In un contesto globale segnato da conflitti armati, crisi migratorie, disuguaglianze economiche e una crescente solitudine urbana, la Chiesa Cattolica affronta la sfida di aggiornare il proprio impegno sociale e spirituale.
Con questa premessa si è tenuto martedi’ 13 ottobre presso l’Hotel NH Giustiniani, l’incontro intitolato “Da Francesco a Leone XIV: la riEvoluzione delle opere di misericordia in tempi di Humanitas Magnifica”. La giornata ha riunito ambasciatori dell’America Latina, giornalisti e membri di organizzazioni cattoliche dedicate alla comunicazione, alla missione e all’azione sociale.
Questo spazio di analisi e dibattito, che ha visto la rilevante partecipazione di Fra Agustín Hernández, professore ed ex Rettore Magnifico della Pontificia Università Antonianum, è stato organizzato da Mediatrends América in collaborazione con Spazios + Spadoni.
Il colloquio è nato da un interrogativo centrale per il presente ecclesiale: che cosa significa oggi incarnare e testimoniare le opere di misericordia? La transizione dal pontificato di papa Francesco a quello di papa Leone XIV offre l’opportunità di esaminare la continuità e le nuove sfumature della missione pastorale, riscoprendo nella virtù della misericordia una forza dinamica che non è soltanto un postulato teorico, bensì un motore di azione e di integrazione comunitaria.
Il rettore Hernández ha spiegato il significato del termine misericordia — una virtù dinamica — partendo dalla Bibbia, con Geremia, il Kyrie Eleison, Giona e la sua contrarietà verso Ninive, fino alla parabola del figlio prodigo. Ha inoltre approfondito l’enciclica Magnifica Humanitas, in cui papa Leone denuncia i sistemi automatizzati privi di misericordia e compassione, gli algoritmi che decidono chi includere e chi escludere, così come lo scarto dei più deboli.
Nel corso degli interventi è stato sottolineato come la transizione dottrinale e pastorale tra Francesco e Leone XIV offra chiavi di lettura fondamentali per riconsiderare la presenza della Chiesa nella sfera pubblica. In quest’ottica, le opere di misericordia si sono delineate come il canale idoneo per gettare ponti verso la società civile e le istituzioni multilaterali.
L’incontro si è concluso con una sessione di domande e risposte, evidenziando la necessità di proseguire il lavoro per trasformare i principi di solidarietà e misericordia in risposte concrete di fronte alle sfide del XXI secolo.”

