Paura mai, è il titolo di una canzone che la generazione Ultimo canta a squarciagola in tutti gli stadi d’Italia e lo farà il prossimo 4 luglio 2026 nell’immensa area concerto di Tor Vergata dove recentemente è stato ospitato il giubileo dei Giovani 2025. Quel concerto si terrà in pieno mondiale di calcio, un grande punto interrogativo per noi italiani che dalla batosta con la Norvegia di inizio estate, ancora una scandinava, abbiamo rivisto emergere troppi fantasmi di un passato inglorioso e quindi quella sera in effetti c’era chi si confortava con altri sport, con il tennis di Jannik Sinner (giocava la semifinale con Djokovic in contemporanea). Anche adesso, in questa fine estate o inizio autunno speriamo di non doverci confortare per la Nazionale di calcio, ma l’attenzione questi giorni è rivolta ad un’altro orgoglio azzurro, la nazionale di volley femminile. E’ giunto il momento del mondiale, l’unico titolo che manca in questo periodo per completare il grande slam tra Europeo, Nations League, Olimpiade. L’unico titolo che manca anche alla trascinatrice Paola Egonu, al suo terzo mondiale dove è sempre arrivata sul podio, seconda nel 2018 e terza nel 2022, ma adesso da favorita vuole il titolo più importante che alla nazionale manca dal 2002, 23 anni fa con Marco Bonitta. Quindi nessuna ovviamente ha mai vinto il titolo giù ambito in un estate in cui confermarsi potrebbe essere ancor più difficile che vincere. Proprio per questo Julio Velasco ha imposto il divieto di nominare l’Olimpiade dominata a Parigi, mente libera e pensiero come semrpe partita dopo partita: non pensare a ciò che è accaduto ma pensare a ciò che sta per accadere. Come ha specificato le ragazze devono avere dei punti deboli, dei momenti di difficoltà perchè devono saper come uscirne e la reazione che hanno dato nella partita con il Belgio per il primo posto ne è una testimonianza. Tra l’Italia e la storia ci sono ora quattro partite da vincere, sarebbe un’impresa mettere insieme Nations League, Olimpiade e mondiale, ma adesso le ragazze di Velasco non si pongono limiti.

Slovacchia, Cuba, Belgio: girone di riscaldamento
Il vero mondiale inizia adesso e che il girone a Phuket sarebbe stata solamente ordinaria amministrazione lo potevamo immaginare anche se contro Britt Herbots e compagne un momento di tremore e di interrogativi si è concretizzato. Ma si tratta proprio di quei momenti che aiutano la squadra a crescere, a migliorarsi e a imparare come affrontare le difficoltà di una competizione come il mondiale che anche nel volley, così come accade nel calcio è stato colpito dalle manie di gigantismo e si è espanso alle attuali 32 squadre adottando lo stesso format che la FIFA utilizzava nel 2022. Una trasferta lunga e lontana, con tanti sbalzi di temperatura in un continente dal clima atipico, ed è proprio questo clima che ha portato allo spavento di Anna Danesi colpita da tachicardia durante la partita con il Belgio. Questa distanza e questo nuovo format hanno spinto Velasco alla scelta di passare il meno tempo possibile in Thailandia, restandoci per il maggior tempo possibile, non una contraddizione ma un tentativo psicologico e logistico per alleggerire le sue ragazze durante il torneo e lasciare concentrate solo sul campo e sulle partite. Le azzurre sono arrivate in Thailandia a ridosso dell’esordio, ogni giorno in più nel sud est asiatico si sarebbe rivelato superfluo per lo scopo finale che è la vittoria. Rispetto all’Olimpiade ci sono alcune convinzioni nuove, ma non uno stravolgimento di questa squadra magica: Benedetta Sartori e Yasmina Akrari oltre alla giovane Stella Nervini che nel 2024 ha vinto l’europeo under 22. Ha 21 anni e ne compirà 22 tre giorni dopo la finale del mondiale. Con la Slovacchia ci sono voluti solamente 63 minuti per un esordio vincente che a lei e anche a Sartori, Akrari e Omoruyi ha fatto assaggiare il gusto di vincere un partita in un mondiale. Era la trentesima vittoria consecutiva della nazionale italiana, poi è arrivata in 53 minuti contro Cuba anche la trentunesima e la trentaduesima con il Belgio, ma è proprio qua che si sono riscontrate le maggiori complicazioni. “Pensare di vincere semrpe 3-0 è da presuntuosi” ha affermato Velasco, “Dobbiamo solo vincere anche 32-30 al tie break non dobbiamo pensare neanche nel subconscio che possiamo trovare alcuna difficoltò ma essere sempre pronti a reagire come fatto nel quarto set”. Si, perché dopo aver perso il terzo da un vantaggio 16-13 (con un parziale incassaro di 7-1) le ragazze d’oro sono partite a sprint nel quarto, 7-2 con quattro muri punto e tre attacchi di Egonu (31 punti in totale) che hanno deciso il match. Ora ci sarà il trasferimento a Bangkok e la Germania di Giulio Bregoli uscito sconfitto dal derby italiano con la Polonia di Lavarini. Una nazionale con tante conoscenze del campionato italiano, quello con il livello più alto la mondo: da Lina Alsmaier, a Camilla Weitzel passando per Lena Stigrot e Monique Strubbe. Sabato a mezzogiorno con i favori del pronostico continua la strada per la storia.
Italia contro tutti: le altre favorite
Tutti gli occhi puntati su Paola Egonu che dopo aver stabilito il record di punti in nazionale nel 2018 e dopo aver fatto parlar di se per lo sfogo con il suo procuratore ad Apeldoorn 2022 adesso ha l’occasione per l’incoronazione da regina del volley con l’unico titolo che le manca. Le avversarie sono i volti noti anche se bisogna iniziare a parlare di un tramonto del dualismo con Tijana Boskovic, la bicampionessa mondiale che ora deve trascinare una nazionale serba in fase calante, qualificata per seconda nel girone in virtù della sconfitta con il Giappone e quindi opposta ai Paesi Bassi agli ottavi. E sono proprio le giapponesi le possibili sorprese del torneo. Mayu Ishikawa, sorella di Yuki (schiacciatore di Perugia) conosce il campionato italiano non solo per questioni di parentela ma perchè è in serie A ormai da due anni tra Firenze e Novara e ha portato insieme anche a Fukudome di Milano l’Italia al Tie break in Nations League. Da Scandicci arrivano altre minacce come il libero più forte al mondo dopo Mochi De Gennaro, Brenda Castillo e la punta di diamante degli USA Avery Skinner. Le vere rivali dell’Italia però sono il Brasile e la Turchia. Le verdeoro hanno l’altra grande giocatrice della pallavolo mondiale, forse l’unica in grado di eguagliare Egonu ossia Gabi Guimaraes che insieme ad Isabel Haak (eliminata con la Svezia ai gironi) ha trascinato Conegliano nell’ennesima stagione di trionfi. Tra Kisy, Tainara e Rosamaria il Brasile è l’avversario temibile che in semifinale potrebbe giocare un brutto scherzo a Velasco. E poi c’è Melissa Vargas, la miglior marcatrice delle scorse Olimpiadi, leader della Turchia di Daniele Santarelli campione d’Europa in carica. Intorno a lei ci sono anche Ebrar Karakurt, Hande Baladin e Zhera Gunes tra i centrali più forti del mondo. Il derby tra Mochi e suo marito potrà solo essere una finale, romanticismo da affrontare senza paura.
