A Sharm è stata firmata la pace. ‘Al via la fase 2 per Gaza’. Trump: ‘E’ un nuovo inizio per la regione’.

Spunta un ruolo per Hamas. Il presidente Usa: 'Un giorno incredibile per il Medio Oriente, ci sono voluti tre mila anni per arrivare fin qui. I primi passi i più difficili, ora pace durevole'. A novembre un vertice al Cairo sulla ricostruzione.

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Donald Trump e Abdel Fattah al-Sisi (Photo by SAUL LOEB / AFP)

La fase 2 dell’accordo per Gaza è iniziata.

Donald Trump lo ha ufficializzato al summit di Sharm el-Sheikh dove sotto la regia di Usa ed Egitto una trentina di leader, soprattutto di Paesi arabi ed europei, hanno preso l’impegno di costruire un nuovo futuro di pace per il Medio Oriente. Intenzioni che verranno messe alla prova dei fatti sin da subito, sui primi scogli come il mantenimento della sicurezza nella Striscia, dove il presidente statunitense ha aperto a un ruolo per Hamas come forza di polizia palestinese: “Vogliono porre fine ai problemi e lo hanno detto apertamente, e abbiamo dato loro l’approvazione per un periodo di tempo”.

Il Board per l’amministrazione transitoria è un altro dei temi che ha dominato i colloqui sul Mar Rosso, e a guadagnarsi la prima nomination di Trump è stato l’egiziano Abdel Fattah al-Sisi, padrone di casa che ha dato a tutti appuntamento a novembre al Cairo per una conferenza sulla ricostruzione.

L’Italia vuole essere in prima fila su questo dossier, inevitabilmente legato a doppio filo con la stabilizzazione di Gaza, con il governo pronto a “implementare la presenza” dei carabinieri se verrà approvata una risoluzione Onu che lo richiederà, come ha chiarito Meloni al termine della giornata. La premier ha affrontato questi temi nelle riunioni con gli altri leader nell’attesa dell’arrivo a Sharm di Trump, atterrato oltre tre ore più tardi del previsto per la sua visita in Israele. È stato lui l’inevitabile protagonista: ha salutato uno ad uno i leader su un palco con una grande scritta “Peace 2025”, e ha tenuto il discorso introduttivo alla cerimonia di firma dell’accordo, che è servito a sugellare in mondovisione un’intesa per il cessate il fuoco a Gaza che nelle ore precedenti ha iniziato a essere implementato.

Una superflua dimostrazione plastica di come il destino di questa partita geopolitica dipenda in prima battuta dalle mosse di Washington, anche se il presidente Usa ha ringraziato in modo particolare chi ha agito da mediatore nella lunga trattativa ospitata nelle scorse settimane sempre a Sharm: al-Sisi (che ha insignito The Donald con il Collare del Nilo, massima onorificenza egiziana), ma anche l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani.

Trump avrebbe voluto portare con sé a Sharm anche Benjamin Netanyahu. Da Israele ha chiamato al-Sisi per suggerire, e la presidenza egiziana ha annunciato la partecipazione sia del primo ministro israeliano sia del presidente dell’Anp Abu Mazen. Ma nel giro di un’ora il viaggio è stato cancellato, “a causa dell’inizio della festività di Simchat Torah”, la stessa in cui si consumò la strage del 7 ottobre. Dietro le quinte, in ore concitate, Erdogan e il premier iracheno Muhammad Sudani hanno minacciato di lasciare il summit se fosse stato presente Netanyahu.

Piccoli grandi segnali che non mancano gli ostacoli geopolitici. Per superarli, il piano di Trump è allargare gli Accordi di Abramo ad altri Paesi arabi, come l’Iran, che ha risposto ‘no grazie’ all’invito al vertice. “La mano dell’amicizia e della cooperazione è sempre aperta”, il messaggio a Teheran di Trump. Fra le sue prossime mosse, la composizione del Board chiamato a guidare la transizione a Gaza.

“Tutti vogliono farne parte, meglio così”, ha sorriso il presidente americano, che non ha nascosto i dubbi su Tony Blair: “L’ho sempre apprezzato ma voglio scoprire se è una scelta accettabile per tutti”. Anche l’Italia vuole giocarsi le sue carte, anche se, ha avvertito Meloni, “questo è il tempo del lavoro, non della prima fila”. Emmanuel Macron ha assicurato che la Francia avrà un “ruolo tutto particolare” al fianco dell’Autorità palestinese nel governo di Gaza, e ha annunciato di aver già avviato la pianificazione di una “conferenza umanitaria per Gaza” che Parigi “co-organizzerà”.

Trump e Sisi al centro della foto di famiglia, Meloni unica donna

(Photo by Evan Vucci / POOL / AFP)

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e quello egiziano Abdel Fattah al-Sisi al centro, con al fianco da una parte il ministro degli Esteri Saudita Faisal bin Farhan Al Saud e il re di Giordania Abdullah II, e dall’altra il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan: è lo schieramento della foto di famiglia al summit di pace di Sharm el-Sheikh, in cui hanno posato gli oltre trenta leader di Paesi e organizzazioni internazionali e regionali invitati. Unica donna la premier Giorgia Meloni, posizionata all’estremità sinistra del palco, accanto al primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis. Defilato, sulla destra, il presidente dell’Anp Abu Mazen, al fianco del primo ministro ungherese Viktor Orban. 

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