Noi Simao ancora qua, eh già. cantava Vasco Rossi e Sinner ed Alcaraz non possono far altro che replicare le parole del cantante. Dando uno sguardo attento al tabellone degli US Open 2025 sembra evidente come la finale più logica possa essere ancora una volta quella tra i due Dioscuri del tennis contemporaneo, sarebbe la terza consecutiva e per Jannik la quinta finale slam consecutiva, una striscia invidiabile con solo Federer e Djokovic che storicamente hanno fatto meglio. Non è un terreno semplice quello ell’ultimo confronto slam dell’anno, entrambi, ma coma tutti gli altri tennisti, arrivano a Flushing Meadows stanchi, per vari motivi, perché siamo a fine stagione ma anche per questioni logistiche, la maggior parte degli atleti alloggia in città e ci vuole ogni volta circa un’ora di macchina per arrivare ai campi di allenamento. Anche per questo è dal 2008 ceh nessuno riesce a difendere il titolo a New York. L’Italia è ancora la protagonista assoluta, nove giocatori nel tabellone maschile di cui 4 teste di serie, tre nel singolare femminile, i campioni Errani Vavassori del doppio misto speciale che è stato giocato bla settimana appena conclusa, parliamo sempre di un’armata italiana che può sognare in grande, in grandissimo come d’altronde ha sognato a Cincinnati di realizzare una doppietta sia nel maschile che nel femminile e che poi invece si è conclusa con due sconfitte. L’urna del sorteggio però non è stata totalmente benevola, soprattuto per Jasmine Paolini che dopo Cincy sembra tornata ad essere quella vincitrice di Roma e due volte finalista slam nel 2024.

US Open, verso un nuovo Sinner Alcaraz
Quanto sembrano lontani i tempi in cui Sinner e Alcaraz si affrontavano solo nelle fasi precedenti la finale del torneo e spesso neanche in quelle. Adesso la rivalità annunciata del decennio ha preso piede definitivamente e i due da quando Jan è tornato dopo la squalifica per il caso Clostebol si sono affrontati quattro volte, tutte in finale con un bilancio quest’anno di 3-1 per Carlitos, ma Sinner si può consolare con il trionfo nel tempio di Wimbledon che può dargli una grande dose di energia per la sfida attesissima sul suo cemento americano, proprio qui a New York dove i due hanno incantato con una partita spettacolare nell’anno del primo slam di Alcaraz, quel 2022 quando ai quarti Sinner si ritrovò con match point, un anticipo di quanto visto poi al Roland Garros 2025. Questa volta gli ostacoli tra la terza finale slam su quattro tra Sinner e Alcaraz sembrano veramente pochi, ma ci ricordiamo tutti del 2024 e di quel secondo turno in cui Carlitos è inciampato con Botic Van De Zandschulp. Insomma il Laykold dello US Open è un terreno che favorisce le sorprese e potrebbe anche cambiare la vetta della classifica dovesse essere il murciano ad alzare la coppa al cielo come fece nel 2022. Tra lui e la finale c’è prima il bombardiere americano Reilly Opelka, uno che con il servizio può essere devastante ma facciamo fatica ad immaginare Alcaraz eliminato al primo turno. Dopoichè Carlitos rischia di dover fare pratica con l’italiano perchè al secondo turno c’è Bellucci e la terzo Darderi. Gli ottavi di finale prevedono una teorica sfida con Daniil Medvedev ma in realtà il russo sono mesi che non trova la giusta via per esprimersi e ancora non ha trovato la luce in fondo la tunnel di questa crisi. Nei quarti Shelton si candida ad un posto contro Alcaraz, più di Ruud che contro di lui ha perso una finale slam qui a New York. E per la semifinale Fritz, Rune, Djokovic o anche Tiafoe o Mensik. Per quanto riguarda Sinner dovrebbe essere quasi semplice arrivare in finale, semrpe che il fisico glielo consenta, sempre che quanto accaduto a Cincinnati sia veramente un’episodio di umano malessere isolato, un virus che colpisce questi supereroi come le persone comuni e ci ricorda che sono umani anche loro. All’esordio c’è Kopriva e al secondo turno Popyrin che su questa superficie lo scorso anno ha vinto con Djokovic e si trova a suo agio. Il terzo incontro, dovesse essere con Shapovalov, porterebbe ad una rara statistica considerando che il canadese è uno dei pochi ad avere ancora un bilancio positivo nei confronti con Jannik, ma solo perché si sono affrontanti una sola volta ed era il 2021. Per quanto il precedente di Halle possa spaventare, Bublik non sembra il giocatore in grado di battere il numero uno del mono ali ottavi in un incontro 3 su 5 e lo stesso vale per Tommy Paul. I quarti con Musetti sarebbero romantici, ma anche Lorenzo non è più quello di inizio estate e anzi, parlando di derby azzurri sembra avere più possibilità il romano Flavio Cobolli che avrà Muso al terzo turno e il semifinalista del 2024 Jack Draper agli ottavi, un altro giocatore che non scende in campo da Wimbledon in singolare. Per la semifinale con Jannik Alexander Zverev dovrebbe avere un cammino abbastanza agevole, Khachanov e De Minaur permettendo.

