Tennis, Sinner stop definitivo: il suo 2026 è finito.

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Sinner

Non è mai stato chiaro a chi si riferisse Bob Dylan quando scrisse e cantò “It’s all over now baby blue”, canzone con la quale ha chiuso lo scandoaloso festival di Newport dedicata forse a Joan Baez, forse a David Blue, forse a Paul Clayton. Per Jannik Sinner la dedica fa pensare sicuramente alla colorazione azzurra dei campi da tennis delle ATP Finals di Torino. Solo Novak Djokovic, Ivan Lendl ed Ile Nastase sono riusciti a vincere il torneo dei Maestri per tre volte di fila e -quantomeno dopo quest’anno- ora abbiamo la certezza che Jannik Sinner non entrerà in questo ristretto club. “Ciao a tutti. Vorrei darvi un piccolo aggiornamento. Insieme ai dottori ho deciso che ho bisogno di un ciclo di cure per il mio ginocchio; significa che la stagione 2026 è ufficialmente terminata”, ha annunciato su Instagram rivolgendosi direttamente ai suoi tifosi. Questo significa che la stagione di Jannik si conclude con cinque master 1000 consecutivi, una semifinale all’Australian Open e il bis a Wimbledon, e non ci saranno il Masters 1000 di Shangai, ne tantomeno quello di Parigi, le Finals e la Coppa Davis. Il che significa anche che a fine anno non sarà numero uno del mondo, lo fu nel 2024 in quella che rimane l’ultima stagione disputata per intero senza squalifiche o gravi infortuni. Non solo un danno in termini di punti, ma anche dal punto di vista economico considerando che era in corsa per il Bonus pool dei Master 1000 che non gli sarà garantito avendone saltati più di due, una rinuncia a circa 5 milioni di dollari aggiuntivi al montepremi della stagione. Salterà anche il Six Kings Slam, l’esibizione milionaria in cui solo la partecipazione avrebbe riversato nelle sue tasche 1,5 milioni. Insomma il conto finale si aggira intorno ai 20 milioni di euro che non andranno ad impreziosire il suo già ricchissimo patrimonio. Quel che interessa davvero però è il danno sportivo che va ad investire tutto il tennis italiano considerando l’effetto locomotiva che hanno avuto le prestazioni di Jannik negli ultimi mesi e negli anni scorsi. Il primo slam in cui Jan non figurava nel mai draw da Wimbledon 2019 coincide con la fine della striscia ininterrotta dal 2024 di avere almeno due italiani ai quarti in ogni slam, e con quella di averne almeno uno in semifinale dall’Australian Open 2024. Jannik non era mai stato assente da così tanto tempo, un record che verra ritoccato e dilatato andando ben oltre quegli 85 giorni che ci separano ad oggi dalla finale di Wimbeldon. Secondo coloro che hanno visto Jannik allenarsi a Montecarlo i movimenti del numero uno (ancora per poco) al mondo sono apparsi limitati, ma nonostante tutto il suo staff medico (Melegati, Franceschini e Sonnery-Cottet esperto proprio del ginocchio, che ha avuto in cura Ibrahimovic, Gatti, Locatelli, Thuram, e Bremer) non prevede un’operazione e ha scelto la terapia conservativa per dare priorità alla carriera di Jannik. Dopo la finale di Wimbledon si era preso un periodo di vacanza ed è in quella fase che ha inziato ad accusare le conseguenze della sindrome della bandelletta ileo tibiale, una tendinopatia extra tibiale. E’ volato quindi a Lione per consultarsi con Sonnery-Cottet e il consiglio è stato il riposo totale, evidenziando l’incompatibilità del recupero con l’allenamento intensivo al quale è sottoposto un professionista come Sinner. Il 500 di Pechino sembrava l’ideale per il rientro in campo, ma il fastidio ha avuto una ricaduta e si è riacutizzato costringendolo alla rinuncia, nella capitale cinese e anche a Shangai. Il suo messaggio implica quindi che non lo vedremo al Six Kings Slam, a Vienna, Parigi Nanterre, alle Finals e alla Davis, e dovremo attendere il 2027 per riabbracciare l’abitudine delle giornate con Jannik.

Italy’s Jannik Sinner reacts during his men’s singles match against Argentina’s Juan Manuel Cerundolo on day 5 of the French Open tennis tournament on Court Philippe-Chatrier at the Roland-Garros Complex in Paris on May 28, 2026. (Photo by ALAIN JOCARD / AFP)

La stagione di Sinner. E Ora chi va al numero uno?

