Egemonia Volley: Italia e De Giorgi Pentacampioni del mondo

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Sono cinque! Campioni del mondo per la quinta volta l’Italia di De Giorgi demiurgo di ogni trionfo, a distanza di pochi giorni dal successo della nazionale femminile di Julio Velasco ha imposto la sua legge anche nel mondiale maschile giocato anch’esso in Asia a Manila. Nella città dello storico incontro di Boxe tra Ali e Frazier a pungere come un’ape sono gli azzurri, anche se forse più che la puntura di un ape sembra quella di un calabrone, il morso di un ragno, di un serpente velenoso, insomma qualcosa che alle avversarie può fare ancora più male perché, eccezion fatta la partita contro il Belgio nel girone, tutte le rivali degli azzurri sono state schiantate e hanno incassato una batosta dalla quale faranno fatica a riprendersi. Non parliamo tanto della Bulgaria, l’ultimo ostacolo affrontato per la quale già solo arrivare in finale era considerato un successo. Pensiamo alla Polonia, ancora una volta costretta ad inchinarsi a noi come nel 2022 a Katowice a casa loro, distrutta, umiliata tre set a zero a poco più di un mese da quella vittoria in Nations League che non ci lasciava sensazioni positive in vista di questi mondiali. Due settimane di pensieri, di ragionamenti di furore agonistico e di grinta emotiva al termine delle quali gli azzurri succedono a loro stessi, riconfermandosi e cancellando quel quarto posto, passaggio a vuoto delle Olimpiadi di Parigi vinte dalla Francia eliminata addirittura nei gironi qui nelle Filippine. E’ solo la terza volta nella storia che un nazionale festeggia sia il titolo maschile che quello femminile, prima di noi solo l’URSS nel 1952 e 1960, il giurassico sportivamente parlando. Saremo bicampioni non solo per queste due settimane come avevamo pensato dopo la finale delle ragazze di Velasco ma lo saremo almeno fino al 2027, è evidente che siamo noi il paese guida simbolo contemporaneo di questo sport.

Team Italy celebrate after winning against Bulgaria during the 2025 Men’s Volleyball World Championship at the Mall of Asia Arena in Pasay City, Metro Manila on September 28, 2025. (Photo by SHERWIN VARDELEON / AFP)

Volley, i 5 mondiali sono tutti di De Giorgi

Nessuno nel mondo della pallavolo può contare cinque titolo mondiali, nessuno tranne Fefe De Giorgi che ai tre vinti in campo nel ruolo di vice palleggiatore della squadra di fenomeni guidata da Velasco e da Bebeto ha aggiunto anche questi due della rinascita italiana. In una finale dal forte valore simbolico, De Giorgi smentisce il suo cauto pessimismo “è difficile confermare l’eccellenza” e lo fa vincendo contro la Bulgaria, rivelazione di Chicco Belngini il suo predecessore sulla panchina dell’Italia, l’ultimo medagliato olimpico con la nazionale italiana maschile. C’era lui su quella panchina a Rio 2016 e c’era in campo Simone Giannelli MVP del mondiale 2022 e miglior palleggiatore quest’anno nelle Filippine. Viene da pensare che non gli è stato concesso il premio di milgior giocatore che invece è andato ad Alessandro Michieletto solo per la partita contro il Belgio del girone che aveva spaventato un po tutti. Paure che poi sono svanite quando ai quarti i fiamminghi sono crollati inesorabilmente, quando neanche più la prestazione di Ferre Reggers è bastata ad alimentare le speranze dei diavoli rossi.D’altronde nel mondiale in cui di 32 squadre 10 avevano un tecnico italiano non potevano che fronteggiarsi due azzurri della panchina anche in finale. Doveva essere un punto fermo Daniele Lavia e invece un infortunio alla vigilia del mondiale (una caduta durante la sessione pesi con schiacciamento della mano destra che gli ha causato fratture esposte alle falangi) ha relegato la sua presenza a Manila alla maglia che è stata portata sul podio finale dove è salita una nazionale dall’età media comunque molto bassa. Per sopperire alla sua assenza è stato promosso titolare Mattia Bottolo e chiamato in causa Francesco Sani, due scelte che poi si sono rivelate decisive proprio nel weekend conclusivo di questo mondiale.

Fefe De Giorgi

Non dimentichiamoci mai però che le premesse non erano delle migliori. L’Olimpiade è stata la seconda battuta d’arresto dopo la sconfitta contro la Polonia nel 2023 e la VNL era un indicatore chiaro sul ruolo che avrebbero ricoperto i polacchi nelle Filippine. Memore del ko con la Francia ai giochi olimpici in cui De Giorgi era stato accusato di poco coraggio, contro il Belgio ai gironi ha deciso di togliere Giannelli che non era in giornata per Sbertoli. Il fatto che abbiamo rimontato, ma che poi è comunque arrivata la sconfitta al tie break rischiava di affondare il morale dell’Italia. Il Belgio leggeva in anticipo le soluzioni degli azzurri, e il ct, guarda caso sempre italiano Zanini, aveva intuito che con Ferre Reggers spostato nel ruolo di opposto poteva dare un nuovo smalto alla sua squadra e infatti al primo posto del girone c’erano proprio i fiamminghi. Comunque è dal 74 che entriamo semrpe nelle prime sedici e non potevamo proprio ora fare la fine di Francia, Brasile e Giappone le eliminate di lusso ai gironi del mondiale. Anche nel 1998, quando c’era Bebeto dovevamo rimontare dopo aver perso con la Jugoslavia, dovevamo vincere con l’Olanda per andare in semifinale e mettere in bacheca il terzo titolo consecutivo. Quella era una squadra che sapeva soffrire più di tutte le altre, sapeva reagire e risorgere e infatti tutt’oggi si fa fatica a ricordare quel parziale di 4-9 per il Brasile in un set che terminava ai 15 punti. Bebeto quella partita la ribaltò cambiando il palleggiatore, chiamando in panchina Meoni e facendo alzare dalla panchina la sua riserva, Fefe De Giorgi. Una giornata negativa può capitare a tutti, come Meoni poi fu titolare nella finale mondiale anche Giannellli è tornato al suo posto dopo essere stato sostituito da Sbertoli ai gironi e da li non ha più sbagliato un colpo, un assist un attacco a sorpresa vincendo il confronto diretto con due colleghi di ruolo che ambivano al ruolo di miglior palleggiatore di questa edizione, Nikolov e De Cecco.

