte attività di carico e scarico. Nella serata di ieri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha convocato una riunione in collegamento con prefetti e questori delle province interessate anche al fine di sollecitare la massima attenzione su possibili infiltrazioni criminali.

Presidi ancora attivi

Gli autotrasportatori, ritenendo non sufficienti i provvedimenti promessi ieri dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti durante l’incontro con le associazioni di categoria, hanno deciso di prorogare il blocco almeno sino al 27 ottobre.

In Campania presidi ancora attivi al casello autostradale di Nola, Avellino Est (dove protestano anche gli agricoltori), Mercato San Severino (Salerno), ma anche a Caianello, Capua, Caserta Nord. Molti i disagi sulla viabilità, complice anche il maltempo in Campania (con allerta meteo arancione), nel Napoletano e nel Casertano. Ieri sera l’Ente Autonomo Volturno (Eav) ha annunciato il taglio dei servizi su gomma da oggi almeno sino al 24 ottobre quando potrebbero fermarsi metro e treni, a causa della carenza di carburante a disposizione e restano a rischio i trasporti su mare verso Ischia e Procida.

Tagli alle corse in vista anche per Air Campania. Nel frattempo, la psicosi tra i cittadini si alimenta: sono segnalati sempre più distributori a secco, con lunghe code alle pompe con riserve di carburante specialmente a Napoli e si moltiplicano anche i supermercati con gli scaffali vuoti, per carenza di prodotti freschi. E’ segnalata in difficoltà l’Asia per il recupero dei rifiuti.

Sempre questa mattina la protesta degli autotrasportatori in Campania ha portato alla chiusura temporanea sulla A1 Milano-Napoli del nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Roma. Ci sono anche tre chilometri di coda nel tratto compreso tra Caserta Nord e il bivio con la A30 verso Napoli e 2 km di coda nel tratto compreso tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord verso Roma.

Ripercussioni sui voli

Aeroporti di Puglia ha emesso un Notam (Avviso agli aviatori) a scopo precauzionale per informare tempestivamente le compagnie aeree e gli operatori aeronautici di possibili limitazioni legate alla disponibilità di carburante negli scali di Bari e Brindisi. Al momento, da quanto si apprende, non si registrano difficoltà di approvvigionamento e quindi l’operatività degli scali è regolare.

La protesta lascia anche gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria ‘a secco’, tanto che Enav ha diffuso un nota per le compagnie aeree allertandole sulla necessità di rifornire i velivoli della quantità sufficiente di jet fuel allo scalo di partenza. Lo dice all’AdnKronos il presidente Sacal (Sistema Aeroportuale Calabrese) Luciano Vigna, per il quale “la situazione non ha, attualmente, determinato disguidi sull’operativo e i voli sono regolarmente partiti perché arrivati con il carburante necessario”. “Nessun disagio“, assicura Vigna, aggiungendo che “la situazione dovrebbe rientrare già da domani grazie all’intervento delle prefetture che stanno scortando le autocisterne con il carburante. I piccoli aeroporti – spiega – non hanno cisterne in grado di garantire settimane di copertura e basta che salti un giorno per mandare in crisi la struttura” tanto più che “anche altri aeroporti ben più grandi mi risultano essere in difficoltà”.

Impatti anche per pacchi e corrispondenza

Il blocco dell’autotrasporto crea disagi anche per chi è in attesa di pacchi e corrispondenza. Dopo l’industria alimentare e della ristorazione, la moda, il packaging, i rifornimenti di carburante e lo smaltimento dei rifiuti, diversi player delle spedizioni riportano problemi dovuti al fermo dei tir, soprattutto al Sud.

Da e per le regioni di Calabria, Sicilia, Campania, Puglia, Poste Italiane non può garantire regolarmente le consegne di corrispondenza e pacchi, che, spiegano dal Gruppo, pertanto subiranno dei ritardi diffusi a livello nazionale non imputabili alla responsabilità di Poste Italiane. Il servizio sarà ripristinato non appena le condizioni di viabilità lo consentiranno. Amazon Italia riferisce: “Stiamo monitorando la situazione e, in collaborazione con i nostri fornitori di servizi di consegna, continuiamo ad impegnarci per offrire il miglior servizio possibile ai nostri clienti. Con riferimento al contesto attuale, abbiamo riscontrato alcuni impatti nelle aree del Sud Italia”.

