C’è solo un unico grande fattore che lascia la malinconia in questa giornata storica, ennesima, per il tennis italiano. Ossia il fatto che in quel Royal Box del campo Ranieri III c’è un posto vuoto che fa sentire ancora di più la sua mancanza, quello riservato a Nicola Pietrangeli scomparso lo scorso 1 dicembre 2025. Era un’abitudine fissa al torneo del Principato come lo è stato al Foro Italico, lui che è uno dei 5 italiani (ricordiamo anche Balbi di Robecco nel 1922 e Giovanni Palmieri nel 1935) a trionfare in Costa Azzurra e ha dovuto attendere 51 anni prima di vedere Fognini come suo successo alzare il trofeo nel 2019. Non ha tuttavia fatto in tempo a vedere il quinto, Jannik Sinner il nuovo principe in Costa Azzurra che torna ad essere italiano dopo sette anni nel luogo in cui è iniziata l’era d’oro del nostro tennis. Una rivicinita personale nei confronti di questo campo dove l’ultima volta è stato beffato da un errore arbitrale a vantaggio del poi vincitore Stefanos Tsitsipas, una rivincita nei confronti di Alcaraz, parziale, (è solo la seconda volta dopo Umago 2022 che lo batte sulla polvere di mattone) nella sfida che deve preparare entrambi allo scontro più atteso, quello del Roland Garros. Il primo duello tra i nuovi Dioscuri del tennis contemporaneo veleggia sospinto dal vento monegasco verso l’Italia e come accadde a US Open consegna il primo posto nel ranking mondiale, questa volta a Sinner (a settembre fu Carlitos a superarlo vincendo la finale di New York). Per uno sport nazionale che piange ancora dolorante per l’eliminazione dai mondiali ce n’è un altro che festeggia e continua a farlo sia al livello individuale con la Volpe Rossa, sia di squadra con la Nazionale femminile in Billie Jean King Cup che a differenza di quella di Gattuso si è qualificata alla fase finale del mondiale del tennis; non male per gli atleti che l’ex presidente della FIGC ha definito “dilettanti”.

Montecarlo, il torneo di Sinner ancora numero uno
Il rischio che il primato possa durare poco è concreto, Carlos Alcaraz vincendo a Barcellona dove l’anno scorso perse in finale con Rune, potrà riprendersi lo scettro ma Jannik ci aveva avvisato che gli scambi al vertice saranno frequenti e repentini ed è proprio per questo motivo che non dava tanto peso al primo posto: “Non rincorro il numero uno, gioco questo torneo perché sono a casa, sennò giocherei anche settimana prossima”. Neanche Carlos si aspettava la presenza di Sinner nel Principato in realtà, ha destato qualche perplessità considerando le fatiche americane, anche se dalla dichiarazioni lo spagnolo aveva messo le mani avanti affermando che avrebbe perso il primato, un po’ gufo, un po previdente, alla fine così è stato. Nervosismo e tensione, non del tutto soddisfatto di se stesso perché alla fine la maggior pressione è sempre sulle spalle di chi è inseguito, di chi ha tutto da perdere, e infatti, come fece Sinner a Cincinnati dopo la vittoria con Diallo, lo abbiamo visto prenotare velocemente il Campo dei Principi dopo aver sconfitto in semifinale Vacherot, l’idolo di casa. Evidentemente c’era qualcosa che non andava, qualcosa che mancava nel suo gioco e che manca da alcuni mesi. D’altra parte Jannik sta affrontando questa fase vincente della sua stagione con una fermezza mentale e una serenità che abbiamo visto a pochi giocatori nella storia, ha cercato di affinare la tecnica sulla tera per questo motivo era iscritto anche al torneo di doppio con Bergs. Intanto i progressi sulla superficie dove prima di oggi aveva vinto solo il torneo di Umago 2022 si sono visti chiaramente: la mano ha trovato una nuova sensibilità nel dropshot di dritto, la palla corta ora è effettivamente una nuova arma pronta a ferire e potrebbe essere quella la chiava per il principale obiettivo dichiarato della stagione ossia la rivincita al Roland Garros, per cancellare quei tre match point falliti nel 2025, per completare anche lui il career grand slam. Prima ci saranno Madrid, che è l’unica finale 1000 che manca alla sua collezione, e Roma dove un italiano non vince dal 1976.
