Forse è ancora presto per scomodare Bob Dylan con la sua The Times They are a Changin, “I tempi stanno cambiando”, però in italia e nel Mondo l’Imoco Conegliano non è più così dominante e ha lasciato per strada il secondo trofeo della stagione dopo la Supercoppa vinta da Milano. Questa volta il prestigio e il trionfo sono tutti di Scandicci, la Savino del Bene che a San Paolo in Brasile, alla sua prima partecipazione al mondiale per Club si vendica della scorsa finale di Champions League e vince il trofeo più improntate della sua storia. un crescendo spaventoso quello della Savino del Bene che ora si è affermata come una delle principali potenze mondiali, d’altronde era solo questione di tempo considerando le ragazze che indossano la sua maglia e vedendo il loro palmares. A San Paolo è andato in scena il confronto tra i migliori liberi del mondo, da una parte Moki De Gennaro, dall’altra Brenda Castillo, ma una giocatrice non fa una squadra e quindi con gli anni il team di Scandicci è stato completato da tante pedine dal notevole peso tra cui KateAntropova, riserva di lusso di Egonu in Nazionale e dominatrice in campionato. Non dimentichiamoci poi di Maja Ognjenovic, palleggiatrice che a lungo è stata considerata la migliore in assoluto nel suo ruolo che in ogni caso alla Savino è ben coperto considerando che nei pochi periodi di riposo della serba è subentrata un’ancora splendente Marta Bechis. Per quanto Caterina Bosetti non sia stata tra le protagoniste del mondiale appena vinto da Velasco quella vista finora non ha nulla da invidiare alla ragazza campionessa olimpica di Parigi 2024, anche lei ben supportata da compagne di rerpato -le schiacciatrici- di altissimo livello, tre americane che hanno contribuito ad affondare Conegliano, Avery Skinner, Lindsay Ruddins e Sarah Franklin. Anche se forse, Kate a parte, il vero segreto del successo di Scandicci si è concretizzato con le centrali Linda Nwakalor, ennesima risorsa tra le possibili convocate in nazionale e Camille Weitzel. Nuove campionesse del mondo, tutte al primo mondiale per Club tranne Gennari (che lo vinse con Conegliano nel 2019) e la palleggiatrice serba trionfatrice nel 2016 con la maglia dell’Eczacibasi, squadra turca che possiamo condiereare tra le grandi assenti di questo mondiale per club.

Scandicci una potenza mondiale
Agli occhi del mondo possiamo parlare di una nuova superpotenza che ha così saputo confermare e dar rilevanza alla finale di Champions conquistata lo scorso anno. Una giovane campionessa per una giovane competizione, ma già di grande prestigio anche se si potrebbe elevare qualche critica al format che vede partecipare solo le finaliste dei tornei continentali di Sudamerica ed Europa e le vincitrici degli altri continenti portando quindi in questa edizione all’esclusione delle squadre della Turchia che, al livello di club e considerando gli ultimi mondiali anche al livello di nazionali, è la seconda potenza globale. D’altronde è dal 2014, l’anno della Dinamo Kazan, che a vincere sono squadre o italiane o turche, è dal 2018 che il Brasile non arriva in finale e il Tijanjin del 2024 ha interrotto una serie di 11 edizioni senza squadre asiatiche in finale. Però effettivamente possiamo considerare la scorsa Champions League come una sorta di preselezione per il mondante per club, d’altronde la superiorità delle squadre italiane negli ultimi anni è stata evidente: i primi tre posti della scorsa Champions provengono tutti dal nostro campionato e la Savino è arrivata alla sua prima finale di Champions senza mai perdere nanche un set contro BKS (Polonia), Voluntari (Romania) Stoccarda, Budowlani Lodz (Polonia) e Vakifbank (Turchia). Dalla parte opposta del tabellone in semifinale si sono scontrate Conegliano e Milano che erano le finaliste della precedente edizione della Champions e quindi, nella finale interamente italiana figura un certo senso di giustizia, in linea con il periodo storico del volley che stiamo vivendo. Effettivamente è da due stagione che non esistono competizioni internazionali che non siano vinte dall’Italia o da squadre italiane, non abbiamo lasciato per strada nulla tra Nations League, Olimpiade, Mondiale, Champions (Imoco due volte), CEV Cup (Chieri e Novara) e Challenge Cup (Novara e Roma) quello dell’Eczacibasi nel 2023 al mondiale per club è l’ultimo trofeo in cui non ha vinto un’italiana semplicemente perché in quell’edizione non avevamo rappresentanti.
