Si potrebbe tornare indietro al 28 e al 29 luglio del 2024 per vivere in quello stesso luogo delle emozioni simili a quelle di oggi. L’Italia vince e lo fa di nuovo alla Defense Arena di Parigi, stavolta però non parliamo di un’Olimpiade ma di un semplice Master 1000 del tennis, qualcosa di più ordinario e ricorrente (anche se era la prima volta che il torneo si giocava qui in questa sede) che lascerà tuttavia un’impronta nella carriera di jannik Sinner perché ha vinto il torneo che gli mancava e ha ripreso la prima posizione della classifica mondiale. Avrà adesso sicuramente un motivo per voler bene a questo torneo dalla coppa particolare, un alberello che ricorda il tabellone tennistico con tanto di nomi dei giocatori incisi e che è stato realizzato da Lucio Fanti, un artista italiano. Prima di Jan solamente Corrado Barazzutti tra gli italiani, era il 1977, era entrato nell’albo d’oro del secondo torneo per importanza di Parigi, Panatta si fermò in finale nel 1980 contro Brian Gottfried. Jannik come detto adesso inizierà a voler bene a questo torneo con cui il rapporto non era stato dei più idilliaci visto il 3 novembre del 2021 quando proprio qui perse il primo match ATP contro Alcaraz e vide sfumare la sua occasione di andare alle Finals da titolare (partecipò poi come Riserva per il ritiro di Berrettini). La vittoria di Parigi gli permette di arrivare a 26 vittorie consecutive sui campi indoor, sempre inseguendo le 47 di McEnroe, c’era da aspettarsela una stagione così in quella che di fatto è la sua superficie preferita certo, ma neanche lui aveva creduto alla possibilità di tornare numero uno a fine anno, cosa che ora è diventata concreta vista l’eliminazione di Alcaraz contro Cameron Norrie. Adesso è Carlitos che non sopporta questo campo, anzi in realtà ha sempre sofferto i campi indoor avendo giocato solo 11 tornei in carriera su questo tipo di superficie contro i 29 di Jannik, ma nel 2025 Parigi ha profondamente cambiato le sue caratteristiche che sembravano a primo impatto congeniali al tennis di Alcaraz. La superficie è diventata lentissima “Peggio di Montecarlo” ha affermato l’ex nonché prossimo numero uno al mondo. E in effetti seguendo il Court Pace Index che segnala le variazioni di anno in anno della velocità dei campi il torneo è passato da uno score di 46.6 a 35.1 punti. Per rendere l’idea, altri Master 1000 sul cemento (Outdoor) come Cincinnati, Toronto e Miami sono intorno ai 40 punti mentre Shangai è a 36.8. Stando alle dichiarazioni, questo cambiamento ha spaventato anche Sinner che ha evidenziato le difficoltà riscontrate nel muoversi su questo campo e anche l’elevato rischio di scivolare, ma da quel che abbiamo visto durante le partite il cambiamento non ha fatto minimamente paura all’attuale numero uno al mondo.

