Accessibilità Universale nella fruizione dei Beni Culturali e archeologici

XXIII edizione del Concorso Universitario Piranesi Prix de Rome.

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Il Presidente Emerito e il Presidente dell’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia, rispettivamente Romolo Martemucci e Pier Ferdinando Caliari, il Direttore del Piranesi Prix de Rome Luca Basso Peressut e le organizzatrici Carola Gentilini e Maria Patti hanno condotto la XXIII edizione 2025 del Premio Piranesi Prix de Rome nella ineguagliabile area archeologica di Villa Adriana a Tivoli.

Presenti il 4 settembre scorso nelle fasi conclusive del lavoro di selezione dei progetti presentati dagli studenti iscritti al concorso, i maggiori esponenti italiani e internazionali di architettura e design hanno discusso sul tema dell’accessibilità universale legato alla fruizione dei Beni Culturali e del patrimonio storico e archeologico a disposizione dell’intera Umanità.

Il Premio Speciale progetto accessibilità

Per volontà degli stessi organizzatori, in collaborazione con le associazioni del settore maggiormente rappresentative del nostro Paese, un elaborato è stato individuato e premiato perché riconosciuto tra i migliori progetti per l’architettura e l’archeologia, con particolare riferimento al tema della fruibilità universale. Le quattro sottocommissioni del ‘Premio Universitario’ hanno accolto anche quest’anno i lavori di gruppo presentati dagli studenti delle scuole di architettura di tutto il mondo al termine di un periodo formativo in aula e operativo sul campo.

L’elemento progettuale aggiuntivo da valutare, di non secondaria importanza ai fini del conferimento del Premio, è stata la verifica dell’accessibilità e dell’abbattimento delle barriere oggettive e sensoriali che impediscono alle Persone con disabilità o a Ridotta Mobilità (PRM) di accedere al Bene Culturale e di godere, al pari degli altri, delle bellezze architettoniche o archeologiche ivi presenti.

Un importante cambio culturale a vantaggio di tutta la popolazione

Incontrati ancora una volta in occasione delle fasi conclusive dell’edizione n. 23 del Piranesi Prix de Rome nella sede di svolgimento dei lavori concorsuali, tutti si sono dimostrati aperti nel raccontare l’importanza da attribuire al tema dell’accessibilità universale nella fruizione dei Beni Culturali, artistici e storici. Quello che rende particolarmente orgogliosi gli organizzatori del Concorso Universitario è stato ed è ancora oggi il fatto che discutere ad alto livello di accessibilità universale dei Beni Culturali ha contribuito a cambiare il panorama culturale all’interno del quale si colloca il percorso concorsuale, come affermato con convinzione dal Prof. Pier Ferdinando Caliari e dalla Dott.ssa Carola Gentilini. Il porre attenzione agli elementi essenziali di un progetto accessibile e la riflessione sulle finalità dello stesso, da insegnare e trasmettere ai giovani partecipanti, sono componenti di pensiero che non mancano di conferire valore alla presenza annuale dei rappresentanti degli architetti tra i componenti delle Commissioni.

Incaricate di individuare e premiare i migliori progetti per l’architettura e l’archeologia, le quattro sottocommissioni del ‘Premio Universitario’ hanno dunque accolto i lavori presentati dagli studenti delle scuole universitarie di architettura di tutto il mondo al termine del workshop-concorso di due settimane che si svolge a Villa Adriana. Il Premio speciale, istituito a partire dalla seconda edizione del Premio Piranesi, nel 2004, viene dunque assegnato annualmente a quel progetto che più si è distinto nel considerare l’accessibilità universale ai luoghi come un requisito necessario.

Villa Adriana.

I giovani messaggeri di accessibilità nel Mondo

La presenza di molti giovani, quest’anni quasi 200 unità provenienti da ventisette Paesi esteri, conferisce un valore aggiunto al Premio Universitario, quello di traferire il concetto dell’accessibilità ai Beni Culturali e Archeologici anche in luoghi culturalmente meno sensibili al tema. Docenti universitari e architetti tra i più esperti nel settore dei Beni Culturali si propongono ogni volta il nobile obiettivo di formare i giovani partecipanti alla sensibilità nei confronti del bello e dell’antico, all’amore per il viaggio e alla passione per gli studi archeologici e per le Scienze Storiche. Il Viaggio che i partecipanti in parte compiono a livello simbolico è ispirato al Grand Tour, già intrapreso da letterati e componenti dei ceti aristocratici che a partire dal XVIII secolo aveva lo scopo di far scoprire e vivere sul posto le bellezze artistiche e le meraviglie naturali presenti nelle principali città europee e italiane.

È con grande riconoscimento che il Prof. Caliari, docente del Politecnico di Torino e Presidente dell’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia  e la Dott.ssa Carola Gentilini, Direttore del Museo del Ciclismo di Madonna del Ghisallo a Magreglio nei pressi di Como, hanno accolto il messaggio autentico che finalmente abbatte l’intoccabilità dei Beni Culturali e i vincoli paesaggistici che negano a parte della popolazione l’accesso e il conseguente godimento di beni storici e artistici del ricco Patrimonio dell’Umanità.

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