Sanremo al Colle, Mattarella: ‘La musica pop patrimonio italiano’.

Carlo Conti: 'Grande emozione'. Laura Pausini: 'Commossa dal presidente'. E si canta Azzurro

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontra i partecipanti della 76° edizione del Festival di Sanremo al Quirinale. ANSA/Francesco Ammendola - Uff stampa Quirinale

Carlo Conti, smagliante nell’abito blu, ha fatto un cenno di saluto a cronisti e fotografi prima di entrare.

Alla spicciolata, sono arrivati i Big in gara: quasi tutti hanno tirato fuori dall’armadio il cappotto scuro, J-Ax ha sfoderato il cappello da cowboy e i pantaloni con le frange, Dargen D’Amico gli occhiali fuxia, Samurai Jay spiccava con i suoi dreadlock color platino, Sayf li ha raccolti in una coda, le Bambole di Pezza non hanno rinunciato a shorts e anfibi, Ditonellapiaga al completo blu in minigonna della nonna. Ecco Laura Pausini, elegante in cipria, Mara Sattei stilosa in nero con la borsetta lurex, Elettra Lamborghini entusiasta in total white. L’occasione è stata storica: per la prima volta le porte del Quirinale si sono aperte per i protagonisti del Festival di Sanremo, il direttore artistico Conti, la co-conduttrice Pausini, gli artisti che dal 24 febbraio saliranno sul palco dell’Ariston: mancava solo Patty Pravo, trattenuta a casa da una leggera influenza. Con loro, a rappresentare la Rai, l’amministratore delegato Giampaolo Rossi.

Appena l’altro ieri a festeggiare i trionfi azzurri alle Olimpiadi di Milano Cortina, ieri Mattarella, da sempre capace di intercettare le passioni degli italiani, ha accolto il cast dell’evento televisivo per eccellenza: per loro ha avuto un augurio speciale, lui che nel 2023 è stato anche il primo presidente della Repubblica a Sanremo, con la figlia Laura, per l’omaggio ai 75 anni della Costituzione affidato a Roberto Benigni. Il capo dello Stato ha citato la prima edizione del festival, nel 1951, quando aveva dieci anni e ascoltò “la voce inconfondibile di Nunzio Filogamo” che “si diffondeva soltanto attraverso la radio”: da allora Sanremo ha mantenuto la sua capacità “costante” di coinvolgere il pubblico “grazie alla Rai”, ha sottolineato. “Per quello che so, mediamente, vi sono oltre venti milioni di italiani che seguono il festival, sera per sera”, ha sorriso il presidente. Un dato che “sottolinea come la musica leggera, la musica pop, facciano parte del patrimonio culturale italiano”. E l’attività discografica, ha detto ancora, “rappresenta un ambito significativo, di rilievo, dell’economia del nostro paese”. Prima dell'”in bocca al lupo collettivo, in modo assolutamente imparziale” rivolto da Mattarella agli artisti, c’è stato spazio anche per un coro sulle note di Azzurro, la hit di Paolo Conte portata al successo da Adriano Celentano. Il presidente ha ringraziato e concluso con una battuta autoironica: “Ricordavo le parole, ma non mi sono associato perché sin dall’asilo mi hanno insegnato a cantare senza emettere suoni per non turbare il coro degli altri”. E ha ricevuto in dono lo spartito della prima canzone vincitrice al festival, Grazie dei Fiori di Nilla Pizzi. “È stato bellissimo, molto emozionante, io che non mi emoziono mai mi sono emozionato”,ha commentato Conti a caldo lasciando dopo un’oretta il palazzo del Quirinale.

“Il presidente è stato meraviglioso e ha detto cose straordinarie sulla musica. Mi hanno colpito le sue parole sempre attente, precise, puntuali. Ho fatto l’esempio che Sanremo è come le Olimpiadi della musica”, ha aggiunto il direttore artistico. “Mattarella un presidente pop? Sì, molto pop”, ha chiosato con un sorriso. Pausini era “commossa: la cosa più bella è stata quando Mattarella ci ha detto che la musica popolare è una parte importante della cultura del nostro Paese. In 33 anni raramente ho visto le istituzioni esporsi in questo modo. Spesso veniamo definiti giullari, la musica è anche divertimento, ma facciamo questo lavoro sinceramente, cercando di dare qualità, con la consapevolezza di rappresentare l’Italia”, ha rivendicato l’artista.

Che per questo ha ringraziato “a nome di tutti” il capo dello Stato, aggiungendo poi: “Noi facciamo musica, non facciamo guerra”. Mentre la Fimi ha ringraziato Mattarella per il riconoscimento del ruolo della discografia, i cantanti sono sfilati via, condividendo emozione e incredulità. A testimoniare la giornata storica, che finirà negli annali del festival, la photo opportunity ufficiale di gruppo con Mattarella che Conti ha postato subito su Instagram, i video chiassosi del backstage, i selfie nel cortile del Quirinale tra sorrisi e segni di vittoria.

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