Tagli alla spesa corrente per 10 miliardi nel 2016, ma non solo. Per disinnescare le «clausole di salvaguardia» già iscritte in bilancio sotto forma di aumenti dell’Iva e delle accise, il governo punta a recuperare in tutto attorno ai 16-17 milardi, facendo leva su altri addendi. Si punta sulla partita della flessibilità europea connessa al percorso di attuazione delle riforme, ma anche sulla minore spesa per interessi propiziata dal calo dei tassi e dello spread, utilizzando se necessario anche un margine di maggior deficit rispetto al al target dell’1,8% programmato per il prossimo anno, contro il 2,6% atteso quest’anno. Se applicata integralmente la «clausola di flessibilità sulle riforme» potrebbe tradursi in un spazio di manovra di 7-8 miliardi. Il pareggio di bilancio, ora fissato al 2017, slitterebbe di conseguenza al 2018.