Andando a vincere il titolo mondiale Scandicci ha confermato il suo percorso di crescita, ha confermato di essere arrivata ai vertici del volley e di avere il pieno diritto di restarci. La sua storia è iniziata nel 2012 dalla Serie B1, nata dalla fusione della Savino del Bene volley, dalla quale ha ereditato la sponsorizzazione e dall’Unione pallavolo Scandicci dalla quale ha invece preso l’organigramma e il titolo sportivo. Da li la crescita è stata esponenziale, nel 2014 ha avuto accesso alla massima serie anche grazie all’acquisto del titolo sportivo dell’IHF Volley e l’anno successivo è andata subito a giocarsi i playoff scudetto venendo eliminata in gara tre dal River Volley ai quarti. Da quell’anno è diventata una presenza fissa nella post season e nelle coppe Europee dove sono arrivate dapprima 3 qualificazioni consecutive ai quarti della Champions e poi nel 2022 il primo trofeo, la Challenge Cup con una Kate Antropova ancora di nazionalità russa. Vincere aiuta a vincere l’anno successivo ecco il trionfo in CEV Cup seguito poi con cadenza annuale dai confronti con Conegliano che stavano per diventare un incubo prima di oggi: finale scudetto nel 2024 e finale di Champions nel 2025. E adesso la sua vendetta l’ha trovata, ribaltando le gerarchie alle quali eravamo abituati fino a questo 2025-26.
Conegliano stavolta niente rimonta, qualcosa si sta rompendo?
Non bisogna mai ignorare i segnali di partite come una semifinale mondiale. Scandicci ha vinto in tranquillità contro il Praia Clube vincitore del campionato sudamericano, senza concedere neanche un set. Come non ha concesso set a nessuna delle sue avversarie del girone Zetsyu, Alianza Lima e le organizzatrici dell’Osasco. Conegliano dall’altra parte invece non è mai stata così vicina alla sconfitta contro una squadra organizzatrice come l’Osasco in semifinale. Le padrone di casa dopo aver vinto il primo set si sono trovate avanti 23-20 e solo un break con parziale di 5-0 ha consegnato all’Imoco il set e l’inerzia per poter andarsi a prendere la finale. Le ragazze di Santarelli scendevano in campo per pareggiare il record del Vakifbank di 4 successi nel mondiale per club, ma le sue tre vittorie restano comunque qualcosa di incredibile considerando che ha debuttato in questa manifestazione solamente nel 2019. In tal senso è determinante quella finale persa nel 2021 ad Ankara. In finale ci arrivava quindi con i favori del pronostico, è pur sempre la squadra campione di tutto, la squadra che ha dominato gli ultimi anni di pallavolo; ma questo è anche l’anno in cui è tornata a perdere un trofeo in Italia e in cui per la prima volta non ha visto il suo nome in cima alla classifica del campionato italiano. Certo è successo solamente per una giornata e all’inzio di una stagione in cui è ancora imbattuta e ha perso punti solamente nei due confronti con Busto Arsizio, ma la prima di queste sfide è stata alla prima giornata di campionato e quindi non si sono mai trovate le Pantere a punteggio pieno. A San Paolo la padrona è stata quindi la squadra di Marco Gaspari mentre quella di Santarelli pagava tanti errori e sprecava anche un discreto vantaggio, pensiamo al primo set in cui era avanti di quattro punti e invece è stata rimontata dal 24-20. Quando nel terzo set l’Imoco si era involata verso una agevole vittoria del parziale eravamo tutti pronti ad assistere ad un copione già scritto, ad una rimonta verso il tie break dall’esito scontato e invece i muri di Nwakalor e il servizio di Antropova hanno creato un break di cinque punti. Con l’ennesimo rovesciamento Zhu e Gabi hanno riportato il parziale in parità sul 21-21 Kate ha conquistato il match point e Cate lo ha realizzato, Antropova e Bosetti: Scandicci è campione del mondo, Conegliano forse si è scordata come si vincono le finali.