Nonostante tutto per Jannik Sinner il 2026 è stato un anno straordinario che ricorderà, e ricorderemo, a lungo. In Australia aveva su di se tutta la pressione di avere tra le mani l’occasione di una terza vittoria consecutiva per iniziare la stagione come le altre due, ma così non è stato perché sulla sua strada ha incrociato le racchette con un Novak Djokovic redivivo (ha appena vinto il 500 a Pechino) che è andato poi a perdere contro Alcaraz la finale del torneo nella città Giardino consegnando all’illusionista iberico il career grand slam. Come sempre dopo una caduta però Sinner ha trovato le contromisure per rialzarsi, ha saputo incassare una sconfitta inattesa ai quarti di Doha contro Mensik e si è quindi presentato sul cemento americano del Sunshine Double. Il suo ritorno è stato dirompente, nessuno era mai riuscito a infilare l’accoppiata Indian Wells-Miami senza perdere neanche un set prima di lui che ha eliminato tra gli altri nel corso di quel mese di marzo anche Zverev, Medvedev, Lehecka, Tiafoe, Michelsen, Tien, Fonseca. Tutte partite senza alcuna sbavatura, senza errori, una reazione senza eguali rispetto alle sconfitte dei primi mesi dell’anno, che gli ha garantito anche un rapido ritorno al numero uno del mondo concretizzatosi al termine del primo confronto con Carlitos Alcaraz della stagione. A Montecarlo Jannik ha vinto il suo primo grande torneo su terra rossa, era d’altronde uno degli obiettivi della stagione trovare competitività su questa superficie, quella che fino al 2026 risultava quella meno congeniale al suo stile di gioco. Invece nel principato elimina in serie Humbert, Machac, Auger Aliassime, Zverev e in finale si aggiudica la sfida con l’eterno rivale riconquistando a casa sua il primato mondiale. Non potevamo sapere che quello sarebbe stato il loro ultimo confronto della stagione: Carlitos è andato poi giocare a Barcellona e li ha accusato un problema al polso, di poco conto sembrava in un primo momento, si è poi concretizzato con cinque mesi di stop e due slam saltati. Quasi come una staffetta, quando l’iberico annunciava il suo rientro in campo a USOpen, a distanza di circa 24 ore Jannik comunicava al mondo la sua rinuncia anche a Flushing Meadows lasciando il mondo del tennis senza i suoi simboli contemporanei per tre quarti di stagione. Dopo Montecarlo la cavalcata dei Master 1000 si è fatta ininterrotta con Jannik che ha raggiunto anche Madrid e Roma, riportando il torneo degli internazionali nelle mani di un tennista italiano 50 anni dopo Adriano Panatta che gli ha consegnato personalmente la coppa sul centrale del Foro Italico e diventando anche l’unico insieme a Djokovic ad aver vinto tutti i Master 1000 del circuito. Panatta avrebbe voluto compiere lo stesso gesto anche al Roland Garros, dove senza Alcaraz era il principale favorito, sembrava inarrestabile senza interventi esterni, senza fattori ambientali o cataclismi climatici. Ma la cappa di calore che ha avvolto Parigi nei giorni del torneo ha portato a compimento uno sgambetto a Jannik che ricorderà a lungo nel racconto della sua carriera. Contro Juan Manuel Cerundolo, senza la heat policy, il malessere accusato dalla Volpe Rossa si è rivelato un avversario più arduo di Djokovic e Alcaraz con l’argentino che ha avuto la meglio lasciando tanta delusione a Jannik. Anche quest’anno non è stato quello giusto per vincere lo slam giocato sulla polvere di mattone, sullo Chatrier che nel 2025 gli tolse il titolo per un solo punto, per tre match point non convertiti. Intanto Alex Zverev in finale con Cobolli riusciva a superare la maledizione degli slam, vincendo il suo primo major, e a fine anno saranno due considerando anche lo US Open. Jannik ha scelto di non giocare ad Halle di calcare i verdi prati inglesi direttamente nel Centre Court e come nel 2025 ha finito lui per affacciarsi dalla finestra del campo Centrale con la coppa più ambita del circuito tra le mani. Quella è l’ultima immagine del Sinner tennista che avremo dal 2026, un capolavoro di storia sportiva per noi italiani che prima di lui non avevamo mai visto un azzurro vincere ai Championship. Adesso il primato passerà ad Alexander Zverev, è qualcosa di matematico considerando i risultati di Jannik dello scorso anno. Alcaraz e Shelton hanno oltre 4000 punti di distacco, il che significa che l’Adone Teutonico ha delle concrete possibilità di arrivare a festeggiare il numero uno di fine anno, in una stagione dimezzata dalle assenze prima di Carlos e poi di Jannik.