Tennis, Paolini da scalare c’è l’Everest
Avevamo lasciato Jasmine Paolini in festa con Sara Errani al Roland Garros per aver vinto lo slam li dove insieme avevano vinto anche l’oro olimpico nel 2024. Ma quel che non vedevamo dietro quel trionfo era la tempesta che si sarebbe abbattuta su Jasmine nei mesi successivi. La ragazza dal sorriso d’oro di Bagni di Lucca non ha retto la pressione di dover difendere due finali slam in una breve estate, e la giocatrice dominante dello scorso anno non si è più rivista, è entrata in crisi perdendo anche con Rakhimova a Wimbledon e con Aoi Ito a Montreal, una partita in cui era avanti 6-2 4-1. Poi è arrivato Cincinnati e sebbene ancora non si è rivisto il killer instinct che l’ha trascinata tra le prime dieci del mondo si è presa delle vittorie importanti contro Sakkari, Krejcikova (con cui perse uno Slam) Coco Gauff e Veronika Kudermetova prima di cedere ad un’ingiocabile Swiatek. Alle sue spalle c’è anche al tempesta del valzer degli allenatori, dopo 10 anni di collaborazione con Renzo Furlan per tre mesi ha lavorato con Marc Lopez e ora si trova con Federico Gaio. Nulla è perduto, certo arrivare al quarto posto come lo scorso anno non è credibile, ma un biglietto per le Finals è ancora ampiamente alla portata: Jessica Pegula è ottava e ha soli 34 punti in più dell’azzurra. Difficile anche muovere molto la classifica verso l’alto in questo US Open, nel 2024 raggiunse il quarto turno perdendo con Muchova, ma il tabellone non apre a prospettive migliori nel 2025. Il tabellone è durissimo, per fortuna non dai primi turni: esordio con una qualificata, Destanee Aiava, australiana numero 168 al mondo e al secondo turno o Sasnovich o la diciassettenne stella del futuro della racchetta americana Iva Jovic. La prima testa di serie è McCartney Kessler che non è mai arrivata al terzo turno di uno slam ma in questo 2025 ha vinto due tornei. Gli ottavi con Rybakina sembrano già molto complicati, ma a quel punto sarebbero solamente punti guadagnati rispetto allo scorso anno e potrebbe andare a giocarsi il quarto di finale a mente libera con Aryna Sabalenka. La numero uno del mondo ha una diversa potenza e pesantezza di palla, come accaduto per la partita con Swiatek le speranze sarebbero ridotte al minimo contro la campionessa in carica che tuttavia a New York non completa un bis dal 2014, dai tempi di Serena Williams. Aryna poi in Semifinale potrà affrontare Pegula o Andreeva mentre dall’altra parte del tabellone ci sono Swiatek, Gauff e Keys. Anche Jasmine dopo Cincinnati può cantare, Io sono ancora qua.