Il fermo colpisce la logistica nella sua totalità. “Ci sono ancora molti blocchi e le merci restano ferme”, dice all’Adnkronos Marco Cappa, direttore generale di Confetra. “Il problema esiste e non si sta superando su alcuni territori, nonostante gli impegni e soprattutto le risorse già effettivamente stanziate. Si segnalano problemi sull’healthcare, sulla salute, perché c’è difficoltà” anche nel trasporto di “prodotti sanitari, e questo le nostre aziende lo stanno segnalando. In alcuni casi più urgenti le aziende hanno dovuto chiamare il 112 per essere scortate”.

Le associazioni degli autotrasportatori ( Anita, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fedit, Fiap, Sna Casartigiani, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi, Unatras, Assotir) oggi hanno chiesto un intervento “deciso e immediato del ministro Piantedosi per rimuovere i presidi che da giorni stanno bloccando il Sud con impatti ormai non più sostenibili sia per il comparto stesso, sia per il sistema degli approvvigionamenti all’intera collettività, penalizzando gravemente cittadini e imprese. Continuare a bloccare il Paese non è più giustificabile dopo che il Governo ha riaperto il dialogo con la categoria e ha assunto impegni importanti in continuità con l’intesa di Palazzo Chigi”.

Stop alla mozzarella e caseifici chiusi

La protesta degli autotrasportatori si ripercuote gravemente anche sulla filiera bufalina, già alle prese con un esponenziale aumento dei costi di produzione, che stanno mettendo in ginocchio allevamenti e trasformatori. A lanciare l’allarme per uno scenario che peggiora di giorno in giorno è il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop. Non solo la Bufala Dop scarseggia ormai anche nei supermercati, ma la vera difficoltà è il blocco della produzione. Una situazione che rischia di infliggere un colpo gravissimo al comparto.

“La mozzarella di bufala campana Dop è un prodotto fresco, per cui risente maggiormente delle difficoltà. Ad oggi gli allevatori producono latte, ma non riescono a farlo arrivare ai caseifici a causa del blocco dei trasporti, così da ieri molti caseifici sono chiusi perché non hanno a disposizione il latte da trasformare in mozzarella Dop entro 60 ore, come previsto dal disciplinare”, spiega il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani. Alla chiusura dei caseifici si aggiungono le difficoltà degli allevatori, “che ovviamente continuano a mungere le bufale, ma non sanno dove poter conservare il latte e non stanno ricevendo gli approvvigionamenti per le mandrie”, sottolinea Saccani.

Agricoltori e trasportatori arrivano a Campobasso

Trasportatori e agricoltori sono arrivati con i loro mezzi in centro a Campobasso. L’iniziativa, promossa con lo slogan ‘Insieme per il nostro futuro’, punta a richiamare l’attenzione sulle problematiche, che interessano lavoratori, imprese e cittadini. Il corteo, composto da mezzi pesanti e i veicoli agricoli, simboli delle categorie che intendono far sentire la propria voce, è partito questa mattina dalla zona industriale di Campochiaro per raggiungere il capoluogo molisano. Sul manifesto della protesta compaiono tre temi principali: trasporti, agricoltura e caro vita. Gli organizzatori puntano a coinvolgere la cittadinanza, invitata a partecipare e a sostenere la protesta. Un appello è rivolto inoltre ai commercianti, ai quali viene chiesto di abbassare le serrande in segno di solidarietà con l’iniziativa.

Federfarma: “No a carenze di farmaci con proteste tir”

Preoccupazioni ci sono anche rispetto al rifornimento delle farmacie. “Al momento non abbiamo ricevuto segnalazioni di carenze di farmaci legate alla protesta degli autotrasportatori. Per ora non c’è alcun allarme, nessun disagio e la situazione è sotto controllo”, riferiscono all’ Adnkronos Salute fonti di Federfarma.

Rixi: “Fondi erogati da oggi, in arrivo decreto legge”

“I fondi vengono erogati da oggi, sono già stati sbloccati. Poi ci sarà un decreto legge. Ieri sera abbiamo presentato un emendamento ad un decreto già in essere in Senato, ma probabilmente potrebbe esserci nelle prossime ore un dl in cui saranno incluse tutte le misure su cui ci siamo impegnati”. Lo ha spiegato il viceministro al Mit, Edoardo Rixi, a margine del Forum internazionale di Conftrasporto-Confcommercio, parlando delle misure per l’autotrasporto e affermando che il dl potrebbe andare nel prossimo consiglio dei ministri.

