Australian Open, il vero sottosopra: Sinner Paolini ritorno a Melbourne

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Sinner, Simone Tribuiani

Discendiamo nel vero Sottospra, non quello raccontato dai Duffer Brothers in Strangers Things neanche quello (l’Upside Down) cantato da Diana Ross. Torniamo in Australia, non è il mondo spaventoso popolato da demogorgoni e demoniaci ragni giganti comandati da un sanguinario mostro assassino, anche se alcuni avranno sempre qualcosa da ridere sulla fauna spesso velenosa e quella si, realmente spaventosa, che popola l’isola continente tra scorpioni, squali, ragni, serpenti e meduse killer. Il tennis ricomincia, anzi è ricominciato dal Down Under che negli ultimi anni ci ha lasciato parecchie immagini trionfali per le nostre racchette partendo dal 2019, da quando Lorenzo Musetti ha vinto il torneo di singolare maschile juniores fino a quando Jannik Sinner si è steso a terra nell’esultanza simmetrica dopo aver vinto il suo Slam, dopo una rimonta da antologia contro Daniil Medvedev. Fu una scena che evocava la perfezione che invocava l’arte e arte è diventata grazie a Simone Tribuiani che ha dipinto alcuni degli screenshot più rappresentativi del momento d’oro del tennis su materiali di scarto e pezzi legno raccolti dall’attività portuale di Cesenatico. Per aggiungere nuove diapositive e scrivere nuove pagine alla storia Jannik si è concentrato durante la preparazione invernale (saltando anche la Davis) sull’aggressività della diagonale di rovescio e ha cercato di migliorare ancora quelle percentuali al servizio che sono state la sua croce nella finale dell’ultimo Slam giocato e perso, a New York contro Alcaraz. All’orizzonte per lui ci sarà un’altra sfida con il murciano che intanto ha cambiato allenatore, anzi ha interrotto a causa di diverse divergenze la sua collaborazione con Ferrero e ora si sta guardando intorno dal punto di vista della panchina anche se è già chiamato all’appuntamento al quale tiene di più. Non ha mai avuto fortuna nella città giardino, non ha mai raggiunto le semifinali e infatti è l’unico pezzo che gli manca per realizzare il career grand Slam: Mikel Ymer nel 2021, Matteo Berrettini nel 2022, poi Zverev e Djokovic gli hanno sempre sbarrato la strada troppo presto. A cercare di togliergli il privilegio di essere il primo della nuova era del tennis a mettere in bacheca tutti e quattro gli Slam ci deve provare proprio Sinner che da parte sua cercherà di realizzare un tris che sarebbe unico nella storia del tennis italiano imitando l’impresa di vincere tre Australian Open di fila riuscita in passato solo a Novak Djokovic, Roy Emerson e Jack Crawford. Proverà a rovinargli la festa anche Lorenzo Musetti che come detto ha aperto la storia dei vincitori italiani in Australia in questa era d’oro, anche se non possiamo dimenticare neanche la vittoria di Simone Bolelli e Fabio Fognini nel 2015 in doppio. L’artista approccia la nuova stagione con Josè Perlas ad affiancare Tartarini nello staff e con la consapevolezza di dover difendere pochi punti nei primi mesi di stagione, una condizione che gli garantisce i diritto anche di pensare ad una terza posizione nel ranking considerando che Zverev e Djokvoic rispettivamente difendono la finale e la semifinale in questa edizione. E’ simile la posizione nella quale si trova Jasmine Paolini, eliminata da Elina Svitolina al terzo turno del torneo nel 2025 e ora forte della seconda qualificazione consecutiva alle Finals può approcciare l’Happy Slam con l’obiettivo concreto di raggiungere almeno i quarti di finale e poi sperare nell’impresa.