Per metà, considerando la vicinanza con il confine, è sempre stato un torneo italiano quello del Principato, e la scuola azzurra nella sua epoca d’oro non poteva lasciare agli altri il terreno rosso che i nostri tanto amano. Prima di Jannik si è tolto grandi soddisfazioni anche Matteo Berrettini che ha inflitto la peggior sconfitta della carriera a Daniil Medvedev, un 6-0 6-0 prima di perdere con il promettente Fonseca agli ottavi. Il brasiliano soprannominato Sinnerzinho è destinato a raccogliere l’eredità di Guga Kuerten che qui vinse due volte, ma per il momento il tennis parla ancora esclusivamente italiano e spagnolo: di cinque grandi tornei giocati nel 2026 Sinner e Alcaraz se li sono divisi senza lasciare nulla agli avversari, un dominio seppur meno evidente del 2025. Lo scorso anno di 8 tornei in cui erano presenti entrambi la finale è stata tra loro due in 6 occasioni, quest’anno siamo al quinto torneo con loro due ma solo al primo scontro diretto. E’ invece da Madrid 2024 che non si vede un vincitore diverso da loro due in un torneo nel quale sono iscritti entrambi, in quel caso vinse Rublev e loro si fermarono ai quarti. Stavolta per arrivare alla finale sono passati attraverso un percorso pressocchè identico nel Principato, ma opposto nella preparazione. Alcaraz ha avuto una settimana di tempo in più per prepararsi su questa superficie visto che il sunshine double è stato un incubo soprattutto per la sconfitta con Korda (che in passato lo aveva sconfitto anche al Country Club) che ha fatto da eco a quella con Goffin dello scorso anno, dopo la quale addirittura considerò il ritiro. Nel 2025 andò diversamente, si presentò poi in Costa Azzurra e vinse contro un italiano in finale (Musetti, eliminato stavolta da Vacherot all’esordio), ma lui il suo principale obiettivo lo ha già realizzato vincendo il career grand slam in Australia. Dal canto suo Sinner nel 2026 ha dato ancora una volta la dimostrazione della sua capacità di rimediare e riscattare le sconfitte, dopo il Roland Garros e Halle arrivò la vittoria a Wimbledon, dopo Us Open vinse Parigi e le Finals, e adesso incassate le sconfitte all’Australian Open e a Doha ha messo in fila il Sunshine Double senza perdere set (mai nessuno aveva dominato in tal modo) e anche il primo 1000 sulla terra della carriera. Prima della finale entrambi avevano giocato 5 ore e 59 minuti precisi, hanno finito il torneo con lo stesso tempo di gioco e in effetti il percorso è stato simile: esordio per Jannik con Humbert, francese contro cui è arrivato il primo bagel della stagione e la 22esima vittoria consecutiva contro giocatori mancini, vittoria facile per Alcaraz intanto su Baez. Agli ottavi entrambi tremano, Etcheverry dà sfogo a tutte le sue qualità su terra rossa, da battagliero argentino porta il campione in carica al terzo set per poi cadere 6-1 4-6 6-3, poco prima abbiamo sofferto noi italiani. Avevamo appena perso Berrettini eliminato da Fonseca e abbiamo visto un Sinner dolorante, che dopo aver ottenuto il 37esimo set consecutivo nei Masters 1000 si è trovato sotto 5-2 con il ceco (riemergono i fantasmi di Mensik) Tomas Machac. Jan ha dovuto ingerire una pasticca di “qualcosa” (così ha risposto alle domande di Vagnozzi) è tornato 5-5 e ha perso poi il tie break, il secondo in stagione su 10 giocati. Al terzo poi ha messo a segno 12 punti consecutivi andando ad infrangere le speranze di Machac che in ogni caso rimane il giocatore che è andato più vicino alla vittoria con Jannik negli ultimi due mesi. Ai quarti il bagel lo infligge Alcaraz a Bublik mentre Jan impartisce una lezione ad Auger Aliassime e in semifinale è tutto facile sia per Carlitos contro Vacherot che per la Volpe Rossa con Zverev, una partita in cui la continuità nel trovare la profondità di palla ha fatto la differenza. E poi la finale, ci arrivano con 1651 punti vinti a testa l’uno contro l’altro, con 26 trofei ciascuno, altri record, altro dominio per il nostro campione, adesso tornato numero uno al mondo. Nei giorni in cui Sabrina Carpenter diventa la Regina della Coachella Valley al festival musicale che si tiene sui territori già conquistati da Jannik, è lui a portare a compimento un personaleHouse Tour (come da titolo della canzone della pop star headliner al Coachella) nella sua Montecarlo.

Montecarlo, Campione Sinner: mancano solo due Masters 1000
Madrid e Roma, che la terra rossa sarebbe stata la superficie più complicata per Sinner lo sapevamo, ma ha ancora 24 anni e ormai il miglioramento sulla polvere di mattone è lampante. Mancano solo quei due titoli, e solo la Caja Magica per completare la collezione di finali dei tornei più prestigiosi del circuito. Era dal 2015 che un giocatore non arrivava in finale nei primi tre 1000 della stagione, ci è riuscito Sinner ad eguagliare Djokovic dopo 11 anni anche se in quel caso Nole li vinse tutti e aveva aggiunto anche l’Australian Open. Gli altri due a replicare però questo avvio di stagione si chiamano Nadal e Federer, non due ragazzi qualunque e sono sempre i big three gli unici che hanno realizzato quattro finali consecutive nei 1000 come Sinner che ha vinto anche Parigi Nanterre ex Bercy. 22 vittorie consecutive in questa categoria di tornei (il record sono le 31 di Nole), 4 titoli in sequenza tra il 2025 e il 2026 cosa che in passato è anch’essa riuscita solo a Djokovic tre volte e Nadal che è l’unico invece ad averlo fatto nella stessa stagione (Madrid-Roma-Montreal-Cincinnati). Come Murray e Rafa ad ora è a 7 Masters 1000 diversi e c’è solo un giocatore nella storia che è stato capace di vincerli tutti ed è proprio Novak Djokovic, ma i record sono fatti per essere battuti e ricordiamo che Sinner, ma anche Alcaraz ( a cui mancano il Canada, Shangai e Parigi) avranno a disposizione l’Arabia Saudita dal 2028 per andare in doppia cifra.
