Giorgetti, dall’Ucraina ai dazi: “L’Italia crea ponti”.

'Ruolo sostanziale, smussiamo angoli". Verso un'intesa Usa-Ue.

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Meloni e Giorgetti.

“L’Italia ha la capacità di smussare angoli e creare ponti”.

Dal G7 delle Finanze in Canada il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, rivendica il “ruolo sostanziale” che l’Italia sta svolgendo sulle delicate partite internazionali.

In Canada il nodo da sciogliere con gli Stati Uniti è stato sull’Ucraina: “Abbiamo avuto un ruolo importante per arrivare ad una sintesi con Scott Bessent”, il segretario al Tesoro americano, “con soddisfazione reciproca”.

Sul fronte dei dazi è dell’Europa la competenza per un accordo con gli Stati Uniti – dice con chiarezza il ministro, intervistato in collegamento al Festival dell’Economia di Trento organizzato da Gruppo 24 ore e Trentino Marketing – ma il nostro Paese si è ritagliato peso e spazi per “riuscire a creare le condizioni affinché si superino quelle che sono le condizioni negoziali iniziali che dovranno poi convergere” verso una intesa. E per l’Europa un accordo sui dazi potrebbe non essere lontano: “Faticosamente, mi risulta che le negoziazioni stanno avanzando”: se “una ritirata totale delle posizioni statunitensi mi sembra un po’ improbabile”, dice Giorgetti, “rispetto agli annunci di partenza credo che alla fine si troverà una soluzione ragionevole”. E “sarà molto difficile che l’accordo finale sia molto diverso da quello fatto con gli inglesi”, con dazi ridotti al 10%.
Al G7 finanze “sono giornate molto intense. Non si è partiti benissimo, con gli americani che hanno posto alcuni temi su cui ci sono state discussioni” ma “siamo riusciti a trovare delle formule di compromesso che ribadiscono la posizione comune sull’Ucraina” così come “uno spirito collaborativo” sul fronte dei dazi. Giorgetti lo dice spiegando che uno dei passaggi che hanno permesso “passi avanti con l’alleato americano”, sull’Ucraina, è stato quello di “richiamare una delle frasi di qualche settimana fa di Scott Bessent: nella fase di ricostruzione non potranno partecipare coloro che hanno finanziato o aiutato l’economia russa e la macchina di guerra russa”. Far convergere su questo “principio importante”, verso il via libera del comunicato finale, è “una vittoria dell’Italia che ha lavorato per una posizione comune”.
Giorgetti torna anche ad auspicare più reattività e flessibilità nell’agire dell’Europa invece di “pianificare a 5 o a 7 anni: la storia ci insegna che non è possibile”. Lo sottolinea ricordando le parole con cui, qualche mese fa, aveva già stigmatizzato i “piani quinquennali che ricordano quelli sovietici che non hanno mai funzionato”. Tra le partite aperte c’è anche quella della spesa per la Difesa europea: “L’errore concettuale è partire dai numeri per arrivare alle necessità”.
Per il ministro il “processo logico” va invertito: prima “decidere qual è il concetto di Difesa, cosa vogliamo difendere, quali sono i sistemi d’arma interoperabili che devono essere acquistati”, poi “qual è il livello di spesa che deve essere affrontato da ogni Paese”. 

Fonte: ansa.it