Jannik Sinner, Australian Open

Australian Open 2026, il tabellone di Jasmine Paolini

Arriva sempre il momento in cui la magia sembra spengersi, nel 2025 a gennaio Jasmine Paolini arrivava in Australia reduce dalle finali slam del 2024 e dall’oro olimpico di Parigi, oltre anche dalla partecipazione alla WTA Finals. La sconfitta però al terzo turno con Elina Svitolina che poi ha avuto una replica anche al Roland Garros del 2025, sembrava aver interrotto il momento d’oro di Jasmine e aveva tutta l’aria di un ritorno alla realtà, alla normalità -perché a volte ci dimentichiamo dell’eccezionalità del momento che stiamo vivendo nel tennis maschile e femminile italiano-. Ma vecchio detto del famoso fumettista Charles M. Schulz la mente che ha creato i Peanuts, recita “Non preoccuparti se il mondo finirà oggi. E’ già domani in Australia” e infatti Jasmine si è trovata di nuovo protagonista di una grande stagione che l’ha portata alle Finlas con la vittoria degli internazionali di Roma e della seconda BJK cup consecutiva. In Australia si presenta come la testa di serie numero sette, ha già liquidato Aliaksandra Sasnovich e al secondo turno troverà la polacca Frech, ma soprattutto all’orizzonte ci sono tutte avversarie alla sua portata anche in virtù delle eliminazioni di Alexandrova e Kostyuk. Il terzo turno la vedrà verosimilmente con Iva Jovic, giovane promessa USA sconfitta in finale a Hobart da Elisabetta cocciaretto, la prima italiana della stagione ad aggiudicarsi un torneo di singolare. I quarti sono quelli che appaiono proibitivi contro Sabalenka, la finalista del 2025 che ha perso contro Keys che anche quest’anno sarà dalla parte opposta di tabellone insieme a Pegula, Anisimova (un quarto a forte presenza americana) ma anche nella semifinale di Iga Swiatek o di Elena Rybakina. Per dovere di cronaca accenniamo anche alla presenza di Mirra Andreeva e di Coco Gauff nel secondo quarto di tabellone dal quale uscirà l’avversaria in semifinale di Sabalenka (o magari di Jasmine).

Jasmine Paolini

Australian Open 2026, il tabellone si Sinner e Musetti

Djokovic, Emerson, Crawford; non Federer, non Nadal ne Borg, McEnroe Sampras, basta questo dato statistico per rendere l’idea dell’impresa che potrebbe realizzare Jannik Sinner vincendo come i suoi tre predecessori il torneo per la terza volta consecutiva. La rincorsa al numero uno del mondo riparte proprio dal Down Under, dalla città giardino dove difende 2000 punti e non potrà guadagnarne ulteriori e quindi si troverà in ogni caso a perdere punti da Alcaraz, o meglio a vedere il distacco dilatarsi anche in caso di successo qualora il murciano dovesse raggiungere le semifinali o la finale. Tra sorrisi e un importante ritocco al conto in banca i due dioscuri del tennis contemporaneo si sono già affrontati in questa stagione nell’esibizione dal cachet di 2 milioni di dollari a Seoul e ne è uscito vincitore Alcaraz anche se i ritmi erano giustamente rallentati per non correre rischi. Quando leggerete quest’articolo probabilmente la partita tra Jannik e Ugo Gaston di primo turno sarà già conclusa, ma il focus dell’ex numero uno non può essere sul francese appena incontrato ma deve per forza di cose guardare ad un orizzonte che non sembra neanche troppo lontano. Infatti dopo il lsecodo turno con Prizmic o Duckworth Jan dovrebbe affrontare Joao Fonseca in uno scontro generazionale, fa strano dirlo conisderando che la volpe rossa ha appena 24 anni e la sua carriera è ancora in una fase iniziale, ma il brasiliano ha già ricevuto l’etichetta di erede di Jannik e si sa che i brasiliani non si tirano mai indietro quando si tratta di lasciarsi trasportare dall’euforia sportiva. Ecco che il carioca di 19 anni si è già fatto conoscere come Sinnerzinho ossia “piccolo Sinner” ma attenzione con certi paragoni nel tennis, ricordiamo tutti cosa accadde ad un bulgaro che venne caricato del titolo di Baby Fed. Gli ottavi di finale lo vedranno verosimilmente con Khachanov, un altro mancato talento, più difficile immaginare Darderi su questa superficie a quel punto del torneo. I quarti saranno un questione con Shelton o Ruud anche se il norvegese ha manifestato la sua intenzione di abbandonare il torneo qualora la compagna dovesse entrare in travaglio prima della conclusione del suo Australian Open per non perdersi la nascita del primo figlio. Altra alternativa ai quarti è Shapovalov. Dalla parte opposta troviamo invece Carlos Alcaraz che come è normale ormai potrà affrontare Sinner solo in finale ma per lui il sorteggio è stato meno generoso. Davidovich Fokina agli ottavi e uno tra Bublik o De Minaur ai quarti sono avversari che sul greenset della città giardino potrebbero dargli qualche fastidio imprevisto per non parlare della semifinale con Medvedev o Zverev. Abbiamo lasciato per ultima l’analisi dell’altro semifinalista che potrebbe trovare Sinner perchè entriamo nella zona di tabellone di Lorenzo Musetti: l’artista carrarino ha di fronte a se un’interessante confronto tra rovesci monomani con Tsitsipas al terzo turno ed eventualmente una partita con Fritz ai quarti anche se l’americano non è nella miglior condizione della carriera. Intriganti i quarti di finale dove potrebbe trovare Novak Djokovic o il giovane Mensik. Bentornato tennis, non vediamo l’ora di aggiungere una nuova immagine alla collezione di capolavori delle racchette italiane.