Mattia Bottolo

Volley, vincere sfavoriti: vendette servite

L’italia vince da sfavorita, come di solito accade nel calcio, come in qeusto mondiale di volley. Quell’ultimo pallone di Aznani, un giocatore che fino a poco prima del mondiale non era sicuro di ottenere l’idoeneità fisica per giocare, ha fatto saltare in piedi tutto il palazzetto, tutta l’Italia, tutti i tifosi in ogni parte del paese. Essere campioni che devono difendere il titolo mentalmente ti distrugge, è un peso dolce da portare ma che spesso può farti inciampare e crollare. Chi avrebbe pensato all’eliminazione della Francia di Andrea Giani bicampione olimpica? Quelle cadute illustri (anche Brasile e Giappone) ci hanno messo sull’attenti, ci hanno avvisato e da li non abbiamo sottovalutato nessun’avversaria. D’altronde lo si è visto sul campo, anche il 3-0 all’Argentina è un risultato bugiardo, giusto sicuramente ma forse troppo severo per l’albiceleste che meritava di vincere almeno un set. Forse è la partita con il Belgio dei quarti quella più semplice in cui loro hanno preso solo un muro in tutta la partita. In quell’occasione i meriti vanno anche a Roberto Russo che ha fatto tutta la stagione a casa per l’infortunio all’ernia del disco e che ha ripagato la fiducia cieca di De Giorgi. Con la Polonia c’era qualcuno che vociferava di una finale anticipata. Sappiamo benissimo che nello sport questo tipo di congetture sono abolite e servono solo a riempire i social di commenti e visualizzazioni. Prima contro seconda del ranking, campioni del mondo contro campioni d’Europa, ci si aspettava spettacolo si è visto un dominio dei ragazzi di Michieletto che ha vinto lo scontro con Leon per il premio del miglior schiacciatole al mondo. Il cubano naturalizzato polacco per matrimonio non giocava un mondiale da 15 anni, dalla partita del palaeur persa in finale quando era ancora cubano. Mancavano Kaczmarek e Kurek, ma si trattava comunque di una squadra temibile. De Giorgi era arrivato nelle filippine pronto per essere spazzato via e invece il bilancio finale è estremamente positivo; mai fuori dai primi quattro posti, due mondiali, un argento europeo e un legno alle Olimpiadi, con la Bulgaria trascinata dalla fratellanza Nikolov le insidie erano dietro l’angolo.

Alessandro Michieletto

Chi pensava che sarebbe stato impossibile sostituire Lavia si dovrà richiedere. Mattia Bottolo è stato il miglior giocatore della finale contro la Bulgaria che solo un’altra volta era arrivata così avanti, era il 1970. Porporio Mattia si è caricato sulle spalle il primo set, doveva essere il terzo schiacciatore e invece senza Lavia è diventato lui il titolare. Il primo break decisivo della partita è suo come lo è l’ultimo perché anche nel quarto parziale andiamo in vantaggio da 4-3 a 9-3 quando al servizio c’è lo schiacciatore di Civitanova. Che farà coppia con Aleksandar Nikolov, la rivelazione in grado di assestare 31 punti contro la Repubblica Ceca in semifinale e di vincere un set nella finale dei mondiali. Quel che resterà di questa partita sono certamente anche i cinque ace consecutivi di Yuri Romanò nel secondo set. Semplicemente ci siamo dimostrati superiori, un gruppo speciale composto di campioni che hanno mantenuto altissimo il nome dell’Italia nella Pallavolo nel settembre 2025 che ci ha portato medaglie e titoli anche da atletica, ciclismo, canottaggio e anche nel tennis, l’unico altro sport insieme alla scherma in cui ci è riuscita l’accoppiata del doppio mondiale maschile e femminile nello stesso anno, nel 2024. Due sport profondamente diversi, con radici linguistiche comuni (set, break, ace), ma fondamentali dissonanti: nel volley chi è al servizio ha più probabilità di perderlo il punto. Il tennis è uno sport individuale che una volta l’anno si riunisce per essere squadra in occasione della Davis e della BJK cup, la pallavolo è uno sport di squadra per antonomasia. Arriviamo da campioni e ce ne andiamo da campioni, ora i fatti parlano chiaro, come direbbero gli Who non c’è bisogno di lottare per dimostrare di aver ragione: l’Italia è il paese guida del volley mondiale.