Sinner Numero 1, come mantenere la posizione dopo le Finals
Nove finali su undici tornei in stagione, nell’anno della squalifica per Clostebol, questo dovrebbe bastare per descrivere un’altra fantastica stagione di Jannik Sinner. Ancora una volta è il modo con il quale vince i tornei a sorprendere, non ha perso neanche un set, ha annichilito Alexzander Zverev in semifinale rifilandogli anche un bagel (E’ il decimo 6-0 della sua stagione, come Djokovic nel 2015) che lo aveva messo in difficoltà a Vienna, ma ha anche annullato Ben Shelton un altro avversario che potrebbe ritrovarsi contro alle Finals. In finale contro Auger Aliassime c’è stato un apparente equilibrio anche se il risultato non è mai stato in discussione considerando che il canadese perde il servizio fin dal primo game della partita e non arriva mai a palla break perdendo poi le speranze al tie break conclusivo. Jannik è tornato al numero uno del mondo proprio con questa vittoria, il 23esimo torneo della carriera e quinto masters 1000 dopo Cincinnati, Shangai, Miami e Toronto per il grande slam della carriera di questa categoria di tornei siamo a metà dell’opera se consideriamo che dal 2028 in Arabia Saudita ci sarà un decimo Masters 1000. Alcaraz per perdere il primo posto doveva uscire ai quarti, ha perso all’esordio interrompendo la striscia di finali che era ininterrotta da aprile. “E’ quasi impossibile che io finisca l’anno al numero 1, adesso è improntata gestire bene i tornei che restano e che sono importantissimi e poi prepari al top la prossima stagione a cominciare dall’Australia”, così parlò Jannik prima di Parigi, una trasformazione che quindi ha lasciato sorpreso anche lui perché quel miraggio della prima posizione a fine 2025 si sta concretizzando sempre di più in un traguardo realizzabile, per quanto Jan continui ad affermare che lui non pensa alla classifica. “Considerando quello che è successo questo è un risultato incredibile” ha dichiarato a fine torneo. La Volpe Rossa aveva perso il posto a USOpen, in quella finale a senso unico per Alcaraz in cui sono state evidenziate le lacune al servizio di Jan ha lavorato proprio su questo fondamentale nel pieno spirito del “Non perdo mai, o vinco o imparo” teorizzato da Nelson Mandela. A Vienna la percentuale di prime è arrivata al 65% con un picco al 68% nella finale dove sembrava quasi aver accusato un fastidio alla coscia che non si è mai ripresentato nella settimana della Ville Lumiere. Qui la percentuale media di prime è del 70% con il picco al 75% contro chi del servizio è un esperto, Ben Shelton. Con queste statistiche è legittimo pensare di ricevere a Torino quel premio che spetta a chi a fine anno è numero uno del mondo, intanto il posto lo ha ripreso 55 giorni dopo la finale di New York. Rimane molto difficile perchè innanzitutto dovrebbe vincere di nuovo il torneo da imbattuto e poi c’è da guardare la prestazione di Alcaraz che non dovrebbe vincere più di due partite.
Sinner numero 1, Musetti ha il destino nelle sue mani
Sinner vince e fa felice tutta Italia, ma se c’è qualcuno che potrebbe essere stato il suo fan numero uno alla finale di Parigi quello è Lorenzo Musetti. Il carrarino ha il destino nelle sue mani adesso, perché la sconfitta in finale di Felix Auger-Aliassime lascia aperta la strada per la qualificazione alle Finals. “Spero che Lorenzo arrivi a Torino, sarebbe bellissimo per l’italia: due in singolare e una coppia in doppio” questo l’incoraggiamento di Jannik che intanto è diventato il primo italiano a fare almeno quarti di finale in tutti master 1000. Se avesse vinto il canadese la corsa sarebbe chiusa invece, non solo ha finto per soccombere come la maggior parte dei giocatori contro Jan, ma ha anche annunciato di non poter partecipare all’ATP di Metz che poteva dargli i punti per andare alle Finals senza guardare i risultati di Musetti. D’altronde prima dell’ultimo atto a Nanterre era rimasto in campo il doppio di Sinner e non è neanche stata una sconfitta rapida. Il suo fisco è evidentemente arrivato sfiancato a fine stagione, la rimonta è stata encomiabile, 650 punti di svantaggio a inizio ottobre e ora invece è davanti a Muso che per andare a Torino da titolare dovrà vincere ad Atene senza troppi calcoli. Nel torneo della capitale della Grecia ci sarà Djokovic che tuttavia ancora non ha sciolto le riserve in vista della sua partecipazione a Torino e una sua rinuncia qualificherebbe sia Lorenzo che Felix. Potrebbe essere il momento perfetto per Muretti per tornare a vincere un torneo dopo Napoli nel 2022, e sarebbe un peccato sprecare il favore che gli ha fatto Sinner battendo Aliassime, o come direbbero i Beatles: “With a Little help from my Friends”.