Salvini: “Confermo 430 mln ad autotrasporto da oggi”

Da parte sua il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini ha smentito un messaggio audio in cui si riferisce che l’accordo sui 430 milioni all’autotrasporto è stato rifiutato. “Non solo confermo i 430 milioni in pagamento da oggi agli autotrasportatori per il caro gasolio, con 32mila imprese che verranno aiutate, ma ci sono 50 milioni di euro in più per il caro gasolio anche di settembre-ottobre, e altri 590 milioni che verranno erogati per cambiare i camion vecchi con quelli nuovi. Non fidatevi delle balle che girano in rete”, afferma in un video. “Dicono ‘il ministro ha intenzione di dimettersi'” sottolinea ironizzando il vicepremier nel video, ma invece “non ho nessuna intenzione di lasciare il Paese in mano ai falsificatori”

“Sono stati sbloccati fondi per più di un miliardo per l’aiuto contro il caro carburante per gli autotrasportatori da marzo a tutto ottobre, con l’obiettivo di arrivare alla fine dell’anno. Siamo riusciti a coprire, con uno sforzo enorme, non penso che in Europa altri governi siano riusciti a fare altrettanto, il 70% dei maggiori costi. Sperando che queste due maledette guerre, che stanno portando a questo caos, finiscano”, aveva detto in mattinata a Radio Anch’io. “Da oggi – ha aggiunto – dopo un lavoro durato settimane perché sono arrivate trentaduemila domande da esaminare, cominciano i pagamenti per quasi 32mila autotrasportatori ed è qualcosa di importante. A questo si aggiunge lo sblocco per 590milioni sempre per gli autotrasportatori che cambiano i vecchi mezzi. L’Europa – ha sottolineato il ministro – punisce la gomma e voleva mettere fuori legge i motori endotermici perché per qualche burocrate di Bruxelles il futuro era tutto e solo elettrico. Adesso ci stiamo rendendo conto che un futuro tutto e solo elettrico, con le macchine normali, benzina, diesel, fuori legge, fuori produzione dal 2035, era una follia”.

E poi ha dichiarato: “Ho incontrato non solo le sigle istituzionali, ma anche i rappresentanti piccoli e piccolissimi, perché il mio dovere è ascoltare tutti e incontrare tutti. Ovviamente siamo vicini a tutti coloro che lavorano e ne capiamo la sofferenza. Altra cosa però sono i blocchi illegali, altra cosa è danneggiare milioni di altri lavoratori, i produttori, gli agricoltori, i pescatori, i pendolari, gli agenti di commercio, lì stiamo parlando di un’altra questione, stiamo parlando di illegalità”.

Codacons: “Stop oggi blocchi o scatta denuncia”

“Se i blocchi stradali non saranno rimossi oggi stesso, il Codacons chiamerà i singoli autotrasportatori e le organizzazioni che stanno sostenendo le proteste a rispondere dei danni prodotti alla collettività e dei reati di blocco stradale, interruzione di pubblico servizio e violenza privata”. Lo afferma l’associazione dei consumatori a seguito dei disagi che stanno proseguendo in alcune zone del sud Italia. “Fin da subito abbiamo condiviso le ragioni della protesta, ma a fronte degli impegni assunti dal governo e degli stanziamenti annunciati in favore della categoria, i blocchi stradali che anche oggi stanno mettendo in ginocchio alcune regioni appaiono del tutto ingiustificati e rappresentano un evidente illecito a danno di della collettività – spiega il Codacons – La protesta degli autotrasportatori sta provocando infatti disagi immensi alla popolazione, non solo bloccando la circolazione stradale ma anche causando carenze di generi di prima necessità in negozi e supermercati”.

Per tale motivo se i blocchi stradali non saranno rimossi, il Codacons presenterà nella giornata di oggi una serie di denunce alle Procure della Repubblica territorialmente competenti, chiedendo di identificare i singoli autotrasportatori autori delle proteste e procedere nei loro confronti e verso le organizzazioni sindacali coinvolte per i reati di blocco stradale, violenza privata e interruzione di pubblico servizio.

Mimit, prezzo medio self benzina a 2,026 euro/l

Intanto, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna – mercoledì 21 ottobre 2026 – il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,026 euro/l per la benzina e 2,259 euro/l per il gasolio.

Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,045 euro/l per la benzina e 2,294 euro/l per il gasolio.

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