Il confronto di questi giorni sulla candidatura di Bari a Capitale europea del Commercio 2027 è una occasione per affrontare una serie di temi relativi al commercio urbano, alla desertificazione commerciale, al ruolo socio/economico delle imprese di prossimità.
‘Il valore di questa candidatura – spiega Raffaella Altamura, presidente Confesercenti Bari – non può essere limitato ad una semplice operazione simbolica o promozionale, ma deve rappresentare il punto di partenza per costruire una politica urbana stabile sul commercio capace di mettere al centro le imprese di vicinato, i quartieri e la qualità della vita urbana’.
Bari – da tempo – vive una trasformazione molto profonda e ‘non possiamo limitarci ad osservare il fenomeno soltanto attraverso il numero delle aperture o delle chiusure. Il tema vero riguarda il modello urbano che vogliamo costruire e quale ruolo intendiamo riconoscere alle attività di prossimità all’interno delle nostre Comunità’, aggiunge Altamura.
I dati degli ultimi anni raccontano una realtà complessa. Bari continua ad essere una città dinamica e attrattiva, ma al contempo vive una progressiva riduzione della rete commerciale tradizionale gravata dall’aumento dei costi, dalla pressione immobiliare, dai cambiamenti nei consumi e dalla concorrenza delle grandi piattaforme digitali.
‘Il commercio – continua – non è soltanto economia. È presidio e relazione sociale, sicurezza urbana, identità dei quartieri. Quando una strada perde negozi perde vitalità, presenza e capacità di generare Comunità’.
Per tutte queste ragioni, Confesercenti Bari guarda con interesse alla candidatura europea avviata dal Comune di Bari, anche perché nel dossier emerge una visione che riconosce il commercio come infrastruttura della Città e leva di rigenerazione urbana.
‘L’impostazione del dossier aiuta a superare una lettura marginale del commercio. I tempi sono maturi per tradurre – tale visione – in misure concrete e continuative. Bari ha bisogno di politiche urbane integrate che mettano insieme commercio, mobilità, turismo, servizi, sicurezza e qualità dello spazio pubblico’.
Secondo Confesercenti è necessario sostenere la permanenza delle attività di vicinato, incentivare la riapertura delle saracinesche chiuse, accompagnare le imprese storiche, sostenere le realtà innovative che oggi stanno creando modelli ibridi tra commercio, servizi, cultura e socialità. Tale scenario è in linea con il lavoro che Confesercenti nazionale sta portando avanti sul piano legislativo con la proposta di legge d’iniziativa popolare relativa alle ‘Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità’.
La proposta di legge introduce il tema delle ‘Zone Economiche Speciali di Prossimità’ per le quali si prevedono strumenti fiscali, semplificazioni amministrative e sostegno economico per i territori colpiti da rarefazione commerciale e perdita di servizi urbani.
‘Per la prima volta – conclude Raffaella Altamura – il commercio di prossimità viene affrontato come una vera questione urbana nazionale, essenziale per la qualità della vita delle Città. È questa la direzione che Bari – coraggiosamente – deve intraprendere se vuole trasformare la candidatura in una opportunità reale di sviluppo e rigenerazione urbana’.
Confesercenti Bari continuerà a sostenere questo percorso con spirito costruttivo, proponendo soluzioni e favorendo un confronto serio sul futuro socio/economico della Città.

